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Al Direttore | 06 ottobre 2023, 14:40

Fiera del Tartufo Bianco d’Alba, Marello: "Serve una nuova intuizione, attendendo un nuovo Giacomo Morra”

L’ex sindaco: "I cambiamenti climatici stanno mettendo a rischio la produzione del Tuber Magnatum Pico. Da noi come altrove. Alba si metta alla testa di un movimento delle città italiane del tartufo"

Giacomo Morra, da una sua idea la grande manifestazione ora giunta alla 93ª edizione

Giacomo Morra, da una sua idea la grande manifestazione ora giunta alla 93ª edizione

Riceviamo e pubblichiamo. 

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Oggi si inaugura ad Alba la 93ª edizione della Fiera internazionale del tartufo. Una tappa cruciale della vita culturale e turistica. Una storia prestigiosa che si sviluppa da quel lontano 1929 in cui Giacomo Morra ebbe l’intuizione della "Fiera vendemmiale", poi diventata negli anni a seguire, "del tartufo". Una città piccolo borghese chiusa su se stessa e un territorio circostante povero quanto “La Malora” che grazie a Morra, nell’arco di pochi anni, iniziò ad aprirsi e a farsi conoscere in Italia e nel mondo. 

Un percorso virtuoso che nei decenni ha reso questo angolo di Piemonte uno dei più noti a livello internazionale. L’Unesco nel 2014 ne ha definitivamente consacrato il primato. 

Credo però che oggi, nell’anno domini 2023, serva una “nuova intuizione” non dissimile da quella di Morra. 

I cambiamenti climatici stanno mettendo a rischio, tra le tante, anche la produzione del Tuber Magnatum Pico. Da noi come altrove. 

Quale intuizione? 

Credo che occorra continuare nei grandi sforzi fatti in questi anni per conservare e implementare i boschi, per realizzare tartufaie, per formare i “trifolao”.

Ma il tartufo è l’emblema, il veicolo di un intero territorio fatto di altre eccellenze: grande cibo, grandi vini, grandi storie da raccontare. 

Allora la Fiera, che da sempre è il centro di questo racconto, credo debba fare lo sforzo di un grande rinnovamento. 

Valorizzando innanzitutto quella dimensione popolare che ha un po’ accantonato a vantaggio degli eventi riservati a una élite importante ma, a parer mio, non essenziale. 

Valorizzando la storia anche attraverso il Museo del Tartufo che aprirà i battenti il prossimo 14 ottobre, fortemente voluto all’epoca dalla mia amministrazione. 

Ma anche pensando che il tartufo è sempre di più un patrimonio del nostro Paese e non solo albese. Alba ha fatto la differenza grazie alla sua grande cucina. 

Diventi sempre di più la guida di un grande movimento, quello delle città italiane del tartufo, non concorrenti tra di loro, ma unite tutte alla ricerca di quella indispensabile “nuova intuizione” che serve a tutti. 

Intanto attendiamo con fiducia un “nuovo Giacomo Morra”. 

Buona Fiera a tutti.

 

Maurizio Marello, consigliere regionale del Piemonte e già sindaco di Alba

Redazione

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