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Attualità | 14 aprile 2023, 17:14

Narzole, Comune perde causa contro un agricoltore del paese. Ora il Municipio dovrà pagare le spese del procedimento

L’azione giudiziale era stata intentata dall'ente locale per far dichiarare l’uso pubblico di una vecchia strada raffigurata nelle mappe ma non più esistente da quasi un secolo. Il Tribunale ha dato ragione al privato

Una veduta di Narzole

Una veduta di Narzole

Si è conclusa a favore del convenuto la causa civile che il Comune di Narzole aveva intentato davanti al Tribunale di Asti nei confronti di Ferdinando Costa, anziano agricoltore residente in paese, reo – secondo l’ente locale - di aver eliminato, arandolo a cavallo degli anni 2014/2015, un tratto di strada pubblica che attraversava i suoi terreni agricoli.

La tesi del Municipio, contestata dal Costa col patrocinio dell’avvocato Manuele Vacchetta, era che quella strada, raffigurata solo più nelle mappe, fosse caratterizzata da un pubblico transito da parte della collettività e che l’agricoltore, arandola, l’avrebbe sottratta al passaggio dei cittadini.

In realtà, come emerso dagli atti del processo e come sancito dal Tribunale con la sentenza emessa lo scorso gennaio, la strada non è risultata affatto pubblica o di uso pubblico, come sostenuto dal Comune, né è risultata realmente utilizzata dalla collettività.

Il Tribunale ha quindi integralmente respinto le domande del Comune e ha condannato quest’ultimo anche a pagare le spese legali sostenute dall’agricoltore.

Quest’ultimo, all’esito dell’annosa vertenza che lo ha visto suo malgrado coinvolto, osserva: «L’azione giudiziale del Comune volta a far dichiarare pubblico o di uso pubblico un vecchio tracciato raffigurato solo nelle mappe, non più esistente da quasi un secolo, mi è parsa francamente un’assurdità. I soldi spesi per la difesa del Comune (mi risulta circa 8.000 euro) oltre a quelli che l’ente è stato condannato a pagare per le mie spese legali (circa altrettanti), a mio modestissimo parere, potevano essere utilizzati meglio e soprattutto per opere di reale utilità del paese. Ma tant’è».

«Il Comune è stato costretto a giocare questa scomoda partita - dichiara la sindaca Paola Sguazziniper un contenzioso ereditato da amministrazioni precedenti. Coinvolti in una questione tra privati, non si è potuto evitare di arrivare a una soluzione giudiziaria. Al di là dei soldi che si dovranno versare per le spese legali – dice ancora il primo cittadino –, credo che sia importante pensare che l’aspetto principale è quello di essere giunti alla parola “fine”, basata sulla decisione di un Giudice del Tribunale. Quando in ballo ci sono vecchie situazioni come questa, purtroppo a volte bisogna pagare più di quello che effettivamente si è fatto. Preciso che il contenzioso, risalente ad anni fa, non è partito da noi, ma è stato ereditato. Ora speriamo che la storia si sia conclusa qui».

Livio Oggero

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