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Attualità | 20 aprile 2023, 12:26

Esiste ancora il diritto alle cure? Cittadini, operatori sanitari e sindacati in piazza a Cuneo [FOTO E VIDEO]

Una conferenza stampa in piazza Europa, organizzata da Cgil, Cisl e Uil, alla presenza di cittadini, infermieri, operatori socio sanitari e volontari, che hanno portato le loro testimonianze

Esiste ancora il diritto alle cure? Cittadini, operatori sanitari e sindacati in piazza a Cuneo [FOTO E VIDEO]

Chiunque lo può sperimentare sulla propria pelle. Accedere alle cure pubbliche è diventato davvero difficilissimo.

Liste di attesa di mesi, necessità di spostamenti in ospedali che distano decine di chilometri, telefonate al Centro Unico di Prenotazione, il CUP regionale con la speranza che siano stati aggiunti degli appuntamenti per poter effettuare la prenotazione. 

Diventa quasi obbligatorio rivolgersi alla Sanità convenzionata o privata. Ma tutti se lo possono permettere? E, soprattutto, esiste ancora un diritto alla Sanità pubblica.

Dall'altro lato ci sono sempre meno medici, infermieri e operatori sanitari. In tanti hanno lasciato la professione, stremati dal Covid. Molti sono rientrati come gettonisti, guadagnando molto di più.

Questa mattina, in piazza Europa a Cuneo, i sindacati confederali - Cgil, Cisl e Uil - hanno convocato una conferenza stampa pubblica per denunciare la situazione che sta vivendo la Sanità pubblica, in particolare a livello regionale e provinciale.

"E' solo l'inizio di una battaglia che ci vede coinvolti tutti, sindacati, associazioni, lavoratori e cittadini", hanno evidenziato i segretari provinciali Piertomaso Bergesio della Cgil, Enrico Solavagione per la Cisl e Armando Dagna della Uil.

Voce ai cittadini e alle loro esperienze. Il signor Luigi, che per l'asportazione di un neo ha dovuto fare avanti indietro da Cuneo a Mondovì fino a Ceva numerose volte. Poi il signor Daniele, che da ormai decenni combatte con le conseguenze di un gravissimo incidente stradale: 23 operazioni e 4 anni di ospedale, in cui ha visto con i suoi occhi il depauperamento della sanità pubblica.

Ha parlato anche Mario, la cui moglie, per una ecocardio, aveva il primo appuntamento disponbile ad aprile 2024; in convenzione a giugno 2023 e privatamente in pochi giorni. Ha pagato 90 euro invece che 36. "E chi non se lo può permettere?". Nessun posto, invece, per una visita diabetologica.

Paolo, dipendente dell'Alstom di Savigliano, che ha organizzato una colletta per un collega molto malato che non aveva i soldi per pagarsi le cure; ancora, la signora Renata, che ha raccontato della prenotazione fatta per il figlio. Un'ecografia per cui era stato fissato un appuntamento di domenica, alle 13.30, a Mondovì. Arrivato lì, non c'era nessuno. Ed è stato quindi messo in lista di attesa.

Infine la voce ai volontari, agli infermieri e agli operatori sanitari, tra tagli di personale, turni massacranti, continui straordinari, stress piscologico, poche tutele, nessun riconoscimento economico dignitoso. "Sapete quanto ci ha riconosciuto il Governo per il periodo Covid? Cento euro una tantum. Siamo eroi, ma senza patria. Abbiamo vissuto un periodo usurante, a livello fisico e psicologico, che ci deve essere riconosciuto anche ai fini pensionistici. Nel nostro lavoro ci sono abbandoni continui, siamo stremati. Lavoreremo fino a 67 anni, quando in una RSA si può entrare a 65. Chi assisterà chi? Della nostra categoria ci sarà sempre più bisogno, ma servono condizioni di lavoro e tutele maggiori", ha detto un'operatrice socio sanitaria. 

Testimonianze che evidenziano come la Sanità pubblica, dagli ospedali alla medicina territoriale, stia vivendo uno dei periodo più drammatici di sempre.

Ma i sindacati daranno battaglia e sono pronti a mobilitare le piazze, come hanno sottolineato i segretari provinciali Bergesio, Solavagione e Dagna.

Simonelli-Mazzariello

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