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Attualità | 05 marzo 2023, 16:11

Curate circa 3 mila persone e nati 22 bambini nell'ospedale da campo donato alla Turchia [VIDEO]

L'assessore regionale alla sanità Luigi Genesio Icardi: "Da domani il personale sarà impegnato nell’attività di integrazione dei sanitari turchi che prenderanno in carico la struttura"

Curate circa 3 mila persone e nati 22 bambini nell'ospedale da campo donato alla Turchia [VIDEO]

Dopo la donazione del Governo italiano dell'ospedale da campo messo a disposizione dalla Regione Piemonte (leggi qui) ed allestito ad Antiochia, proseguono le attività per soccorrere la popolazione colpita dal terremoto.

A partire da domani, lunedì 6 marzo, il personale sanitario presente in loco sarà impegnato nell’attività di integrazione dei sanitari turchi che prenderanno in carico l’ospedale.

Da domani il personale sarà impegnato nell’attività di integrazione dei sanitari turchi che prenderanno in carico la struttura. Contiamo di rimanere in Turchia ancora un paio di settimane – ha annunciato l'assessore Regionale alla Sanità Luigi Genesio Icardi - ma se sarà necessario non avremmo difficoltà a reintegrare nuovamente l’organico, avendo ricevuto almeno altre 200 disponibilità di sanitari piemontesi volontari pronti a partire per Antiochia. La donazione dell’ospedale è un atto dovuto verso una popolazione che ha perso tutto.

 

Grazie alla disponibilità della Protezione civile nazionale a rifinanziarlo, saremo presto in grado di disporre di un nuovo ospedale da campo da impiegare sui fronti di emergenza internazionali. Sono grato per l’opportunità che ho avuto di poter rappresentare il nostro paese, la nostra regione e soprattutto la sanità piemontese. Ringrazio nuovamente tutta l’équipe di sanitari, tecnici e addetti alla logistica che hanno reso possibile il nostro intervento”.

La struttura è operativa dal 17 febbraio in un’area sportiva nelle vicinanze dell’ex ospedale della città turca, andato completamente distrutto dal terremoto. È uno dei 13 ospedali di questo tipo esistenti al mondo ed ha finora curato quasi 3.000 persone e fatto nascere 22 bambini con un passaggio di circa 200 persone al giorno al pronto soccorso.

"La scorsa notte, poco dopo la nostra partenza, al nostro ospedale da campo è nato il ventitreesimo bambino: un segnale di luce e speranza in una terra duramente colpita dal terremoto. Insieme a quello degli americani il nostro è l’unico ospedale attivo nella zona di Antiochia. I volontari della protezione civile, i medici e gli infermieri del Piemonte sono stati i primi ad arrivare in Turchia e questo deve inorgoglire tutti i piemontesi", spiega il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, che durante la visita all’ospedale ha incontrato, oltre al personale sanitario e i volontari della protezione civile, anche i pazienti in cura e i rappresentanti delle istituzioni locali, portando la vicinanza di tutta la Giunta regionale e dell’assessore alla Protezione civile Marco Gabusi.

"Il Piemonte – prosegue Cirio - ha buona memoria: quando ha avuto bisogno, e penso all’alluvione del 1994, e ai mesi più duri della pandemia Covid, siamo stati aiutati e quindi facciamo la nostra parte, aiutando la popolazione turca, ma l’avremmo fatto e lo faremo in qualsiasi posto del mondo perché la forza di una comunità sta nella sua capacità di essere solidale".

La delegazione istituzionale della Regione era accompagnata dal coordinatore della missione Mario Raviolo e da Giuseppe Guerra, direttore generale dell’Asl Cn1 presso la quale è formalmente “incardinato” l’Emt2. Con loro hanno viaggiato 60 sanitari e 9 addetti alla logistica che sono andati a dare il cambio ai loro colleghi operativi nell’ospedale da campo, a loro volta rientrati in Piemonte questa mattina.

redazione

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