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Attualità | 12 febbraio 2024, 16:23

Artista, attivista, visionario: 60 anni fa moriva l'albese Pinot Gallizio

La sua figura iconica ed eclettica ha influenzato l'arte internazionale. Alba vorrebbe dedicargli uno spazio nel progetto che rivoluzionerà l'ex casa Miroglio

Pinot Gallizio in una foto del Comune di Alba

Pinot Gallizio in una foto del Comune di Alba

ll 13 febbraio 1964 moriva ad Alba Giuseppe "Pinot" Gallizio. Farmacista, produttore di caramelle, archeologo, erborista, partigiano e attivista politico, Gallizio ha trovato la sua vocazione artistica dopo i 50 anni, diventando un pittore autodidatta.

Gallizio ha dimostrato un forte impegno sociale, sostenendo i nomadi della zona e offrendo loro un terreno per costruire un campo quando furono allontanati dalla città. La sua lotta per i diritti dei nomadi è stata documentata attraverso fotografie e manifesti esposti nella sua farmacia.

Tante le sue intuizioni, tra cui spicca quella del Palio degli Asini, ispirata da un episodio storico del Duecento legato alla città. La sua visione per il Palio era tipicamente "gallizziana": colorata, goliardica e intrisa di spirito festoso.

Oltre alla sua fervida attività di farmacista, ha lasciato un'impronta indelebile nel mondo dell'enologia, assumendo la cattedra di Aromateria presso la Scuola Enologica. Questo ruolo gli ha permesso di trasmettere la sua passione e il suo savoir-faire a una generazione di giovani enotecnici, molti dei quali avrebbero poi rivoluzionato il mondo del vino nelle regioni di Langhe e Roero, proiettando Barolo e Barbaresco nell'olimpo mondiale dell'enologia.

Gallizio fa il suo ingresso nel mondo dell'arte nel 1952, quando ha già raggiunto i cinquant'anni, grazie all'incontro casuale con Piero Simondo, un giovane pittore e ceramista che all'epoca frequentava la Facoltà di Filosofia dell'Università di Torino.

Una figura a tutto tondo, difficile da schematizzare. La sua innovativa tecnica pittorica, chiamata pittura industriale, ha suscitato l'interesse della critica e ha contribuito a ridefinire il concetto tradizionale di arte. Il suo spazio di lavoro, il Laboratorio Sperimentale ad Alba, è diventato un punto di incontro per artisti e attivisti, incluso il movimento situazionista.

Alla Triennale di Venezia, in passato, oltre alle sue opere pittoriche, è stata evidenziata la sua passione per il nomadismo e per la creazione di "situazioni" che uniscono arte e politica. La sua visione utopica di una società nomade è stata rappresentata attraverso progetti come New Babylon, un'anti-città concepita per una nuova umanità liberata dalla sedentarietà.

Nel futuro, il suo nome che già è presente nel campo nomadi e nel liceo scientifico cittadino potrebbe trovare posto in uno spazio espositivo nei nuovi locali che verranno ricavati dal progetto di ristrutturazione dell'ex Casa Miroglio.

redazione

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