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Langhe | 20 febbraio 2024, 09:12

"Non sprecare ma riutilizzare" il pane: progetto sulla sostenibilità alimentare fa il giro delle scuole in Granda

Economia circolare anche a tavola con l’iniziativa dell’Associazione Autonoma Panificatori di Cuneo, presentata ieri al Lovera Palace di Cuneo

"Non sprecare ma riutilizzare" il pane: progetto sulla sostenibilità alimentare fa il giro delle scuole in Granda

"Un progetto portato nelle scuole per ricordare che il pane non ha finito la sua storia una volta avanzato sul tavolo, ma c'è di più - ha spiegato Piero Rigucci, presidente dell'Associazione Autonoma Panificatori della provincia di Cuneo -. Può essere riciclato con ricette anche tradizionali".

"Come mai una volta il pane era più apprezzato? Ci siamo interrogati e abbiamo cercato risposte – ha continuato Rigucci -. Un paio di anni fa per riciclare avevamo partecipato al progetto 'Pane al Pane', per cui il prodotto invenduto veniva donato. Avevamo, poi, inventato la birra 'Briciola', a base di pane raffermo. Oggi andiamo nelle scuole per rivalorizzare la tradizione legata al pane".

Un tema attuale, ma anche identitario degli stessi artigiani panificatori, quello che ha ispirato il progetto “NON Sprecare ma Riutilizzare”. Promosso da Cna Cuneo e Associazione Autonoma Panificatori di Cuneo col contributo della Camera di Commercio, è stato presentato ieri sera al Lovera Palace di via Roma a Cuneo.

"Il progetto – ha spiegato Patrizia Dalmasso, direttrice Cna Cuneo - è nato nell'ambito dell'attenzione all'economia circolare e si è pensato di partire dalla filiera dell'Arte Bianca della panificazione, per la tradizione che rappresenta questo settore, soprattutto nel Cuneese. Un progetto che vede coinvolti quattro istituti scolastici.

Volevamo valorizzare l'utilizzo dei sottoprodotti derivati dalla panificazione, ma valorizzare anche le antiche ricette a base di pane raffermo, come è avvenuto per la birra Briciola del Baladin.

Da un lato valorizzare l'imprenditorialità dei prodotti e la loro importanza per la nostra salute, dall'altra quella delle aziende stesse, guardando a cosa fanno come l'utilizzo di prodotti a Km 0, o all'uso corretto e attento dell'acqua e dell'energia elettrica.

La presentazione del progetto conclude lo step di preparazione, ma segna l'inizio di un processo in un'ottica di continuità e valorizzazione", ha concluso Dalmasso.

Un prodotto immancabile sulle nostre tavole e nella ristorazione, tanto che il suo riutilizzo rappresenta anche una forma di rispetto nei confronti di chi non può averlo con la stessa facilità.

Una serata di richiamo a buone pratiche tra sensibilizzazione e degustazione, dove l'intervento della dottoressa Barbara Giordano, nutrizionista e biologa, ha presentato una proposta di ricetta ideale antispreco. "L'idea – ha spiegato la dottoressa Giordano - era di riuscire a utilizzare un pane più salutare nell'alimentazione preventiva, per limitare la formazione di tumori e promuovere uno stile di vita più sano, in collaborazione con la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori.

Il pane è meglio consumarlo fresco – ha suggerito - e non confezionato. In particolare cercavamo una caratteristica di un pane con farine integrali e di varietà locali, con lievitazione madre, acquistabile due volte alla settimana, in modo da essere più salutare rispetto a quello confezionato ricco di additivi e meno sostenibile per l'ambiente”.

Il pane della Lilt presentato è a base di farina di tipo 2 di filiera macinata a pietra per il 70%.

La dottoressa Giordano ha rassicurato su come il pane possa essere usato regolarmente nella nostra alimentazione “purché - ha concluso - venga ben abbinato e che risponda alle caratteristiche del pane fresco sopracitato".

La “micca della Granda” dell'Associazione Panificatori che verrà lanciata quest'anno è un esempio di pane ecosostenibile. Risponde a tradizione e innovazione, ideale per la ristorazione per la sua versatilità. A base di grano tenero e segale integrale, per il richiamo alla tradizione, alle valli e alla cultura locale, a cui vengono aggiunti i fiocchi di avena come elemento innovativo e di tendenza. L'ulteriore elemento distintivo è l'orzo tostato. La base è un prefermento e a basso contenuto di sale, per essere più sano.

Il progetto è stato presentato anche all'Istituto professionale alberghiero “Virginio- Donadio” di Dronero (giovedì 1° febbraio), all'Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (martedì 6 febbraio) e all'Istituto d'Istruzione Secondaria Superiore "Piera Cillario Ferrero" sede Professionale per l'Arte Bianca di Neive (giovedì 8 febbraio) e il prossimo 28 febbraio toccherà al CNOS-FAP Salesiani Centro "Aldo Sordella" di Savigliano.

Obiettivo degli incontri è l'incentivazione del riuso dei sottoprodotti e la riduzione dell'uso di imballaggi non ricicla, l'utilizzo di energie rinnovabili per l'approvvigionamento energetico e l'ottimizzazione delle rotte di consegna per ridurre l'impatto del trasporto.

Sara Aschero

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