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Attualità | 08 settembre 2023, 19:55

Bra, affetto, devozione e intimità per la festa patronale della Madonna dei Fiori [FOTOGALLERY E VIDEO]

Intervista all’arcivescovo di Torino, monsignor Roberto Repole: «Maria è una storia di bontà, tenerezza e amore»

Foto di Luciano Cravero

Foto di Luciano Cravero

Affetto, devozione e intimità. È questo il clima che si respira durante la festa della Madonna dei Fiori, a Bra.

Le patronali sono forse l’ultimo afflato della pietà popolare ancora presente sul territorio. Con la loro gioia e la loro ricchezza esse scaldano gli animi e riportano alle radici il cuore della gente, lì dove tutto è iniziato.

Giorni di preghiera e celebrazioni si sono susseguiti all’interno della partecipatissima Novena, fino alla solennità dell’8 settembre. Una giornata lunga, iniziata già al mattino con il pontificale presieduto da monsignor Roberto Repole, arcivescovo di Torino, con la partecipazione del clero e delle autorità cittadine, guidate dal sindaco Gianni Fogliato, in un Santuario gremito di persone.

Ricca di spunti la sua omelia, che suona come un appello in difesa della vita e del creato: «La creazione geme. Il mondo vive un tempo di vuoto, vanità, corruzione». E cita la tragedia sul lavoro di Brandizzo, il dramma dei femminicidi e degli stupri di gruppo. «Eppure, come ci dice San Paolo, tutto concorre al bene, perché chi si volge a Dio sperimenta il suo amore. Come la Madonna e la sua storia di bontà, tenerezza e amore».

Infine un monito: «Anche la tradizione è una storia di bontà, tenerezza e amore che non abbraccia solo il presente e il passato, ma volge lo sguardo all’orizzonte di Dio».

Oggi, il Santuario braidese è una pietra miliare che muove migliaia e migliaia di pellegrini a invocare la Madonna all’ombra del grandioso mosaico firmato da padre Rupnik, che vale a richiamare sopra i loro cuori l’amore salvifico di Dio.

Presenti all’appuntamento anche rappresentanze delle Confraternite dei Battuti Neri e dei Battuti Bianchi, oltre alle associazioni di volontariato, raccolte dietro i propri stendardi, fino alla solenne benedizione. Al termine, l’arcivescovo di Torino ha ringraziato l’amministratore del Santuario don Gilberto Garrone e il rettore, don Enzo Torchio, per la cura pastorale della comunità ed un saluto benaugurante a don Giorgio Garrone per il nuovo incarico di rettore del seminario diocesano, che ha definito «fucina di futuro».

Previsto anche il momento in cui il clero, guidato da monsignor Repole, ha sostato in preghiera davanti al simulacro della Beata Vergine dei Fiori per poi unirsi a tavola con i tanti volontari e rappresentanti delle associazioni e istituzioni per il pranzo comunitario, novità di questa edizione della festa, pensata da don Enzo Torchio.

Ma la festa non si è fermata ed è proseguita nel pomeriggio con l’attesissima processione. Il corteo si è messo in marcia al suono della banda musicale "Giuseppe Verdi" di Bra ed è stato guidato dal vescovo di Asti, monsignor Marco Prastaro.

Tra canti e preghiere, la Madonna ha raggiunto il Monastero di Santa Chiara, dove ad attenderla c’era la comunità delle Sorelle Clarisse. Passando lungo via Umberto, è giunta fino alla residenza per anziani intitolata a Mario Francone, per poi dirigersi in via Verdi e via Vittorio Emanuele II, nel tratto segnato dalla parrocchiale di San Giovanni Battista. Il volto di Maria ha guardato benevolmente tutti.

Un fiume di gente, più autorità, confraternite, comunità ortodossa, associazioni di volontariato, precedute dai rispettivi labari, hanno accompagnato la Madonna tra le vie del centro, in mezzo alle case dei braidesi, affidando intenzioni e speranze alla madre di Gesù.

Altra tappa significativa l’ospedale Santo Spirito, che ha richiamato la preghiera per chi è nella malattia e nel dolore, prima di fare rientro sul sagrato dove monsignor Prastaro ha impartito la benedizione eucaristica.

Al termine, la statua ha ripreso il suo posto nell’ala del Santuario nuovo che la custodisce durante tutto l’anno, mentre i fedeli la salutavano con il segno di croce. Quindi, la celebrazione della Messa di chiusura, officiata ancora dal vescovo astigiano, davanti ad un'assemblea delle grandi occasioni.

Preghiera e fede, grande emozione e commozione da parte di tutti. Un’altra bella pagina di storia cittadina è stata scritta.

 

L'INTERVISTA A MONSIGNOR REPOLE [VIDEO]

 

 

 

Silvia Gullino

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