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Attualità | 14 giugno 2023, 15:43

Ispezione delle Fiamme Gialle nella sede albese del Gruppo Egea. L'azienda: "Piena collaborazione nella massima trasparenza"

Stamane l’attività del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Torino, su mandato della Procura di Asti e alla vigilia del termine per le offerte da parte di A2A e Iren

La sede albese del Gruppo Egea

La sede albese del Gruppo Egea

Fa capo al Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Torino l’attività ispettiva che nella mattinata di oggi, mercoledì 14 giugno, ha portato i militari delle fiamme gialle nella sede albese del Gruppo Egea.

Secondo le prime informazioni raccolte dal nostro giornale l’ispezione sarebbe avvenuta su mandato della Procura della Repubblica di Asti, interessata a raccogliere documentazione sulle attività della multiservizi, società pubblico privata impegnata nei settori della produzione e commercializzazione di energia, della gestione del ciclo idrico e della gestione dei rifiuti.  

"In ordine alle odierne notizie di stampa relative alla richiesta di acquisizione di documentazione da parte della Guarda di Finanza di Torinocommenta l’azienda in una nota inviata al nostro giornale –, Egea Spa, nella persona del presidente PierPaolo Carini, comunica di aver collaborato e pienamente soddisfatto tale richiesta nella massima trasparenza, mettendosi serenamente a disposizione per qualsivoglia ulteriore richiesta di informazioni".

Non trovano invece al momento riscontro le indiscrezioni di stampa che collegano l’ispezione ad attività di indagine finalizzata a verificare l'ipotesi di "false comunicazioni sociali".

Gruppo dal fatturato superiore al miliardo di euro, negli ultimi mesi la multiservizi con sede nella capitale delle Langhe è salita agli onori delle cronache per le difficoltà finanziarie che ne hanno interessato il ramo energia in seguito alle fibrillazioni subite da quel mercato prima e dopo lo scoppio del conflitto ucraino, finendo per mettere l’azienda al centro della trattativa che attualmente vede coinvolti il colosso lombardo A2A e la torinese Iren, interessati a entrare nel capitale sociale dell’azienda con una partecipazione di maggioranza (50,1%).  

Proprio per domani, giovedì 15 giugno, era peraltro fissato il termine per la conclusione della 'due diligence' in corso da marzo per la valutazione degli asset aziendali e la presentazione delle offerte con le quali A2A e Iren sono chiamate a gettare le basi del loro possibile ingresso nell’azionariato del gruppo albese, attualmente detenuto per circa il 60% dalla famiglia del presidente e amministratore delegato PierPaolo Carini e che annovera anche la presenza di 140 soci privati e 107 pubblici, primo dei quali il Comune di Alba con una quota di poco superiore al 5%.  

Sempre a marzo A2A aveva individuato per il 100% degli asset di Egea un primo indicativo range di 'enterprise value' (la valutazione dell’azienda) in valori compresi tra i 560 e i 605 milioni di euro. Cifre che attendevano conferma sulla base della valutazione la cui conclusione era stata inizialmente fissata per lunedì 12 giugno, termine intanto spostato a quello a domani, giovedì 15.

E. M.

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