Nell’ambito dell’importante convegno Food&Wine Tourism Forum che si è svolto nel castello di Grinzane Cavour mercoledì 21 giugno, con grande successo di pubblico e molti interessanti spunti sul tema “Prospettive”, abbiamo incontrato Giovanna Quaglia presidente dell’Associazione per il Patrimonio UNESCO dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe Roero e Monferrato.
Forse non tutti sanno che l’Italia è la nazione al mondo con più siti UNESCO. Sono ben 58, due in più rispetto a un Paese enorme come la Cina. La Germania in questa particolare classifica è terza con 51 siti e se pensiamo che gli Stati Uniti ne hanno 24, la metà esatta dei nostri, possiamo comprendere come la loro salvaguardia e l’impatto turistico che ne deriva siano così importanti.
Senza contare che al nostro Paese si devono aggiungere 15 Patrimoni immateriali, fra cui dal 2020 anche la «Cerca e cavatura del Tartufo», che ci riguarda da vicino.
Roberto Cerrato, moderatore di uno degli incontri del forum dal titolo «Sostenibilità nel Patrimonio UNESCO - Realtà a confronto», aveva ospite oltre a Giovanna Quaglia, anche Giuliano Vantaggi, in rappresentanza del sito Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, e Francesco Marchesi per Portovenere, Cinque Terre e Isole.
Due realtà diverse, con alcuni problemi comuni, uno dei quali sta diventando il fenomeno dell’overtourism. Come gestire i flussi turistici e trovare meccanismi che consentano di far interagire il mondo agricolo, la popolazione locale e chi va a visitare luoghi pieni di storia, tradizioni e bellezza?
“Condannati all’eccellenza”, come sostiene Roberto Cerrato, con una battuta non lontana dalla realtà, i siti veneti come quelli liguri, seppur con differenze di territorio, stanno cercando le soluzioni più efficaci per coniugare esigenze diverse senza far collassare il sistema.
E cercano di far rete, di imparare gli uni dagli altri. Le proposte di un turismo più lento, a misura di cammino e più orientato sul trekking sono quelle che hanno più prospettive. Disincentivare l’arrivo delle auto nei paesi, dove le persone devono vivere e lavorare trovando i servizi essenziali senza sentirsi isolati, sono senza dubbio le priorità emerse dal dibattito.
In vista dei dieci anni del nostro territorio UNESCO si sta lavorando molto sulla valorizzazione del Monferrato, un’area ancora tutta da scoprire, di grandi potenzialità, che potrà convogliare parte dei flussi turistici, dando respiro a Langhe e Roero senza concorrenza reciproca, essendo per nostra fortuna, il nostro territorio assai ampio, in grado di accogliere con offerte enogastronomiche, culturali e sportive, molte tipologie di turisti e di ogni età.
Serve puntare sui giovani e sulla loro maggior sensibilità ai temi ambientali ed ecosostenibili.
Servono attenzione alle ricadute locali e negli investimenti, che siano di visione futura e durino nel tempo, non solo l’arco di una stagione.
Queste e altre interessanti considerazioni della presidente Giovanna Quaglia nella video intervista che abbiamo realizzato in conclusione del convegno.