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Politica | 05 febbraio 2024, 12:11

Sindaci contrari alla “SuperFondazione” piemontese

Mentre partono le lettere a Comuni, enti e associazioni per la nomina nel Consiglio generale della CrC, emergono le prime indicazioni dopo il summit dei primi cittadini di Cuneo, Alba, Mondovì, Villanova Mondovì, Canale e Dronero

Sindaci contrari alla “SuperFondazione” piemontese

Partiranno domani, martedì 6 febbraio, le lettere agli enti e alle associazioni per la nomina dei componenti del prossimo Consiglio generale della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo.

Abbiamo chiesto di poter conoscere il testo, pensando di porre una domanda assolutamente banale, ma ci è stato detto che ciò non è possibile trattandosi di “corrispondenza privata”

La designazione da parte di enti e associazioni dovrà avvenire entro 45 giorni dal ricevimento, vale a dire che bisognerà attendere la fine di marzo per avere un quadro definito della situazione.

Nove dei venti componenti – lo ricordiamo - vengono indicati dai Comuni di Cuneo, Alba e Mondovì e, a rotazione, dagli altri Comuni dell’area

In questo giro, oltre ai tre Comuni capofila, tocca a Villanova Mondovì, Canale d’Alba e Dronero.

Quattro spettano dalle associazioni di categoria della Camera di Commercio, uno ciascuno all’Azienda Ospedaliera Santa Croce-Carle, ai sindacati, al mondo della cooperazione, alle tre diocesi (Cuneo, Alba e Mondovì) a rotazione, all’Otc piemontese del mondo del volontariato.

La restanti due nomine che riguardano un rappresentante del mondo dello sport e uno dell’università avverranno tramite apposito bando.

Il presidente della Provincia e sindaco di Mondovì Luca Robaldo ha riunito venerdì scorso i sindaci dei sei Comuni chiamati in questa tornata alle nomine, vale a dire: Cuneo, Alba, Mondovì, Villanova Mondovì, Canale e Dronero per una comune riflessione.

Il documento, dal titolo “Piattaforma di principi e valori per la nuova governance della Fondazione CRC per il mandato 2024-2028”, dopo un’ampia premessa su funzione e ruolo della Fondazione evidenzia in particolare 11 punti:

1) autonomia e indipendenza;

2) rappresentatività, autorevolezza e competenza degli organi;

3) trasparenza;

4) territorialità;

5) stabilità e continuità;

6) economicità;

7) ascolto;

8) programmazione strategica;

9) allocazione e gestione delle risorse;

10) salvaguardia del patrimonio;

11) lavoro e welfare.

 

In sintesi gli aspetti politici sono però tre.

In primis la rivendicazione dell’autonomia della Fondazione Cuneo, vale a dire no alla cosiddetta “superFondazione” piemontese di cui si era ventilato nei mesi passati.

In secondo luogo emerge la richiesta da parte dei sindaci di potenziare l’Ufficio studi, cruciale in funzione del piano strategico per la programmazione sul territorio.

Infine, la necessità di rafforzare l’attenzione al welfare in considerazione delle crescenti difficoltà sociali che si avvertono nel contesto provinciale.

Sulla questione del documento prodotto dai sindaci, il consigliere di minoranza di Cuneo Giancarlo Boselli ha chiesto alla sindaca Patrizia Manassero di illustrare al Consiglio comunale le determinazioni cui si è giunti dopo l’incontro di venerdì.

A quanto consta, non si tratta di un documento “rigido” - tant’è che non è stato sottoscritto - ma soltanto di una piattaforma di indirizzo.

La partita della Fondazione Cuneo entra dunque nel vivo.

I sindaci, in prima fila, chiedono che il tutto non si risolva in una semplice spartizione di posti, ma si tenga conto della funzione cruciale che questo “forziere” rappresenta per l’intera comunità provinciale. 

Giampaolo Testa

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