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Agricoltura | 14 aprile 2023, 14:31

“Le vie dell’acqua”: il decagolo anti-crisi idrica di Coldiretti Cuneo [FOTO E VIDEO]

Sono a rischio le performance dell’agroalimentare Made in Cuneo, con l’85% della produzione agricola che dipende dall’irrigazione. Questa mattina a Cuneo la presentazione del dossier di fronte a sindaci, amministratori e Consorzi irrigui del territorio provinciale

“Le vie dell’acqua”: il decagolo anti-crisi idrica di Coldiretti Cuneo [FOTO E VIDEO]

 

Far arrivare l'acqua nei campi degli agricoltori per difendere l'agroalimentare Made in Cuneo e contenere l'emergenza idrica. Sono gli obiettivi di Coldiretti Cuneo che questa mattina, venerdì 14 aprile allo Spazio Varco, ha presentato il dossier “Le vie dell’acqua” alla presenza di sindaci, amministratori e dei Consorzi irrigui del territorio provinciale.

La superficie irrigata in Provincia di Cuneo, secondo l’analisi di Coldiretti Cuneo, ammonta a circa 115.000 ettari e rappresenta oltre il 35% dell’intera superficie irrigua regionale, con 18 Consorzi irrigui di II grado, 325 Consorzi irrigui di primo grado, e 55.000 utenze servite da una rete di canali di oltre 3.000 Km ancora largamente a cielo aperto.

Il dossier sulla crisi idrica è stato presentato dal responsabile Ambiente e Territorio Franco Parola e dal tecnico agronomo Simone Marchisio.

“Alla crisi idrica si aggiunge la situazione anomala idella Granda dove non abbiamo montagne sufficientemente alte per avere ghiacciai o manti nevosi che perdurano, così come non ci sono laghi nè dighe – ha spiegato Parola -: quindi abbiamo la massima idroesigenza nel momento in cui è minima la portata. Per aumentare l'acqua l'unica strada è realizzare invasi e migliorare l'efficienza dell rete consortile, della rete aziendale e della tecnica irrigua (passare da 'quando posso con quanto posso' a 'quando serve con quanto serve')".

Simone Marchisio ha presentato il positivo caso dell'invaso di Tetti Molettino in frazione Rivoira di Boves. Poi ha parlato di efficienza irrigua: “Non significa non irrigare, ma rendere l'acqua distribuita il pù possibile utilizzabile dalla pianta”.

“Serve un progetto ambizioso capace di incidere a livello strutturale e gestionale per contrastare gli effetti del cambiamento climatico in atto, fatto di temperature in crescita, di sfasamenti stagionali e di variazione della distribuzione e dell’intensità delle piogge. Abbiamo il dovere di affrontare oggi la questione dell’approvvigionamento idrico per garantire un futuro alle prossime generazioni. In gioco non ci sono solo gli interessi del settore agricolo ma dell’ambiente e dell’intera collettività” dichiara il Presidente di Coldiretti Cuneo, Enrico Nada.

“Le infrastrutture irrigue e idriche in generale devono avere la stessa dignità delle altre infrastrutture – spiega il Direttore di Coldiretti Cuneo, Fabiano Porcu perché se quelle stradali sono importantissime per unire il Paese, così come lo sono quelle scolastiche per formare i nostri figli e quelle ospedaliere per garantire un’adeguata assistenza sanitaria, efficienti infrastrutture idriche sono essenziali per la vita: senz’acqua non si può produrre cibo e, se non si farà nulla, a breve mancherà anche l’acqua per l’uso civile e idropotabile”.

Alla tavola rotonda moderata dal giornalista Beppe Gandolfo sono quindi intervenuti il Presidente nazionale dell’ANBI Francesco Vincenzi, l’Assessore all’Agricoltura della Regione Piemonte Marco Protopapa in collegamento, il Responsabile del Settore Infrastrutture, territorio rurale e calamità naturali in agricoltura della Regione Piemonte Paolo Cumino, il Consigliere della Provincia di Cuneo con delega al Sistema irriguo Davide Sannazzaro e il Presidente dell’Associazione Acque Irrigue Cuneesi, il Senatore Giorgio Bergesio.

