Alba - 17 maggio 2023, 19:28

Stefano Berti nuovo direttore di chirurgia dell’ospedale di Verduno: “Struttura d’eccellenza, per me un ritorno al futuro”

La sua carriera è iniziata a Bra, poi ha trascorso undici anni a La Spezia. “Vogliamo dare delle risposte concrete ai bisogni dei pazienti con tecniche moderne, ma senza dimenticare la gentilezza e l’accoglienza”

Il dottor Stefano Berti, 54 anni, nato a Genova, è il nuovo direttore di chirurgia generale

dell’ospedale “Michele e Pietro Ferrero” di Verduno. Dopo essere diventato dirigente medico nel 1999 presso il Santo Spirito di Bra, dal 2012 è stato direttore di chirurgia generale del presidio complesso dell’Asl 5 di La Spezia. Nella sua carriera si contano oltre 13.000 interventi, 15.000 procedure e 80 pubblicazioni su riviste nazionali e internazionali.

La scelta del dottor Berti- ha spiegato il direttore generale dell’Asl CN2 Massimo Veglio, durante la sua presentazione – ha due obiettivi principali.  Il primo è quello di dare delle risposte a tutti i bisogni della popolazione nell’ambito della chirurgia generale, cercando di recuperare efficienza organizzativa per risolvere il problema delle liste di attesa. Vogliamo poi approfondire le tematiche che sono relative a una chirurgia generale più moderna e che quindi necessita di approfondirne le tecniche. Avevamo bisogno di una figura che non solo disponesse delle competenze professionali, ma anche delle capacità organizzative necessarie per dirigere un gruppo e per fare crescere le persone”.

 

Dal canto suo, il dottor Stefano Berti si è già mostrato a suo agio con la nuova realtà: “Arrivo da un’esperienza, quella a La Spezia, che mi ha messo in contatto con un bacino simile a questo, con le stesse necessità. L’obiettivo è rispondere alle esigenze che rappresentano il 90% di tutto il bisogno sanitario chirurgico del territorio. Ho cercato innanzitutto di ottimizzare i processi  per far funzionare al meglio una macchina così articolata come questo ospedale. Abbiamo sale operatorie dotate di tutte le ultimissime tecnologie, soprattutto nell’ambito della chirurgia oncologia mini-invasiva, chirurgia senza tagli, laparoscopica o robotica”.

Il neo direttore non ha nascosto la sua soddisfazione per l’inizio dell’esperienza. “Per un professionista approdare qui è un grande stimolo, una sfida importante: la struttura è meravigliosa, gli obiettivi sono chiari e stimolanti, e per me è comunque un ritorno al futuro perché il mio primo incarico da specialista l’ho avuto al Santo Spirito di Bra nel 1999. La forza della struttura non sta, però, solo nelle opportunità di sviluppo e nelle tecnologie, ma nelle qualità umane degli operatori, che hanno un atteggiamento molto accogliente sia nei confronti degli altri lavoratori, che soprattutto nei riguardi dei pazienti. A colpire è la loro gentilezza. L’ospedale di Verduno può diventare un modello per la sanità pubblica, con una qualità percepita, che è quella generalmente offerta dal privato”.

Daniele Vaira