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Generazione WOW | 27 maggio 2023, 09:52

Generazione WOW - Voce del verbo “aperitivare”

Se pensiamo ai giovani, il “fenomeno aperitivo” fa balzare agli occhi l’evoluzione del rapporto tra le nuove generazioni e lo spazio, per cui i bar risultano il principale attrattore del tempo libero, anzitutto come “palestra” di amicizia e rapporti interpersonali

Il “dream team” di Aperitivi in Consolle con Enzo Basso e Luigi Barbero di Ascom Bra insieme ai tredici locali aderenti

Il “dream team” di Aperitivi in Consolle con Enzo Basso e Luigi Barbero di Ascom Bra insieme ai tredici locali aderenti

La nostra società è basata in larga parte sui consumi che, nello stimolare la nostra individualità, possono tuttavia erodere quote importanti di socialità, indebolendo il senso di appartenenza a gruppi, contesti o semplici “rituali” capaci di rinsavire un bel “noi” quando solitudine e abbuffate di selfie lasciano il vuoto.

A tutto questo c’è un antidoto senza età né colore; quasi un’autostrada verso la socialità senza passare dal via: il cibo. Che, declinato in un comportamento alimentare, si chiama aperitivo (o apericena).

Dicendola in altro modo, si potrebbe riassumere che, oggi, i metri quadrati di un bar rappresentano uno spazio (prezioso) in cui si costruiscono appartenenza, conoscenza e riconoscenza attraverso un potente cemento: quello delle emozioni attraverso la condivisione.

Se pensiamo ai giovani, il “fenomeno aperitivo” fa balzare agli occhi l’evoluzione del rapporto tra le nuove generazioni e lo spazio, per cui i bar risultano il principale attrattore del tempo libero, anzitutto come “palestra” di amicizia e rapporti interpersonali.

Bando alle “sirene” commerciali e consumistiche, questo fenomeno fa emergere tratti relazionali interessanti e inattesi che, proprio in questi spazi, trovano una nuova modalità di espressione, su tutte all’esigenza di ancorare alla realtà le relazioni in contesti informali, aperti e in contatto con il fluire della quotidianità e del passaggio casuale.

Le piattaforme virtuali da un lato, dall’altro la socialità fisica e tangibile di un aperitivo, che per questo non preclude la possibilità di essere instagrammata. Il bar diviene così uno spazio dai molti risvolti per nutrire il bisogno di socialità condita dal senso del “buono”.

Questo aspetto rilevante è provato da una recente ricerca sul tema condotta dai Centro Studi Etnografia Digitale, che ha analizzato le conversazioni in rete attraverso i social media osservando un campione ricavato da 63.195 foto contenenti l’hashtag #aperitivo, e sottoponendolo ad approfondimenti qualitativi e quantitativi.

Risultato?

La ricerca dello svago e della spensieratezza sono la motivazione principale che spinge la maggioranza dei giovani a intrattenersi nei bar nella fascia oraria del dopo-studio o dopo-lavoro.

Altrettanto importante è l’elemento della socialità che passa attraverso un “brindisi con stuzzichini”, cioè quello della condivisione sui social network immortalando l’ape-time con fotografie, reel e short video che documentano un secondo livello di questa socialità gastronomica: una nuova sensibilità sul cibo a favore di qualità, novità e varietà.

Magari Ippocrate, somministrando vino aromatizzato ai suoi pazienti inappetenti per stimolare loro l’appetito, non avrebbe immaginato di arrivare al World Aperitivo Day, la giornata ufficiale cadenzata proprio il 26 maggio e creata a tutela del Made in Italy di questa invenzione.

In effetti, l’orgoglio patriottico ha ben donde di sussultare se si pensa che - l’aperitivo come lo intendiamo oggi - è nato proprio in Piemonte, a Torino, quando Antonio Benedetto Carpano creò, sul finire del ‘700, il primo liquore da aperitivo, il Vermouth, in continuità concettuale con il lavoro iniziato da Ippocrate, ma con una finalità assai più piacevole, pur mantenendo il sapore amaro per ravvivare il senso di fame.

D’altronde, lo stesso termine “aperitivo” - dal latino aperitivus (che apre) - sottolineare l’effetto benefico di questo vino (apre l’appetito), così pure del suo rito sociale.

Porte aperte ai “cin”, ma soprattutto all’amicizia: e con l’hashtag #findyourfriend, la compagine dell’ “Aperitivo in Consolle” fa decollare - proprio nella Giornata mondiale dell’Aperitivo - la nuova tornata dei sei venerdì consecutivi (dal 26 maggio al 30 giugno), che accenderanno la città di Bra all’insegna di musica, sorrisi, street food di tendenza, gastronomia d’eccellenza, cocktail di ultimo grido, movida e alta socialità.

Perché “alta”?

Forse perché, in omaggio alle “alte” bollicine ufficiali piemontesi (l’Altalanga), è bello brindare all’“effetto WOW” di questa nuova edizione della manifestazione, promossa e organizzata dall’omonima associazione culturale con Ascom Bra, in collaborazione con il Comune.

Meraviglia che non sta tra il "non bere troppo" e il "bere quanto vuoi”, e neppure nel “fenomeno da ragazzini ubriaconi”.

Per dirla con il termine battezzato dalla giornalista Rosamund Dean nel 2017: “Mindful drinking. Molto più che bere ciò che ci piace nella quantità che più ci aggrada, solo per riempire un vuoto”.

Bere bene e insieme.

Perché un aperitivo non è un momento per deformarsi, ma per costruire meno muri e più collettività. Voce del verbo “aperitivare”.


Nella foto il “dream team” di Aperitivi in Consolle con Enzo Basso e Luigi Barbero di Ascom Bra insieme ai tredici locali aderenti:

Il Centro (Piazza Carlo Alberto, 3)
Caffè Cavour (Via Cavour, 53)
La Scaletta (Via Cavour, 52)
Local (Via Cavour, 45)
London Café (Via Cavour, 42)
Casa Arpino (Via Cavour, 36)
Posta (Via Cavour, 28)
Caffè Boglione (Via Cavour, 12)
Sedici Piadina (Via Pollenzo, 5)
Talamini Cafè (Via P. Di Piemonte, 83)
Caffè Chiavassa (Via F.lli Carando, 2)
Spazio Cibo (Via Pollenzo, 2)
Stabräu (Via Cavour, 10)


Renata Cantamessa

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