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Agricoltura | 27 settembre 2023, 19:36

Matteo, un anno all'Accademia della Vigna: "Imparo e lavoro all'aria aperta, che bella esperienza"

Matteo Di Stadio è uno degli undici studenti-lavoratori dell'accademy a impatto sociale di Alba. La missione del progetto? Formare personale qualificato, farlo incontrare alle aziende e tutelare chi lavora nel mondo della viticoltura

Matteo Di Stadio, 38 anni, lavoratore e studente all'Accademia della Vigna

Matteo Di Stadio, 38 anni, lavoratore e studente all'Accademia della Vigna

Matteo Di Stadio ha 38 anni e arriva da Genova. A un certo punto ha deciso di cambiare vita e di farlo in mezzo ai filari. Un anno fa è entrato all'Accademia della Vigna di Alba, una realtà che unisce formazione, preparazione al mondo della viticoltura con un'attenzione particolare al sociale. Un progetto ideato e coordinato da Weco, che si occupa di promuovere pratiche di innovazione sociale e sostenibilità, e che vede impegnato anche il Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe Dogliani. Attualmente vi partecipano undici studenti-lavoratori: 8 provengono dall'Africa, due sono cittadini italiani, uno ha il passaporto pakistano.

Da Genova ad Alba, come mai?
"A Genova facevo trattamenti Shiatsu, poi con la pandemia ovviamente ho iniziato a perdere clienti e ho dovuto chiudere il mio studio. Ho avuto un'opportunità di lavoro nelle vigne del Canavese e non ci ho pensato più volte".

Le piace il mondo della viticoltura?
"Sì, mi affascina, e soprattutto ho capito che non mi vedevo chiuso in ufficio, ma all'aria aperta. Purtroppo, però, questa esperienza non è finita bene".

Che è successo?
"Era un ambiente in cui i lavoratori venivano sfruttati, ci sono state delle denunce e anche io ho deciso di andarmene".

E ha conosciuto la realtà dell'Accademia della Vigna.
"Sì, sono una persona che ha sempre viaggiato molto e non ha mai avuto problemi a spostarsi. Sono quasi alla fine del percorso di formazione".

Che esperienza è stata?
"Assolutamente positiva, ho apprezzato la formazione, il rapporto coi miei compagni e anche la possibilità di trovare un lavoro con delle prospettive".

Come sono state le lezioni?
"C'è stata una parte di lezioni frontali, ma la maggior parte delle cose si impara sul campo".

L'ha colpita qualcosa in particolare?
"L'ambiente positivo e la professionalità dei docenti".

Attualmente sta anche lavorando?
"Sì, nella cantina Conterno Fantino di Monforte".

E come si trova nelle Langhe?
"Bene, vivo a Monforte, mi sono integrato. Le persone sono riservate, ma vengo da Genova, per cui è come essere rimasto a casa. I paesaggi mi piacciono e ho un buon rapporto con tutti i miei compagni. Capita di vederci anche per una serata dopo il lavoro".

Nel futuro la vedremo produrre vino?
"No, non ho velleità imprenditoriali, il profitto non è tra i miei obiettivi".

Daniele Vaira

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