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Provincia | 05 marzo 2023, 09:03

STORIE DI MONTAGNA/51 Stefano, Gabriele e la montagna in bottiglia

In una piccolissima frazione alpina della Valle Maira, a 1600 metri nel 2019 in Borgata Cesani di Prazzo ha preso vita una distilleria di montagna. Un laboratorio immerso tra le cime, affacciato sul Monte Chersogno, dove entrando il profumo di erbe aromatiche accende tutti i sensi

STORIE DI MONTAGNA/51 Stefano, Gabriele e la montagna in bottiglia

In una piccolissima frazione alpina della Valle Maira, a 1600 metri s.l.m , in Borgata Cesani - Prazzo (CN) nel 2019 ha preso vita una distilleria di montagna. Un laboratorio immerso tra le cime, affacciato sul Monte Chersogno, dove entrando il profumo di erbe aromatiche accende tutti i sensi. Un luogo impervio e sconosciuto per molti, ma non per Stefano e Gabriele, che in questa valle ci venivano spesso da ragazzini e in questo posto hanno voluto credere. 

 

Quella di questi due ragazzi è la storia di un'amicizia che parte da lontano, da quando, bambini, si trovavano per giocare e divertirsi, spinti dalle loro famiglie, legate da tempo.

Sono salita nel loro piccolo mondo, perchè volevo conoscere questa realtà. Volevo capire perchè hanno deciso di produrre così in alto, con tutte le difficoltà che comporta. 

 

Mi ha accolta Stefano, un ragazzo timido, silenzioso, un giovane montanaro che in questo luogo vive tutto l'anno. Entriamo nel laboratorio e qui, tra i liquori, i profumi aromatici e i registri si illumina e si racconta. Stefano cresce a Torino, dove frequenta l'università laureandosi in chimica. Sente presto la necessità di trovare una sua strada e in qualche modo la vita in montagna lo affascina da sempre.

Inizialmente cerca nella birra il suo percorso. Frequenta corsi e si informa, ma si tratta di un procedimento più complicato che richiede grossi investimenti. Inoltre,nel prodotto di Stefano ci deve essere montagna, quella vera, quella che ti porti dentro avvolto dal profumo di erbe alpine come l'achillea, la genzianella, il timo selvatico. La birra non concede tutto questo, ma il liquore si! Questa preziosa bevande, prodotta fin dall'antichità, grazie all'alcool, ottima sostanza estrattiva, può intrappolare, in una bottiglia, un po' di montagna! Stefano li produceva già da tempo per sè, per gli amici ed erano ottimi, quindi aveva le idee molto chiare su cosa fare.

Per far prendere forma alla sua idea, c'era bisogno di uno spazio! Perché non farla crescere insieme a Gabriele, il suo amico di sempre? 

Gabriele nella vita fa tutt'altro.Vive a Torino e si laurea in archeologia, ma il suo cuore e i suoi passi sono spesso in montagna. Non fatica a sposare l'idea di Stefano e senza esitazione, capisce che la vecchia casa del prozio, ubicata in quella piccola frazione alpina della Valle Maira: è perfetta!

Viene così data una seconda vita a questa grande casa, di proprietà del vecchio zio, a cui gli anni non consentono più la possibilità di viverla. Dopo una ristrutturazione importante è qui che nasce "Alquimìo D'òc". Nel logo di questa azienda c'è tutta la voglia di rimanere radicata in montagna. C'è l'amore per le vallate occitane e la loro lingua, c'è la passione di due ragazzi che hanno voluto credere nel territorio che, in qualche modo gli appartiene, a cui sono debitori e dove hanno passato momenti felici.

Oggi Gabriele si divide tra famiglia,Torino, l'università Ferrara e la casa in montagna. Continua a fare l'archeologo e nel tempo libero si dedica ai liquori. Mentre Stefano vive e lavora nella sede dell'azienda.

La produzione dei liquori viene fatta in alta quota e gli ingredienti utilizzati sono vari. Alcune erbe spontanee sono raccolte sul posto, altre acquistate da produttori locali. L'acqua è di sorgente, lo zucchero di una ditta della provincia e l'alcool di Sacchetto, famoso in Cuneo. 

Le ricette sono quelle di Stefano, frutto di esperienza, di scambi di consigli tra montanari, di assaggi in compagnia per arrivare al gusto appagante e caldo che oggi hanno i liquori di Alquimio D'Oc.

Assaggiare uno di questi elisir è come fare un vero tuffo in altura, ci sono tutti i sapori e i profumi delle erbe appena colte, miscelate con cura perché il palato possa percepire ogni sfaccettatura.

L'azienda produce cinque tipi di liquori in diversi formati: genzianella, arquebuse, serpoul ( timo serpillo), genepy e achillea. L'ultimo arrivato è il liquore Merse, al larice. Ci sono anche Sambuco e Cassis, due liquori, poco alcolici, adatti per fare aperitivi. 

Si possono trovare in molto locali della Valle Maira e si possono acquistare on line sul sito http://www.alquimiodoc.com.o direttamente in azienda. Inoltre c'è un pagina istragram http://www.instagram.com/alquimiodocvalmaira

La produzione non è industriale e questo fa sì che il prodotto sia unico ed eccellente. Il sogno di Stefano e Gabriele è sicuramente quello di ampliare la vendita arrivando in altre valli, posizionando i loro liquori in locali differenti, portando un po' della loro montagna sempre più lontano. 

Ci sono davvero tanti modi per amare a valorizzare la montagna, per mantenerla viva, per farla conoscere. Questa storia è l'esempio di come due ragazzi possono fare la differenza scegliendo di rimanere e creare in altura, invece che incrementare lo spopolamento e lasciare abbandonati posti meravigliosi. In ogni bottiglia dell'Aquimio D'Oc c'è un pezzetto della meravigliosa montagna da cui tutto arriva ecco perchè vale la pena gustare uno dei loro elisir.














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