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Attualità | 29 febbraio 2024, 14:20

Nuovo parco eolico in Val Bormida, fronte compatto del territorio: "Non lo vogliamo"

Ieri sera i sindaci piemontesi e savonesi si sono incontrati a Saliceto. Presenti anche i vertici della Regione Piemonte e alcune associazioni

Nuovo parco eolico in Val Bormida, fronte compatto del territorio: "Non lo vogliamo"

"No al parco eolico sul Monte Cerchio". Questo è il parere compatto degli amministratori piemontesi e liguri che ieri sera, mercoledì 28 febbraio, si sono riuniti a Saliceto, nella sala polifunzionale di piazza Carlo Giusta per discutere del progetto presentato dalla ditta torinese Windtek.

La proposta prevede la collocazione dell'impianto nei territori comunali di Cengio, Cairo Montenotte e Saliceto. Il parco eolico avrà una potenza complessiva di 43,4 MW, con sette aerogeneratori di tipo VESTAS162, ciascuno con una potenza di 6,20 MW, posizionati al di sotto dei crinali montani che vanno da Bric Cappelle a Bric della Ribera.

"Siamo contrari alla realizzazione di questo progetto per svariati motivi - spiega il sindaco di Saliceto, Luciano Grignolo - L'impatto che avrebbe sul nostro territorio non si può ignorare, senza contare che, nel caso del nostro comune non ci sarebbe neanche la distanza corretta da luoghi e monumenti come la chiesa di San Martino. L'incontro di ieri sera era riservato agli amministratori e siamo contenti di aver avuto la partecipazione e l'appoggio dei rappresentanti regionali e provinciali. I comuni della valle sono compatti". 

"Abbiamo fatto le nostre osservazioni, esprimendo dissenso verso il progetto - commenta il sindaco di Cairo Montenotte e consigliere provinciale savonese, Paolo Lambertini - Siamo contrari perché, nonostante i progetti di energia rinnovabile siano tecnicamente validi, sono difficili da realizzare e portano a una distruzione naturalistica, ambientale e culturale, senza contare l'impatto visivo. La stessa Regione Liguria ha già presentato delle osservazioni in questo senso".

Gli aerogeneratori, con un'altezza massima di 209 metri, saranno visibili, nelle condizioni meteorologiche ottimali, da località come Montechiaro d'Acqui e Ceva nel territorio piemontese, e da Carcare e Altare in Liguria.

"Ci sono altri progetti depositati in provincia, ma non siamo più disponibili ad accettarli. Il nostro comune ha già dato in passato. Attualmente, sul territorio cairese gravitano 17 pale eoliche. 

Ora non resta che stabilire una strategia per presentare questo nostro diniego e l'unità assieme alle province di Savona e Cuneo, nonché alle regioni Liguria e Piemonte ci aiuterà a raggiungere questo obiettivo. Vogliamo salvaguardare il nostro territorio. Questi progetti vanno ripartiti in maniera diversa", conclude Lambertini.

Ogni aerogeneratore comporterà la realizzazione di opere accessorie necessarie per il suo funzionamento e la manutenzione nel corso della sua vita. Tra queste, vi sarà la creazione di piazzole di circa 3.700 mq, strettamente legate alla viabilità di collegamento interna.

"E' stato un incontro molto partecipato", aggiunge il primo cittadino di Cengio, Francesco Dotta. "Le persone si sono espresse in un unico senso, esprimendo giudizi negativi e di contrarietà al progetto. Personalmente, avendo valutato i benefici e i costi sotto l'aspetto naturalistico e ambientalistico, ritengo ingiustificata un'opera del genere". 

Alla serata oltre agli amministratori dei tre comuni interessati Saliceto, Cengio e Carcare e Cairo Montenotte, hanno partecipato anche rappresentanti delle amministrazioni di  Gottasecca, Castelletto Uzzone, Pezzolo Valle Uzzone, Cortemilia, Prunetto, Perletto, Castino, Torre Bormida, Levice, Bergolo, Monesiglio, Camerana, Gorzegno e Mombarcaro. Presenti anche il presidente dell'Unione Montana Valli Mongia Cevetta e Langa Cebana Vincenzo Bezzone e una rappresentanza del l'Unione Montana Alta Langa. 

"Un incontro partecipato, - commenta il presidente della provincia di Cuneo, Luca Robaldoche ha visto la presenza anche dei Sindaci di Cengio e Cairo.

Sono state evidenziate, da parte delle associazioni di tutela ambientale e dell'avvocato Brignone, quelle che loro rilevano come gravi carenze progettuali oltre che serie problematiche rispetto alla collocazione di questi impianti.

Con la Consigliera Annamaria Molinari proseguiremo nel lavoro di coordinamento delle istanze territoriali, certi che solo attraverso una corretta informazione ed un reale coinvolgimento questo intervento possa essere efficacemente analizzato e, se del caso, possano essere assunte tutte le iniziative utili a sottolineare al Ministero dell'Ambiente la sua incongruenza".

All'incontro erano presenti anche i vertici regionali piemontesi il consigliere Matteo Gagliasso, il vice presidente del consiglio regionale Franco Graglia e in video collegamento il presidente della regione Alberto Cirio.

Graziano De Valle - Arianna Pronestì

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