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Attualità | 13 aprile 2023, 09:53

Gli studenti dell’Istituto Einaudi da Alba a Cinisi, sulle tracce della mafia: “Siamo cresciuti come uomini e abbiamo scoperto degli eroi” [FOTO]

Le quarte protagoniste di un progetto dedicato all’educazione alla legalità: hanno soggiornato in un bene confiscato alla mafia e attraverso testimonianze, scambi, cineforum, hanno vissuto una Sicilia diversa e ricca di storia. “Per noi è stato un percorso di formazione”

Nelle foto alcuni momenti del soggiorno siciliano che ha coinvolto gli allievi dell'istituto albese

Nelle foto alcuni momenti del soggiorno siciliano che ha coinvolto gli allievi dell'istituto albese

Consapevolezza, ascolto democratico, educazione alla legalità, vita in comunità e responsabilità partecipata: è stata un’esperienza sfaccettata e multiculturale quelli degli studenti delle quarte dell’Istituto Einaudi di Alba che hanno partecipato a Cinisi, in provincia di Palermo, al progetto “Cittadini in campo”, organizzato dalla Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato e dalla cooperativa sociale Libera-Mente.

Il fulcro del soggiorno è stato l’Eco-Villaggio solidale “Fiori di Campo”, un bene confiscato nel 1993 a Vincenzo Piazza, imprenditore edile. In questa struttura gli studenti hanno potuto sperimentare l’autogestione, la cura degli spazi comuni, l’attenzione allo spreco e il consumo responsabile.

Entusiastici i commenti dei protagonisti. “Questa esperienza ci ha permesso innanzitutto di conoscersi meglio, di responsabilizzarci, dividendoci i compiti e cooperando l’uno con l’altro. È riduttivo chiamarla vacanza, è stato un percorso di crescita e di conoscenza attraverso la comprensione diretta di alcuni momenti storici molto importanti”.

Il programma delle attività aveva una finalità ulteriore, quella di educare all’ascolto di sé stessi e gli altri. La terra di Peppino Impastato, giovane attivista ucciso dalla mafia, è diventato lo scenario di un’esperienza concreta fatta di testimonianze dirette dei familiari uccisi dalla mafia, di proiezioni cinematografiche, di scambi e di dibattiti. E il risultato è stato per tutti i partecipanti molto emozionante.

“Siamo rimasti molto colpiti dalle parole di Giovanni Impastato, fratello di Peppino, ma anche dai racconti di Giovanni Paparcuri, sopravvissuto alla strage di via Pipitone, organizzata per uccidere il giudice Rocco Chinnici. Ha condiviso con noi dettagli inediti del rapporto di amicizia fra Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, ma abbiamo anche capito il significato dello spirito di dovere e in un certo senso anche le lacune dello Stato”, ci hanno spiegato gli studenti.

Tra i momenti più interessanti anche la visita alla riserva orientata di Capo Rama a Terrasini a cura del Wwf. Un modo per scoprire le bellezze naturali e geologiche della Sicilia, ma anche per riflettere sul binomio criminale che spesso si instaura tra mafia e ambiente.

Il bilancio finale è assolutamente positivo e gli studenti dell’Istituto Einaudi consiglierebbero questa esperienza a tanti coetanei. “Ora vediamo le cose in maniera diversa, l’ascolto delle testimonianze dirette, la possibilità di scoprire luoghi pieni di storia, la visioni di film come I cento passi, ha rafforzato il nostro senso civico e il nostro spirito critico. È un progetto molto edificante e costruttivo che tutti gli studenti dovrebbero fare”.

A occuparsi del progetto ci sono due realtà: Casa memoria Felicia e Peppino Impastato, un ente del terzo settore che ha sede nella casa della famiglia Impastato, a Cinisi in provincia di Palermo, oggi riconosciuta come casa-museo dalla Regione Siciliana in quanto bene di interesse storico-culturale, simbolo della storia collettiva e della lotta contro la mafia. Il secondo attore è la cooperativa sociale Libera-Mente, che si occupa di turismo sociale e responsabile. Dal 2012 gestisce il bene confiscato Eco-villaggio solidale “Fiori di campo”, che prende il nome da una delle poesie di Peppino Impastato.

Daniele Vaira

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