Bra - 23 febbraio 2023, 08:42

Al Caffè Letterario di Bra si legge “I cinque linguaggi delle scuse” di Gary Chapman e Jennifer Thomas

Dal “mi dispiace” al “perdono”. È ora di imparare a chiedere scusa al proprio partner. Voi siete in grado?

La pandemia, sempre lei, ha costretto molte coppie ad una convivenza a volte insostenibile. Nel lockdown i fidanzati/sposati si sono ritrovati senza svaghi personali, in smart working, con l’unica compagnia del proprio partner. Il sesso, manco a parlarne: sappiamo tutti che la situazione virus ha spento ogni forma di libido. Si è finiti a litigare per ogni cosa. Se vi ritrovate nel discorso e state vivendo la vostra personalissima guerra dei Roses, fermatevi e riflettete. Avete mai pensato di chiedere semplicemente scusa?

No, per carità, non è che vogliamo improvvisarci Dottor Stranamore. Solo suggerirvi che a volte la soluzione migliore è la più semplice. Un libro interessante in tal senso è “The Five Languages of Apology” (I cinque linguaggi delle scuse) di Gary Chapman e Jennifer Thomas.

I due hanno snocciolato un elenco di modi di chiedere perdono al partner, specificando anche come questi linguaggi influiscano sulla relazione. Tutto chiaro? E vediamoli allora, i cinque modi di chiedere scusa.
1. Esprimere il sincero dispiacere per aver ferito l’altro e non cospargersi il capo della cenere di chi abbiamo bruciato.
2. Si riconosce la colpa, il che ci fa apparire maturi. A meno che non sia la centesima volta che facciamo lo stesso sbaglio, ovvio.
3. Al di là delle parole, si esprime pentimento, dimostrando coi fatti di aver capito il proprio errore. Regali, serenate, lacrime, quelle cose lì. Patetico, ma efficace.
4. Alle scuse si unisce l’impegno. Si promette all’altro di risolvere la situazione dovuta ad un proprio errore. Chi, per esempio, ha trascurato l’altro per il lavoro può concedere alla coppia una bella vacanza.
5. Quel che è fatto è fatto, «Io però chiedo scusa», come canta Tiziano Ferro. Ci si rimette all’altro, supplicando il suo perdono. Praticamente è il punto 1, ma al livello Pro.

Al di là dei linguaggi, il problema è che spesso chiediamo scusa senza provare intimamente il minimo pentimento. Buttiamo lì un «mi dispiace», sperando che serva a ripristinare l’armonia. La soluzione, dicono gli esperti, sta nel compromesso.

La coppia è composta da due individui singoli, con pensieri diversi, talvolta opposti. Chiedere scusa, (sinceramente però) è un modo per riconoscere la sensibilità dell’altro e accogliere i suoi sentimenti di dispiacere anche nel caso in cui per noi il fatto non sussista.
In caso funzionasse, fateci sapere.

Silvia Gullino