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Attualità | 08 giugno 2023, 15:55

"Il corpo è un teatro dove esprimere il proprio disagio": a Cuneo la maggiore esperta italiana di disturbi dell'alimentazione

Laura Dalla Ragione, psichiatra e psicoterapeuta, ospite di un convegno organizzato dalla Fondazione Ospedale di Cuneo onlus. Un momento di confronto sullo stato assistenziale in Italia, con enormi differenze tra una regione e l'altra. La Dalla Regione: "Di anoressia si guarisce, ma si muore dove non ci sono le cure". Il commento del dottor Risso

"Il corpo è un teatro dove esprimere il proprio disagio": a Cuneo la maggiore esperta italiana di disturbi dell'alimentazione

"Lo stato dell'assistenza ai disturbi dell'alimentazione e nutrizione in Italia": se ne è parlato stamattina, presso la sede del Rondò dei Talenti a Cuneo, in un convegno organizzato dalla Fondazione Ospedale Cuneo ONLUS.

Tanti gli interventi, tra cui quello del dott. Luigi Salvatico, psicologo psicoterapeuta, già Direttore S.C. Psicologia ASL CN1, consigliere Fondazione Ospedale Cuneo ONLUS, quello del dottor dottor Francesco Risso - Direttore del dipartimento di Salute Mentale interaziendale di Asl CN1 con l'Azienda Ospedaliera S. Croce e del dottor Franco Fioretto, direttore del Dipartimento di Neuropsichiatria Infantile di ASL CN1.

Un incontro che ha sviscerato i numeri di una vera e propria epidemia, che conta in Italia almeno 3 milioni di persone, per lo più femmine in età adolescenziale.

A presentare il fenomeno e a sottolineare il ritardo ma soprattutto l'impreparazione della Sanità italiana rispetto a questo tema, è stata la dottoressa Laura Dalla Ragione, psichiatra e psicoterapeuta.

La Dalla Ragione ha fondato e dirige la Rete per i Disturbi del Comportamento Alimentare della USL 1 dell’Umbria. Docente al Campus Biomedico di Roma, come titolare del Corso sui Disturbi del Comportamento Alimentare, è anche presidente della Società Scientifica per la riabilitazione nei DCA SIRIDAP. Direttore del Numero Verde Nazionale SOS Disturbi Alimentari della Presidenza del Consiglio e dell’Istituto Superiore di Sanità, è forse la maggior esperta d'Italia in questo ambito.

Nella sua relazione, ha evidenziato come sia stata la seconda ondata pandemica, quella di ottobre 2020, a scatenare le criticità più importanti tra giovani e giovanissimi. "I disturbi delle condotte alimentari sono cresciuti del 147%. Noi non eravamo preparati a gestire 15 ragazze anoressiche ricoverate contemporaneamente in ospedale - ha detto. Non era mai successo".

Un quadro davvero preoccupante quello presentato dalla maggior esperta italiana sul tema. In un panorama complicatissimo per quanto riguarda i percorsi di cura. "La metà delle regioni italiane non ha strutture complete. Servono ambulatori, serve il centro diurno, la residenza h 24 e l’ospedale salvavita. Non si può fare avanti e indietro dall'ospedale, perché così non si guarisce. Sono morte più di 3mila persone nel 2021 per problemi collegati ai disturbi alimentari. Siamo lontani da una cultura sanitaria su queste malattie. Ci si ammala ovunque, ma non si muore ovunque allo stesso modo: c'è una grande diversità tra una regione e l'altra. Di anoressia si guarisce, ma si muore dove non ci sono le cure".

Serve una rete, servono centri diurni, ambulatori, strutture sul territorio. E tanta formazione. Perché il primo campanello d'allarme deve scattare tra i medici di medicina generale e i pediatri. "Questi disturbi devono essere trattati come il Covid durante la pandemia. Quando qualcuno aveva la febbre, veniva trattato come paziente Covid. Se una ragazzina si presenta dimagrita, il primo sospetto da escludere è che ci sia un disturbo in quell'ambito, che prima di essere fisico è psicologico", ha spiegato ancora la psichiatra, sottolineando la mancanza di queste filiere in molte regioni d'Italia. Anche il Piemonte ha davvero poco di cui andare fiero.

"C'è stato un grande aumento durante la pandemia, ma i dati erano già in aumento. In 20 anni abbiamo registrato un più 300%. E le cose non sono destinate a migliorare. Il Covid non è stata la causa, ma ha slatetizzato una sofferenza che già c’era nei nostri giovani. Si è registrato un grande aumento dei maschi: quelli tra i 12 e i 17 anni sono il 20 per cento, perché anche per loro il corpo è un teatro dove esprimere il proprio disagio. E poi c'è il tema dell'autolesionismo, che complica ulteriormente il quadro, con le ferite esibite sui social, per mostrare al mondo il proprio dolore che, quando è fisico, attenua quello psicologico".

A dicembre 2021 è stata votata l'istituzione di un Fondo presso il Ministero della Salute per il contrasto dei Disturbi della nutrizione e dell'alimentazione, con dotazione di 25milioni di euro, ripartiti in due anni 2022 e 2023. E' poco, ma è meglio di niente. In Piemonte, nello specifico, a fine 2021 la Giunta regionale ha approvato il documento di revisione dei setting assistenziali e dei requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi dei servizi regionali per la prevenzione e cura dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, costituendo la “Rete dei servizi regionali per la prevenzione e cura dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione”. A Prunetto, nella nostra provincia, c'è una struttura residenziale convenzionata con circa 20 posti letto, in cui collabora anche la dottoressa Dalla Ragione. 

Sono piccoli passi, purtroppo ancora insufficienti per dare risposta ad un problema complessissimo.

Le parole del dottor Francesco Risso, Direttore del dipartimento di Salute Mentale interaziendale di Asl CN1 con l'Azienda Ospedaliera S. Croce

 

Barbara Simonelli

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