È scontro sul nuovo appalto rifiuti indetto da Consorzio Acem e riguardante 85 Comuni dell'area monregalese ad eccezione di quelli di Ceva e Mondovì, affidato alla ditta Proteo Ambiente Impresa Sociale Srl.
"Chiediamo che sia rispettata l'applicazione del contratto nazionale del lavoro per i servizi ambientali". Questa la richiesta avanzata dai lavoratori e dalle sigle sindacali Fp Cgil, Fit Cisl e Fiadel Cisl, che questa mattina, mercoledì 21 febbraio, si sono ritrovati in piazza Santa Maria Maggiore a Mondovì, di fronte alla sede di Acem, per chiedere che il nuovo affidatario, Proteo Ambiente, faccia marcia indietro sull'applicazione del contratto cooperativo e rispetti invece il contratto nazionale di categoria applicato sinora agli addetti del servizio impegnati nella zona.
"Dopo anni di lavoro come operatori ecologici al servizio dei Comuni aderenti all'Acem – spiegano i rappresentanti dei lavoratori - la nuova ditta affidataria ha ritenuto di effettuare una forzatura e procedere con l'applicazione del Ccnl delle Cooperative Sociali, disconoscendo il contratto nazionale dei Servizi Ambientali applicato da decenni ai lavoratori oggetto del passaggio.
È la prima volta che in un cambio appalto le lavoratrici e i lavoratori vengono privati del contratto ritenuto 'leader' del settore; riteniamo sia un atteggiamento provocatorio e pericoloso, che va a intaccare il reddito dei lavoratori e delle loro famiglie, essendo mediamente più basso del 25-30%. Un atteggiamento che va assolutamente contrastato. Basta con le scuse per non applicare quanto previsto nello stesso bando di gara, nonché applicato in via prioritaria nell'ambito di tutte le gare dei consorzi della Regione Piemonte. Anche questa volta vogliamo l'applicazione del Ccnl Servizi Ambientali".
La Proteo Ambiente, dal canto suo, aveva replicato: "Non solo sono state garantite le stesse condizioni retributive e normative precedenti per i lavoratori interessati dal passaggio, e pertanto senza alcun peggioramento delle attuali situazioni contrattuali, ma è stato anche previsto, in favore di questi ultimi, il riconoscimento di una ulteriore premialità legata alle presenze e alla partecipazione lavorativa dei dipendenti” (leggi qui).
Diverso il punto di vista dei sindacati che, per questa mattina, avevano richiesto un incontro con Acem e con il sindaco di Mondovì Luca Robaldo. Confronto che è stato rimandato e fissato per giovedì 29 febbraio.
"Temiamo che tra qualche mese – spiegano alcuni lavoratori di Mondovì, scesi in piazza per solidarietà a fianco dei colleghi -, quando Mondovì andrà in appalto, si verifichi la stessa situazione. Non abbiamo bisogno di bonus o premialità, vogliamo solo che ci venga garantito il contratto che abbiamo. C'è una grande differenza: ora abbiamo la 14ª, nel contratto cooperativo non è prevista; abbiamo una tutela sanitaria ottima; senza contare orario di lavoro, tutela sindacale e altri aspetti come la mancanza di scatti di livello ogni cinque anni. Le conseguenze di questo cambio di contratto ricadranno non solo sui lavoratori, ma anche sugli utenti. Pretendiamo solo che venga rispettato quanto previsto dal capitolato, niente di più".