Altro che legge Fornero e quota 100: il Carabiniere “Reale” Renato Quaglia ormai è a quota… 105.
Proprio una “classe di ferro” quella del 1918, anno di nascita del militare che ha festeggiato il compleanno il 25 aprile scorso presso la Fondazione Opera Pia Garelli di Garessio, dove è ospite dal 2022.
Una storia lunga oltre un secolo, vissuta in prima persona e da lui raccontata nel libro “Vicissitudini di un Carabiniere Reale”, andato in stampa nell’aprile 2019. Dentro ci sono i ricordi che continua a mettere nero su bianco ancora oggi, grazie ad una macchina da scrivere su cui lavora ogni giorno dopo la quotidiana passeggiata.
Duecentosessantadue pagine che parlano delle origini con spirito temerario, quello che il poeta vate Gabriele D’Annunzio, plasmò nel motto: “Memento Audere Semper”.
Originario di Piancerreto (Cerrina Monferrato), in provincia di Alessandria, Renato Quaglia si è arruolato nell’Arma dei Carabinieri a 19 anni, svolgendo servizio al Palazzo Reale di Torino, a Padova e in Alto Adige. Inviato sul fronte greco-albanese durante la Seconda Guerra Mondiale, venne fatto prigioniero dalla Wehrmacht e rinchiuso nel lager tedesco di Strauberg in Brandeburgo.
Nel marzo del 1945 venne liberato dagli alleati e trasferito nel Campo di Raccolta di Luchenwalde, gestito dall’Armata Rossa. Nel settembre del 1945 riuscì a tornare in Italia e venne riammesso nell’Arma dei Carabinieri per poi essere inviato a Pollenzo e concludere la sua carriera tra Canelli e Asti con il grado di Maresciallo Capo.
Un’appassionata ed intensa narrazione che chiosa, prendendo a prestito le parole di Giacomo Leopardi per esprimere l’amore verso la sua terra natia che, un domani, lo riaccoglierà: Monferrato “Alma o terra natia, la vita che mi desti ecco ti rendo”.