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Taglia 14-19 | 09 luglio 2023, 20:15

TAGLIA 14-19: RACCONTI DALL’ETA’ DEI SOGNI/Franchino

Eravamo inseparabili, dove ero io c’era anche lui, anche il giorno in cui un gruppo di teppistelli lo aspettava fuori da scuola per spaventarlo

TAGLIA 14-19: RACCONTI DALL’ETA’ DEI SOGNI/Franchino

“Taglia 14-19” è una raccolta di storie vere, riproposte sotto pseudonimo. Un progetto che nasce dopo tre anni di ricerca, tra fonti orali e scritte, tra studenti e studentesse delle superiori in età compresa, appunto, tra i 14 e i 19 anni. Amarezza, gioia ed emozioni palpabili riproposti attraverso i loro occhi, i temi scritti, i “pizzini” lasciati nell’agenda dell’insegnante, i messaggi durante i periodi di vacanza e i dialoghi sospesi tra un intervallo e l’altro. Ragazzi e ragazze che hanno una loro visione del mondo e della vita, anche se coglierle non è sempre così immediato.

L’autrice. Francesca Gerbi è un’insegnante di lettere e sostegno nelle scuole superiori, giornalista e scrittrice. Con l'editrice "La collina dei libri" ha appena dato alle stampe "La memoria di Viola", romanzo col quale affronta con delicatezza lo spinoso tema dell’Alzheimer.***

 

Andando a ritroso nel tempo, a tutti, prima o poi, capita di ripensare ad una fase della vita con rimpianto, nostalgia e recriminazione. Penso che, per tutti noi, ci siano dei momenti neri che si vorrebbero cancellare o, al contrario, momenti particolarmente belli che si vorrebbero rivivere.

Ricordo di aver conosciuto, da giovane, un ragazzo, che mi superava in altezza di almeno trenta centimetri e dieci chili di peso, che aveva problemi di linguaggio. Non era semplicemente afasia, ma difficoltà a relazionarsi con gli altri e ad essere capito.

Io, da poco trasferitomi vicino a casa sua, divenni il ponte fra lui e gli altri.

Persino sua madre e sua sorella, quando avevano bisogno di interagire con lui, si rivolgevano a me che ormai ero diventato il suo confidente, la sua voce.

Eravamo inseparabili, dove ero io c’era anche lui, anche il giorno in cui un gruppo di teppistelli lo aspettava fuori da scuola per spaventarlo.

Era grande e grosso, ma molto goffo, un gigante buono e i bulletti avevano sempre approfittato della sua ingenuità.

“Lascia stare questo perdente, mollalo lì e vieni a far gruppo con noi”, disse quello che sembrava essere il capo della combriccola malefica.

“E’ facile fare la parte del leone davanti a chi non è in grado di difendersi!” - pensai avvicinandomi a loro e dissi a Franchino:

“Ce la fai a correre più che puoi senza fermarti?”.

“Correrai con me? Non mi lascerai da solo?”, mi chiese lui.

“Certo che non ti lascerò”, gli risposi e, tenendoci per mano, iniziammo a correre, mentre quei piccoli delinquenti cercavano di colpirci con le pietre lanciate dalle loro fionde.

Mi tremavano le gambe per la fatica e la paura, ma non potevo darlo a vedere al mio amico, sennò avrebbe smesso di correre in preda all’insicurezza. Io, piccolo, mingherlino e anche un po' fifone stavo tirando fuori una grinta che non sapevo nemmeno di avere per portare Franchino lontano dai guai.

Quando fummo al sicuro lontano dal gruppo di bulli, ci fermammo sotto un albero a riprendere fiato.

Ci furono attimi di silenzio, poi ci guardammo e scoppiammo in una fragorosa risata: “Li abbiamo fregati, ora non ci prendono più!”, dissi soddisfatto a Franchino.

“Siamo una forza noi due insieme”, rispose battendo il cinque.

Sì, eravamo una forza, la forza data dall’amicizia, quella con la A maiuscola, sincera e pulita, l’amicizia di chi non sale sul carro dei vincitori, ma, anzi, si schiera dalla parte dei più deboli, degli esclusi a costo di diventare impopolare. Perché si può non nascere forti, ma lo si può diventare quando non si è lasciati soli.

 

Francesca Gerbi

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