Francesco Vincenzi, presidente Anbi ha fatto il punto sul piano invasi: “Nel nostro paese c'è un deficit sulle opere pubbliche. Abbiamo approntato il progetto laghetti partendo dall'utilizzo antropico della risorsa. Pensiamo soltanto che una ventina di Comuni in Piemonte sono serviti da autobotti. Quindi gli invasi devono essere pensati prima per l'uso umano, poi agricolo e infine ambientale, ovviamente riducendo l'impatto delle opere in un contesto ambientalmente accettabile. Così la diga diventa opportunità, qualifica il territorio, e lo rende fruibile dai cittadini”.

L'assessore regionale Marco Protopapa in collegamento: “Già nel tardo 2021 avevamo fatto valutazioni sulla crisi idrica. Il Piemonte necessità di un cambiamento di passo oltre che educare gli amministratori. Abbiamo fatto partire un bando, perfezionato nel 2022, con 2,5 milioni per avere il finanziamento dei progetti e dunque vederli poi concretizzati. Poi si deve intervenire sulla frammentazione dei Consorzi, a volte gestiti in modo familiare. Stiamo facendo un'analisi per capire cosa fare, non sarà un percorso facile”.

Paolo Cumino: “Rispetto alle risorse il fabbisogno di interventi strutturali in Piemonte è tra 1,5 e 3,5 miliardi anche perché abbiamo una rete vetusta. Ci sono almeno 55 milioni di euro nel PSR destinati a queste attività. Ragioniamo coi piedi per terra senza farci prendere dall'ansia. Intanto occorre capire se questo sarà il trend climatico o solo due anni anomali. Dobbiamo gestire i cambiamenti e non esserne sopraffatti”.

Il consigliere provinciale Davide Sannazzaro: “Le associazioni di categoria come le vostre devono fare informazione. La vision è poi quella di unirci. iniziare a lavorare insieme. La provincia si deve occupare della parte tecnica e soprattutto di coordinare”.

 

Il senatore Giorgio Bergesio, in qualità di presidente dell'associazione Acque Irrigue Cuneesi: “Faccio un appello alla Regione per far riaprire i bandi sui pozzi e qualche contributo su costi energetici. La progettazione preliminare è impossibile per i Consorzi perché non hanno soldi. Servono le risorse. Pensiamo che in Provincia, nel lontano 1994 erano allo studio 12 invasi. Oggi siamo ancora fermi lì”. Sul decreto siccità: “Dovrebbero arrivare 8 miliardi di risorse certe. È stato fatto uno sforzo enorme mettendo insieme 5 Ministeri con una cabina di regia. La siccità è il tema del momento, ci fa perdere produzione, sovranità alimentare e produzione di Made in Italy. Con il decreto abbiamo in ballo, oltre alla nomina del commissario, anche la ricognizione veloce sulle opere urgenti, la pulizia di fiumi e invasi, l'utilizzo delle acque reflue e infine il tema sburocratizzazione nel realizzare le opere per non fare la fine della tangenziale di Demonte. Insomma, si deve accelerare”.

A chiudere i lavori il presidente Coldiretti Cuneo Enrico Nada che ha letto il decalogo anti-crisi idrica.

Le dieci proposte di Coldiretti Cuneo

  1. Individuare un Commissario e istituire una cabina di regia per la predisposizione di un Piano straordinario di prevenzione e mitigazione delle crisi idriche;
  2. Fare il censimento di tutti i progetti ipotizzati in passato ed un rapido riesame delle criticità che ne hanno impedito la realizzazione;
  3. Acquisire da tutti i Consorzi irrigui di II grado le proposte progettuali in loro possesso 
  4. Individuare le idee progettuali che per urgenza e/o grado di fattibilità risultano più urgenti
  5. Ricercare i finanziamenti necessari per elaborare progetti cantierabili
  6. Attivare sul territorio sperimentazioni e azioni dimostrative di efficientamento delle tecniche irrigue
  7. Potenziare il servizio di assistenza tecnica e formazione professionale rivolto agli agricoltori per migliorare le tecniche irrigue 
  8. Sviluppare una campagna di informazione sulle esternalità positive che l'attività di gestione della rete irrigua comporta 
  9. Progettare e adottare un sistema di riorganizzazione e accorpamento degli Enti irrigui
  10. Costituire un Osservatorio permanente per il monitoraggio dell'andamento del progetto 

Cristina Mazzariello

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