/ Attualità

Attualità | 13 febbraio 2023, 12:30

Prosegue la petizione a sostegno della Soprintendente Accurti: "Da Salvini intromissioni indebita"

Paolo Tomatis, ideatore della petizione: "Non possiamo, da cittadini pensanti, permettere che chi ricopre tali ruoli resti "impunito" quando esce dall'alveo del suo ruolo"

Prosegue la petizione a sostegno della Soprintendente Accurti: "Da Salvini intromissioni indebita"

Al di là di come la si pensi, non si può dire che non sia un interessante esempio di pensiero laterale. "Interessante" anche perchè, come spesso accade, nel momento in cui il nuovo punto di vista viene palesato diventa meno "alternativo" e immediatamente relativamente condiviso. In questo caso però non ci riferiamo, come da prassi consolidata nella teoria del "pensiero laterale", alla mera risoluzione di un problema, bensí al punto di vista da cui lo si osserva. Ci riferiamo, con questo preambolo, alla petizione lanciata quatto giorni or sono sulla ormai celebre piattaforma "change.org", all'uopo destinata, che recita: "Difendiamo i servitori dello Stato che fanno il loro dovere!"

E nello specifico, secondo il suo ideatore Paolo Tomatis, mira a lanciare un sasso nello stagno della cosiddetta pubblica opinione mainstream, una sorta di pensiero unico che vede il completamento della famigerata Asti-Cuneo A33 come universalmente non più rimandabile.

Recita la descrizione: "L'architetto Lisa Accurti, sovrintendente ai Beni Culturali di Alessandria, Asti, Cuneo ha fatto il suo dovere esprimendo un parere preoccupato sul nuovo tracciato dell'Autostrada Asti-Cuneo. La cosa non è piaciuta al ministro Salvini che ha preteso di farla chiamare a rapporto dal suo superiore, il Ministro Sangiuliano. Una intromissione indebita per costringere un funzionario responsabile a cambiare il proprio parere in ossequio all'opinione dei politici. Sosteniamo l'architetto Accurti nel suo diritto-dovere di interpretare correttamente, in piena coscienza,  le leggi dello Stato!"

Sottolinea Paolo Tomatis: "A parte che ho sempre detestato le opinioni, o meglio: le "verità", che diventano tali esclusivamente per la ripetizione pubblica e martellante di una certa ragione, spesso nemmeno così ben giustificata - ed è il caso del monopolio d'opinione che continuo a vedere in ogni dove sulla vitale necessità dell'autostrada in oggetto - ma, tralasciando questa opinione personale sulla sostanza, ho inteso, con il lancio della petizione, esprimermi sulla forma, sulle modalitá. Quando ho letto dell'ingerenza politica del Ministro Matteo Salvini rispetto alla autonomia di una autorità riconosciuta e fondamentale come la Soprintendenza in oggetto, mi sono fortemente inalberato, al di là del colore politico del Ministro! Non possiamo, da cittadini pensanti, permettere che chi ricopre tali ruoli resti sempre e comunque "impunito", anche quando palesemente esce dall'alveo del suo ruolo e delle sue prerogative!"

Fatto sta che la petizione sta sfiorando le cinquecento firme a poche ore dal suo lancio e questo la rende di per sè degna di nota.

Naturalmente nelle ore successive all'"imbufalimento" del Ministro delle Infrastrutture, la dottoressa Accurti ha avuto modo di esplicitare le proprie formali perplessità sul lotto autostradale oggetto del contendere, sottolineando come, al di lá della propria personale opinione sull'opera e sulla necessità del completamento, il problema sia nella forma, con la mancanza di alcuni fondamentali elementi utili alla corretta valutazione della compatibilità del progetto con il proprio contesto.

Si è trattato in sostanza di evidente carenza dei documenti, richiesti per legge, al fine di una coerente valutazione di impatto ambientale. Mancanza non da poco, vista la valenza storico-paesaggistica che il territorio attraversato ha formalmente acquisito negli ultimi decenni.

La variante sul tavolo oggi per l'ultimo lotto risalirebbe agli anni '90, quando il riconoscimento della rete di residenze sabaude e soprattutto l'importante fregio dato dal riconoscimento UNESCO erano molto di là da venire.

Le autorizzazioni formali sull'intera opera erano già state rilasciate dalla Soprintendenza, se non che: l'ultima elaborazione del tratto oggetto del contendere prevede oggi un passaggio in esterno mentre l'iter era stato fatto per l'ipotesi in galleria.

Diventa chiaro dunque che, mancando formalmente i dettagli richiesti dalla legge nel caso del notevole impatto sul paesaggio, la Soprintendente Accurti non abbia potuto fare che sollevare la questione a tutela del contesto e nell'interpretazione deontologicamente autentica delle proprie responsabilità.

Lunedì 13 febbraio si dará dunque avvio al tavolo tecnico-politico che dovrebbe dipanare anche quella che sembra l'ultima matassa, sulla composizione del quale l'Architetto Accurti non ha dubbi, apprezzando la presenza della componente regionale, fondamentale perchè finalmente la A33 giunga al completamento, con buona pace del "pensiero unico", o dei pur originali "pensieri laterali".

Fabrizio Biolè

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A LUGLIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium