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Copertina | 11 febbraio 2024, 00:00

Elisa Tarasco, da Torino a Crissolo per "vivere di montagna”

Con “Essenze Monviso” coltiva e trasforma erbe officinali. Crede nella promozione agroalimentare e turistica delle vallate d'alta quota

Elisa Tarasco, da Torino a Crissolo per "vivere di montagna”

Ha lasciato la carriera lavorativa in un'azienda chimica a Torino, per compiere una svolta radicale e andare a vivere tra Paesane e Crissolo, in alta valle Po, in provincia di Cuneo.

Elisa Tarasco originaria di Torino, dove si è laureata in Chimica, ha deciso 15 anni fa, di fare questa scelta di vita.

L'esperienza come chimica, specializzata in trasformazioni di laboratorio, l'ha spinta ad avviare 'Essenza Monviso' un'impresa tutta sua situata ai 1800 metri di Pian della Regina, ai piedi del Re di Pietra.

Qui trasforma le piante officinali, coltivate nella sua azienda agricola, in oleoliti e oli essenziali, infusi e prodotti cosmetici naturali e biologici.

Com’è nata la decisione di trasferirsi in alta valle Po?

Fin da piccola i miei genitori mi portavano in montagna a Crissolo.

Dopo aver  conosciuto mio marito Gabriele Genre, che gestisce il rifugio 'La Baita della Polenta' a Pian della Regina, ho scelto di vivere ad alta quota.

Anche dopo la nascita di nostra figlia Chiara, che adesso ha quasi 10 anni, abbiamo continuato a vivere in montagna.

Ho preso quindi la decisione di aprire la mia attività ai piedi del Monviso dove ho trovato il contesto ideale e un'occupazione che si allinea perfettamente alle mie inclinazioni e interessi più profondi legati alla trasformazione di piante ed erbe officinali che coltivo e trasformo in oli essenziali, infusi, fino alla realizzazione di prodotti cosmetici biologici nella mia azienda ‘Essenza Monviso’.

La scelta è stata dettata proprio dal capitale naturale e ambientale i cui vantaggi spesso superano le difficoltà".

Non le manca la città?

Non posso negare che la vita in città avesse i suoi lati positivi, e tuttora ritorno volentieri a Torino, ma sentivo che mi mancava qualcosa, e non ero pienamente appagata. Pian della Regina, invece, mi ha offerto l'ambiente perfetto e un'attività che rispecchia appieno le mie inclinazioni e passioni”.

Quando ha iniziato la sua attività ad alta quota?

“Era il 2016 quando ho messo a dimora le prime piantine di stelle alpine, lavanda e malva, menta, timo serpillo e genepy.

Ho ottenuto la certificazione biologica dei miei prodotti che vendo nella bottega di 'Essenza Monviso' a Pian della Regina”.

Come coniuga nel lavoro la sua formazione di chimica con la tradizione delle erbe officinali?

Ho sempre ascoltato con attenzione gli esperti e gli anziani del paese, e ho fatto una scoperta affascinante: anni fa, a Crissolo, esistevano dei raccoglitori di violette, i quali sfruttavano il principio attivo di questi fiori per creare uno sciroppo contro la tosse.

Ho anche iniziato a coltivare, tra le altre piante officinali, l'arnica di montagna, un'erba dalle innumerevoli virtù che rappresenta un autentico dono della natura”.

L'esperienza nella coltivazione e trasformazione delle erbe officinali, da qualche tempo, la trasmette anche attraverso un progetto didattico con le scuole.

"Proprio così, la scorsa estate è nato il  ‘campo didattico’ dove dopo le lezioni svolte in classe, gli alunni sono saliti a Pian della Regina per vedere come si coltivano, lavorano e trasformano le piante officinali e le erbe di montagna.

Con i piccoli studenti della scuola primaria di Paesana, la scorsa primavera in classe, abbiamo creato una sorta di erbario sulla carta utilizzando le erbe che si utilizzano in cucina: alloro, timo, salvia e i bambini, attraverso l’olfatto e il tatto, dovevano riconoscerle e incollarle su apposite schede su cui venivano descritte le proprietà e gli utilizzi di ciascuna pianta. Ogni alunno ha poi ha realizzato il suo piccolo erbario da portare a casa alle famiglie.

È stato un vero e proprio ‘esperimento’ multisensoriale che i piccoli hanno recepito perfettamente”.

Ha coinvolto nel progetto anche gli studenti di altre scuole?

In collaborazione con l'Istituto Agrario di Lombriasco, ho ospitato alcuni studenti per un tirocinio nell’ambito dell’ alternanza scuola/lavoro.

I ragazzi hanno potuto lavorare direttamente nel processo della coltivazione e trasformazione delle erbe, arricchendo così la loro esperienza educativa con un approccio pratico e reale”.

È quindi promotrice di un’agricoltura sostenibile.

L’agricoltura è uno dei pilastri della nostra Regione, è un esempio di eccellenza, un patrimonio inestimabile che costituisce il fulcro dell'economia piemontese e, in particolare, della Provincia di Cuneo.

Sono dell’idea che sia necessario proteggere e sviluppare le potenzialità di questo settore, mantenendo il giusto equilibrio tra l'uomo e l'ambiente.

Il rilancio della produzione agricola e la promozione della qualità dell’agroalimentare sono obiettivi prioritari, in quanto contribuiscono non solo a sostenere l'economia locale, ma anche a preservare e valorizzare il marchio distintivo del ‘Brand Piemonte’.

Ritengo siano fondamentali le aggregazioni di produttori in ‘Distretti del cibo’, strumenti essenziali di politica economica che mirano a sostenere e valorizzare le produzioni agroalimentari e il paesaggio rurale”.

Quali sono le sfide da affrontare per chi ha un’attività in montagna rispetto alla città, specialmente riguardo all'accesso ai servizi e alle opportunità di lavoro?

"La vita quotidiana nelle aree di montagna e interne, o comunque distanti dai centri più densamente abitati, è più difficile rispetto alla vita in città, i collegamenti viari sono pochi e i servizi erogati alla collettività sono più onerosi.

Il non facile accesso alla sanità, all’istruzione, e la mancanza di opportunità lavorative, soprattutto per le giovani generazioni, sono i principali fattori che determinano il dislivello di tenore di vita delle comunità interne e montane rispetto a quelle urbane e situate a valle”.

Come si potrà tornare ad un riequilibrio economico e sociale nelle terre alte?

Solo con lo sviluppo economico queste aree montane e interne potranno provvedere al riequilibrio finanziario e sociale con i territori di pianura più densamente popolati, diventando così più attraenti per i giovani che potranno realizzare un progetto di vita innovativo.

Lo stesso cambiamento climatico, con il costante aumento delle temperature, potrebbe essere uno stimolo per spostarsi a vivere ad alta quota.

Per questo a mio avviso è necessario il sostegno all'agricoltura e ai suoi prodotti. Le tipicità legate al territorio fanno sì che ne risulti valorizzato. 

Sono dell'idea che i marchi di riconoscimento dei territori possono assumere un'importanza fondamentale per queste zone marginali”.

E il turismo?

È fondamentale promuovere e valorizzare un'offerta turistica diversificata che integri il patrimonio storico-culturale con quello ambientale e agroalimentare.

Sempre di più, infatti, le mete turistiche sono scelte in base all'attrattività delle proposte e delle strutture ricettive.

Quindi è indispensabile il sostegno al miglioramento continuo dell'offerta turistica contrastando il degrado e le barriere architettoniche e sostenendo i servizi alle famiglie.

Inoltre l'informatizzazione e la digitalizzazione, anche per le piccole imprese, è importante per comunicare e promuovere le attività turistiche.

Si deve investire sui grandi eventi, anche sportivi, e allo stesso tempo promuovere capillarmente i piccoli eventi locali continuando a sostenere le Pro loco e le associazioni di promozione dei territori”.

Qualche anno fa si era messa a disposizione della politica proprio per far conoscere il valore e le potenzialità del turismo per il benessere e l'economia della montagna.

Sì, anni fa sono stata eletta consigliere comunale a Crissolo. Nei cinque anni di incarico sono stata nominata a comporre il gruppo di minoranza dell'Unione Montana dei Comuni del Monviso.

Il mio coinvolgimento personale è poi diminuito per consentirmi di dedicarmi alla mia famiglia, inizialmente supportando mio marito Gabriele nella sua attività turistica al Pian della Regina, e successivamente con l'arrivo di mia figlia Chiara, fino alla realizzazione della mia azienda agricola biologica.

Tuttavia, ora sento un forte desiderio di ritornare ad impegnarmi attivamente per la comunità. Sostengo Fratelli d’Italia e mi metto a disposizione per il bene del Piemonte”.

Anna Maria Parola

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