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Attualità | 29 novembre 2023, 18:52

“Dichiarati donatore”: Marco Borgogno sceglie Luciana Littizzetto come testimonial [VIDEO]

Il presidente nazionale AITF, ex sindaco di Borgo San Dalmazzo, lancia la campagna mediatica alla festa per i 4mila trapianti del Centro Trapianto Fegato di Torino: "Spot utili a far riflettere e a rendere normale quello che per molto è ancora un tabù"

“Dichiarati donatore”: Marco Borgogno sceglie Luciana Littizzetto come testimonial  [VIDEO]

Marco Borgogno, ex sindaco di Borgo San Dalmazzo, è uno dei quattromila trapiantati nel Centro Trapianto Fegato di Torino. Lo ha operato 22 anni fa il professor Mauro Salizzoni. Da dieci anni è presidente nazionale AITF, associazione italiana trapiantati di fegato.

Ha 80 anni ed ha recentemente partecipato ai World Transplant Games di Perth, le Olimpiadi per atleti trapiantati, per promuovere la cultura della donazione di organi e del trapianto.

Una missione che porta avanti da tempo e che lo ha catapultato sul palco della Centrale Lavazza di Torino sabato 25 novembre, nella giornata in cui si celebrava il prestigioso traguardo raggiunto dal Centro Trapianto Fegato di Torino. Al suo fianco Luciana Littizzetto, e Andrea Zalone (spalla ed autore di Maurizio Crozza). “Quattromila trapianti di fegato in 33 anni sono un dato a livello mondiale. Parliamo di un centro di eccellenza, primo in Italia e in Europa - commenta Marco Borgogno -. Era necessario fermarsi a festeggiare e colorare la Mole di verde per ricordare #quattromilavoltesi”.

Una storia lunga 33 anni, quella del Centro Trapianto Fegato di Torino fondato il 10 ottobre 1990 dal professor Mauro Salizzoni, formatosi con tutta l'équipe presso le Cliniques Universitaires Saint-Luc di Bruxelles in Belgio. Condotto per 28 anni dal suo fondatore, è attualmente diretto dal 2018 dal professor Renato Romagnoli.

In quest'anno 2023 infrange tutti i record, raggiungendo il traguardo dei 4.000 trapianti totali ed abbattendo il suo precedente record stabilito nel lontano 2005 di 166 trapianti di fegato eseguiti in un anno. Si stima infatti che per la fine del 2023 verrà superato il muro dei 180 trapianti di fegato in un anno, ovvero un trapianto ogni due giorni (con un incremento netto del 25% rispetto all'anno 2022).

Nel dettaglio, ad oggi sono 3.993 i trapianti di fegato eseguiti presso l'ospedale Molinette di Torino. Si è trattato in 3.806 casi di pazienti adulti ed in 187 casi di pazienti pediatrici. Fra questi, 16 trapianti di fegato sono stati eseguiti da donatore vivente (12 casi adulti e 4 casi pediatrici) ed 8 trapianti sono stati eseguiti con tecnica 'domino'. I riceventi che hanno beneficiato di tali trapianti sono stati non solo pazienti provenienti da tutte le 20 regioni italiane, ma anche pazienti provenienti da altri 29 Paesi del Mondo intero.

Anche i risultati di sopravvivenza pongono al primo posto in Italia il Centro di Torino. In particolare, considerando i primi trapianti di fegato eseguiti in riceventi adulti nel periodo 2014-2020, le sopravvivenze dei pazienti ad 1 ed a 5 anni dal trapianto raggiungono gli straordinari valori di 95,5% ed 87,6%. Stesso discorso vale per i trapianti eseguiti nei bambini, in cui il Centro di Torino primeggia con valori di sopravvivenza globale del 96% ad 1 ed a 5 anni dal trapianto.



La festa a Torino è stata l'occasione per lanciare la campagna mediatica per la promozione della donazione degli organi 'Dichiarati donatore' che vede proprio Luciana Littizzetto come testimonial. L’iniziativa dell'AITF ha trovato il supporto del Centro Nazionale Trapianti e di molte altre associazioni del settore.

Tutto è nato da un incontro con la Littizzetto a seguito del suo intervento pubblico sulla donazione degli organi nella trasmissione 'Che tempo che fa' quando raccontò la storia della sua amica Paola, trapiantata proprio a Torino, dopo due anni in lista di attesa – racconta il presidente AITF -. Un progetto partito da Torino che arriverà in tutta Italia. Alla sua maniera cerchiamo di scuotere le coscienze degli oppositori e degli incerti. Sono convinto che gli spot di Luciana, nel suo stile canzonatorio, siano utili a far riflettere e a rendere normale quello che per molto è ancora un tabù. Un sincero grazie a Luciana”.


Attraverso brevi pillole che verranno divulgata in tv e sui social, Luciana Littizzetto risponde a “domande pirle” sul trapianto. Questo il suo pensiero: “La cosa più bella è che quando una persona perde la sua vita, nello stesso istante ne fa rivivere un’altra, o anche più di una. Non è una bella soddisfazione sapere che le nostre cornee serviranno ancora per vedere il mare d’inverno? Che i nostri polmoni si riempiranno di ossigeno per nuovi respiri e nuove salite in bicicletta? Che il nostro cuore palpiterà ancora per amore, il nostro fegato si attiverà ancora per tanti tanti piatti di amatriciana, e che i nostri reni potranno essere un filtro perfetto per drenare tutte le paure? Ci sono i regali che fai alle persone che ami. E ci sono regali che fai a persone che nemmeno conosci ma che possono cambiare un’esistenza”.

Il direttore del Centro Nazionale Trapianti, dott. Massimo Cardillo: "Il Centro Nazionale Trapianti è da sempre al fianco delle associazioni del dono e del trapianto di organi, per promuovere ogni iniziativa utile a sensibilizzare la popolazione sul tema, superare gli ostacoli e vincere la paure che sono alla base di molte opposizioni. Plaudiamo a questa iniziativa di AITF, e ringraziamo Luciana Littizzetto, che ha voluto affrontare un tema così delicato, con un messaggio chiaro e diretto, come è nel suo stile e nella sua sensibilità”.

 

Ricordiamo che in Italia sono circa ottomila le persone in lista d’attesa per ottenere un trapianto d’organo; per quello di rene ci sono 5.840 pazienti che aspettano in dialisi, molti dei quali da parecchi anni. In quest’ultimo decennio, nonostante l’avanzata ricerca sanitaria e farmacologica, il miglioramento delle tecniche operatorie e lo sviluppo della donazione da vivente, questo numero non è sceso a sufficienza. Nello stesso periodo, la percentuale di opposizione alla donazione degli organi è rimasta pressoché immutata: circa il 30% degli italiani non ritiene di dare il consenso a questa opportunità terapeutica salvavita, e questo rappresenta una perdita delle possibilità di trapianto per centinaia di pazienti ogni anno.

Cristina Mazzariello

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