Una finalità chiara che lega tutti i territori dalla Langa al Roero: garantire un turismo sostenibile che non finisca per soffocare i borghi. Del resto, il dibattito è aperto e sempre attuale, come lo è una domanda cha assilla gli addetti ai lavori: come conciliare l'armonia e la bellezza dei paesaggi Unesco con un turismo sempre crescente, che rischia di non essere sempre coerente con la natura dei luoghi?
Carlo Petrini, fondatore e presidente onorario di Slow Food, da anni mette in guardia sulle insidie di un turismo invasivo, che rischia di "far perdere l'anima dei paesi e i suoi simboli, dai bar, alle osterie, fino ai negozi di vicinato". E allora la parola ricorrente è diventata sostenibilità, e non solo in senso ambientale, ma nella sua accezione più estesa. Lo stesso Mariano Rabino, presidente dell'Ente Turismo Langhe Monferrato Roero, commentando i dati estivi sui flussi turistici in grande aumento, aveva chiesto una riflessione. "Non dobbiamo correre il rischio di perdere la nostra vocazione, quella di un turismo di qualità, etico e sostenibile, ancorato alle nostre tradizioni".
Il territorio si è così mosso, le considerazioni sono diventate idee, che si sono strutturate in progetti: giovedì 26 ottobre alle ore 11 a Barolo, l'Unione dei Comuni di Langa e del Barolo e l'Ente Turismo Langhe Monferrato e Roero presenteranno una serie di progetti orientati in questa direzione e verso questa sensibilità e legati alla mobilità sostenibile. "Langhe in rete" avrà, tra i suoi obiettivi, la sperimentazione di un servizio navetta pensato per alleggerire il traffico veicolare nei borghi nel periodo di maggiore afflusso dei turisti. Un test che potrebbe, presto, entrare a far parte della normalità.
Proprio Barolo era stata destinataria di una lettera aperta dall'Osservatorio per la Tutela del Paesaggio di Langhe e Roero: "Il sovraffollamento turistico e le macchine invadono il vecchio borgo: gran parte dell’abitato si sta trasformando in strutture con finalità ricettiva o commerciale per accogliere un turismo di massa, a scapito dell’abbandono del borgo da parte dei 'nativi'".