/ Cronaca

Cronaca | 28 febbraio 2024, 18:29

Brutale rapina ai giardini Torretta di Mondovì: condannati due "capi" di una baby gang

La pena per ciascuno dei due ragazzi, attualmente a piede libero, ammonta a 6 anni di carcere. La vittima, un giovane con problemi psichiatrici, quel giorno del 2019 era in compagnia di un amico che, per paura di uno degli imputati, ridimensionò l'accaduto

I giardini dove avvenne l'aggressione

I giardini dove avvenne l'aggressione

Lo picchiarono a sangue per prendergli la chiave del lucchetto della bicicletta e poi, una volta stordito, gli strapparono la catenina d’oro dal collo e lo gettarono a terra. Questa la rapina consumatasi ai giardini Torretta (parco Villa Nasi) di Mondovì nell’aprile 2021 ai danni di un giovane con problemi psichiatrici che, quel giorno, venne anche picchiato con un bastone da un “gruppo di ragazzi gang” suoi coetanei.

Accusati di rapina in concorso davanti al Collegio del tribunale di Cuneo, e condannati a 6 anni e un mese di carcere, sono due ragazzi di origine marocchina residenti a Mondovì, il ventisettenne K.S. e il ventiquattrenne E.M.E.A., entrambi con alcuni precedenti penali. Assieme a loro, ci sarebbe stato anche un minore, per cui sta procedendo il tribunale per i minorenni di Torino, e un altro soggetto rimasto ignoto. I due sono stati sottoposti alla misura cautelare dell'obbligo di firma fino al luglio 2023. Attualmente sono a piede libero.

A istruire il procedimento è stato il pubblico ministero Francesca Lombardi che, oltre alla condanna, ha chiesto e ottenuto la trasmissione degli atti alla Procura per false dichiarazioni di due ragazzi che erano stati chiamati a testimoniare. Con loro, era stato convocato anche il giovane che quel giorno era in compagnia della vittima che, per paura di K.S., ridimensionò l’episodio e in caserma si rifiutò di effettuare il riconoscimento fotografico.

Gli imputati, di contro, hanno sempre negato ogni addebito contraddicendosi tra di loro: “L’obiettivo? – ha spiegato il pm – addossare le responsabilità sui minorenni”.

“Il ragazzo veva iniziato a fare il furbo con un mio amico - aveva riferito l’imputato E.M.E.A.-. Si è alzato e hanno e iniziato ad insultarsi. Poi, ha tirato due pugni a K. sul petto. Io non ho preso parte alla lite. Ho chiesto al ragazzo di fare un giro sulla sua bici e poi quando tornai lui si lamentava di non trovare le chiavi. I due minorenni scherzavano dicendo ‘ce le ho io’ e poi è partita qualche spinta.

Io me ne sono andato, non volevo avere problemi. Qualche giorno dopo, i due ragazzini mi avevano chiamato offrendomi 50 euro per vendere una collanina. Avevo bisogno di soldi e accettai. Quando sono stato chiamato dai Carabinieri ho rintracciato i ragazzini e li ho portati in caserma”. 

Anche il coimputato K.S. aveva reso il suo esame: “Il ragazzo mi ha insultato e non volevo litigare. Io gli ho risposto in marocchino, lui però ha capito e mi ha spinto. E.M.E.A ci ha divisi e poi hanno iniziato a parlare della bicicletta. Il ragazzo ha iniziato a cercare le chiavi, gli altri lo prendevano in giro facendo finta di averle loro, poi ha preso per il collo un nostro amico e lui ha reagito. C’era anche un minorenne con noi e si sono picchiati tutti e tre. Io li ho divisi, non ho visto la collanina: qualcuno l’ha raccolta e poi data a E.M.E.A”.

Gli avvocati degli imputati, Laura Desaymonet per K.S. e Giovanni Allione per E.M.E.A., ne hanno sostenuto l’innocenza in quanto il racconto della vittima “deve essere vagliato con attenzione, essendo disordinato e impreciso. La collanina potrebbe essere stata persa durante la colluttazione – hanno sostenuto – e le lesioni non sono compatibili con l’aggressione”.

Ad incastrare gli imputati è stata la testimonianza della commessa di un negozio di Compro Oro, che aveva riferito che a presentarsi due volte prima per la valutazione e poi per la vendita della collanina strappata al giovane, valutata 255 euro, fu E.M.E.A.. Quanto al complice K.S., venne riconosciuto in caserma.

Il presidente Elisabetta Menardi ha altresì revocato la sospensione condizionale a K.S., interdicendo entrambi gli imputati dai pubblici uffici.  

CharB.

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A APRILE?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare" su Spreaker.

WhatsApp Segui il canale di LaVoceDiAlba.it su WhatsApp ISCRIVITI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium