/ Cronaca

Cronaca | 13 febbraio 2024, 07:20

Morti sul lavoro, nel 2023 in Granda l'INAIL ne ha registrate 10

Secondo i dati rielaborati dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega Engineering il cuneese è la seconda area d’incidenza in Piemonte (che pur fa segnare una generale riduzione)

Morti sul lavoro, nel 2023 in Granda l'INAIL ne ha registrate 10

Nei giorni scorsi l’INAIL ha diffuso i dati, seppur provvisori, riguardanti gli infortuni, i morti sul lavoro e le malattie professionali, relativi al 2023.

Nel corso dell’ultimo anno, 1.041 persone hanno perso la vita sul luogo di lavoro in Italia, con un leggero calo rispetto al periodo gennaio-dicembre 2022 in cui furono 1090 (-4,5%).

I dati INAIL nazionali vengono rielaborati dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega Engineering di Venezia, che li diffonde e li sintetizza. Per quanto riguarda la nostra regione da questa fonte si rilevano purtroppo 75 decessi sul posto di lavoro da gennaio a dicembre 2023 (contro i 93 del 2022): 61 quelli in occasione sul luogo di lavoro (2 in meno dello scorso anno) e 14 quelli "in itinere", e cioè nel tragitto tra casa e lavoro (16 in meno del 2022).

Il triste primato del maggior numero di decessi spetta alla provincia di Torino con 34. Segue Cuneo con 10 decessi, Alessandria (8), Novara (7), Verbania Cusio Ossola e Asti (5), Biella (4) e Vercelli (2).

La fascia di lavoratori più colpita ha un’età compresa tra i 55 ed i 64 anni, mentre i settori maggiormente a rischio per la Granda sono quelli di costruzioni, agricoltura, trasporti e magazzinaggio.

A livello nazionale sul lavoro muoiono più uomini che donne, nel rapporto di quasi 9/1.

L’Osservatorio ha definito anche una zonizzazione del rischio di morte per i lavoratori sulla base dell’incidenza degli infortuni mortali, dividendo così l’Italia a colori. Rosso: regioni con incidenza superiore a +25% rispetto alla media nazionale. Arancione: regioni con incidenza compresa tra la media nazionale e +25% rispetto a tale media. Giallo: regioni con incidenza compresa tra la media nazionale e -25% rispetto a tale media. Bianco: regioni con incidenza inferiore a -25% rispetto alla media nazionale.

Il Piemonte fa parte della zona gialla.

Passando agli infortuni, in Italia il numero di denunce all’INAIL mostra un calo significativo, con 585.356 denunce (-16,1% rispetto al 2022), attestandosi ai livelli antecedenti alla pandemia (-8,8% rispetto al 2019 con 641.638 denunce), mentre le denunce di malattia professionale protocollate nell’anno 2023 sono state 72.754, circa 12.000 in più rispetto allo stesso periodo del 2022 (+19,7%).

Sono 42.826 invece, le denunce di infortunio complessive registrate in Piemonte.
Le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo, del sistema nervoso e dell’orecchio, rimangono le prime tre malattie professionali denunciate, anche nel 2023.
 
"A fine anno la situazione in Piemonte migliora - ha commentato il presidente dell'Osservatorio Vega Engineering Mauro Rossato - e lo testimonia il passaggio dalla zona arancione alla meno allarmante zona gialla nella nostra mappatura del rischio di fine dicembre 2023. Stiamo parlando infatti di un indice di incidenza di mortalità dei lavoratori per milione di occupati pari a 34,2 contro una media nazionale di 34,6. Ma la situazione rimane comunque critica. Specie in alcune province che si trovano in zona rossa. 

Analizzando i dati pesati sulla popolazione lavorativa, si scopre infatti che alcune province presentano un rischio di infortunio mortale sul lavoro molto superiore alla media nazionale che le pone addirittura in zona rossa. In particolare, le province a maggior rischio risultano essere quelle di Verbania, Biella e Asti. Novara è invece l'unica provincia del Piemonte in zona bianca, con un rischio di infortunio mortale sul lavoro molto inferiore rispetto alla media nazionale (19 contro 34,6)".

Con questo dato, in rapporto ad un milione di occupati, la provincia di Cuneo si pone tra le più virtuose in Italia, mentre in Piemonte è seconda solo a Torino.

La media Cuneese è di molto inferiore a quella a livello regionale, visto che il Piemonte risulta essere tra le cinque regioni dove si verificano più infortuni sul lavoro. Ad alzare questa triste media piemontese è il Verbano Cusio Ossola che si colloca al decimo posto della classifica nazionale.

Silvano Bertaina

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A FEBBRAIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare" su Spreaker.

WhatsApp Segui il canale di LaVoceDiAlba.it su WhatsApp ISCRIVITI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium