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Attualità | 13 febbraio 2024, 07:17

Carenza d'acqua, il problema è cronico: "Microinvasi e la cultura della programmazione per far sopravvivere i vitigni"

Claudio Conterno, barolista e presidente Cia di Cuneo, sta sperimentando sistemi di irrigazione a Monforte: "Ma occorre fare gruppo e abituarsi a cambiare abitudini"

Claudio Conterno, titolare, insieme a Guido Fantino, di un’azienda vitivinicola biologica a Monforte d’Alba, è presidente della Cia provinciale di Cuneo

Claudio Conterno, titolare, insieme a Guido Fantino, di un’azienda vitivinicola biologica a Monforte d’Alba, è presidente della Cia provinciale di Cuneo

"Più attenzione, programmazione, cultura dell'acqua". Sono le linee del ragionamento di Claudio Conterno, barolista e presidente Cia di Cuneo, nell'affrontare il futuro dei vitigni e del vino. "Il cambiamento climatico è qualcosa che ormai fa parte della quotidianità, bisogna progettare soluzioni per far fronte alla mancanza di acqua. A Monforte stiamo studiando con altri produttori un sistema di microinvasi, ma il percorso non è semplice, anche per questioni normative e l'irrigazione è una scelta esatta.  Il nostro terreno, per esempio, è molto limoso e non adatto all'irrigazione goccia a goccia. L'acqua non riesce a penetrare in profondità".

La necessità di farsi trovare pronti per affrontare il cambiamento è un dato di fatto. "Negli Anni Novanta, i grappoli più pregiati erano quelli esposti direttamente al sole, tuttavia, con l'aumento delle temperature, si è verificato un anticipato appassimento. Questi grappoli vengono ora utilizzati come schermo per proteggere quelli posizionati all'interno delle viti, i quali, in alcuni casi, vengono scartati per evitare un impatto sulla qualità del vino.

Pertanto, è necessario introdurre sistemi di ombreggiamento, come l'installazione di reti antigrandine posizionate in modo strategico lungo i filari. Inoltre, è opportuno riconsiderare la tipologia degli impianti viticoli, avviando sperimentazioni con cloni e portainnesti selezionati per la loro capacità di resistere alle temperature elevate. E poi bisogna adottare forme di allevamento più cespuglioso rispetto a ciò che è stato fatto fino ad adesso".

La strada è quella della sensibilità, del dialogo e della progettazione. Conclude Conterno: "Bisogna pensare a sistemi di invasi a monte e di microinvasi più in basso come avviene in Emilia-Romagna e in Toscana, ma soprattutto bisogna fare squadra tra tutti gli addetti ai lavori e continuare a diffondere una cultura dell'acqua, che ci permetta di pensare a soluzioni sostenibili ed efficienti. Si tratta di una progettualità che deve andare avanti, indipendente dalle condizioni atmosferiche e dalle precipitazioni più o meno abbondanti".

Daniele Vaira

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