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Eventi | 02 febbraio 2023, 08:00

I 100 anni di Beppe Fenoglio all’Università degli Studi di Bergamo

“Omero non deve morire. La condizione contadina nella Langa della Malora ai tempi di Beppe Fenoglio”. Il progetto della Fondazione Radici al Teatro Sociale di Alba. Importanti appuntamenti dal 6 al 12 febbraio

Momento durante le riprese di "Omero non deve morire"

Momento durante le riprese di "Omero non deve morire"

Proseguono fino al primo marzo le Celebrazioni del Centenario di Beppe Fenoglio, questi gli appuntamenti dell’ultimo capitolo “Una questione privata” nella settimana che si conclude il 12 febbraio.
 
Il Dipartimento di Lettere, Filosofia, Comunicazione in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Umane e Sociali, con il Centro Studi Beppe Fenoglio Onlus e l’ISREC BG - Istituto bergamasco per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea, giovedì 9 febbraio alle ore 9.30 propone un incontro pubblico per discutere del valore e dell’eredità dell’esperienza biografica e letteraria di Fenoglio. L’incontro, presso l’aula Castoldi dell’Università degli Studi di Bergamo, è rivolto agli studenti dell’Ateneo, alla cittadinanza, ma soprattutto agli studenti delle scuole superiori di Bergamo e provincia. Tra i relatori la Prof.ssa Nunzia Palmieri (Unibg), il Prof. Lorenzo Migliorati (Unibg), il Dott. Angelo Bendotti (ISREC Bergamo) e la Dott.ssa Bianca Roagna (Centro studi Beppe Fenoglio) insieme al Dott. Giacomo Raccis (Unibg). Iniziativa a cura di Nunzia Palmieri, finanziata nell’ambito del Bando di Ateneo per attività di Public Engagement.

La settimana culmina domenica12 febbraio alle ore 20.45 al Teatro Sociale di Alba per svelare il progetto della Fondazione Radici intitolato “Omero non deve morire. La condizione contadina nella Langa della Malora ai tempi di Beppe Fenoglio” in collaborazione con il Comune di Alba tramite le attività della città creativa UNESCO.
Scopo della ricerca è di raccontare la Langa della Malora di Beppe Fenoglio a partire dall’inizio del Novecento per giungere a quella vissuta dallo scrittore nel secondo dopoguerra: una terra grama, lontana dai filari pettinati delle colline del Barolo, un monito che non deve essere dimenticato. L’indagine intende evidenziare la lettura moderna che lo scrittore ha compiuto comparando le colline del basso, della sua Alba con quelle totemiche dell’alto. Due mondi contrapposti, scanditi da ritmi spazio-temporali differenti: circolare, naturale, sacro quello dell’alta Langa, lineare, urbano quello di Alba. La ricerca intende recuperare un patrimonio orale e gestuale che sta scomparendo dalle nostre colline. Una questione omerica che va affrontata per fare sì che Omero non debba morire.
Nel corso della serata sarà presentato lo studio antropologico e saranno proiettate le interviste a cura del prof. Grimaldi. Il titolo del progetto è stato coniato proprio dal professor Piercarlo Grimaldi, presidente del comitato scientifico della Fondazione Radici, antropologo a cui si devono fondamentali studi sulle usanze e le tradizioni di Piemonte e Liguria. Grimaldi ha spiegato la scelta con queste parole: «Durante il lavoro di ricerca ho capito che sta morendo il senso della tradizione. Si sta perdendo il significato della mitologia legata ai luoghi, quella che veniva tramandata di generazione in generazione. Perché Omero? Perché è il grande cantastorie della tradizione greca, e come la nostra cultura contadina, si è sviluppato in un contesto orale e non scritto. Per questo auspico che non muoia, anche perché dobbiamo far sì che questo nostro grande patrimonio resti vivo, recuperando il significato del passato». Il collegamento tra il mitico (e forse mitologico) cantastorie della tradizione greca e Beppe Fenoglio per il professore è chiaro: «Fenoglio è stato il nostro Omero, mi riferisco in particolare ai suoi racconti del parentado».

A fare eco è il direttore della Fondazione Radici Marcello Pasquero: «Dal comitato scientifico di Radici è nata la spinta a proporre al centro studi “Beppe Fenoglio” un progetto di riscoperta delle tradizioni orali della Langa della Malora e del secondo dopoguerra, una terra grama, raccontata splendidamente da Fenoglio, ma di cui rimangono pochissimi testimoni oculari. Una proposta accolta e sostenuta dal centro studi che sarà solamente un primo tassello di un lavoro che continuerà per anni perché oggi le nuove tecnologie permettono di salvare per sempre su più supporti testimonianze orali che altrimenti andrebbero perse facendo in modo che Omero non debba morire».
Fondamentale il sostegno dell’assessorato ad Alba città creativa per l’Unesco che con Fondazione Radici ha promosso la realizzazione di otto video dedicati ai patriarchi dell’enogastronomia albese.
La troupe di Fondazione Radici guidata dal professor Grimaldi, composta dallo stesso Pasquero, dai fotografi Bruno Murialdo e Silvia Muratore e dagli operatori video Daniele Ferrero e Francesca Nota ha operato per oltre sei mesi nella ricerca di personaggi da intervistare e nella raccolta di immagini di ambienti e di episodi di vita rurale della Langa della Malora.
Il risultato sono oltre 25 ore di interviste raccolte a 12 cantori di Langa con un’età media che supera i 90 anni di età. Tra questi si annoverano maestre, contadini, commercianti, ristoratori, tutti con una storia da raccontare e un ricordo vivo della Langa raccontata da Fenoglio e dello stesso autore albese.
«Un materiale dal valore inestimabile che entrerà a far parte del “Grande archivio della memoria” della Fondazione Radici e da cui con un lavoro di cesello, sotto la supervisione del professor Grimaldi, si è arrivati a un video della durata di circa 40 minuti in grado di emozionare, di far riflettere, di commuovere, ma anche di far sorridere», precisa Pasquero che aggiunge: «I temi su cui si è sviluppata la ricerca sono le grandi questioni fenogliane: la Malora, la terra grama, gli affetti, la famiglia, i legami, l’amicizia, le feste ormai perdute con un quesito che vuole essere risolto, ma che difficilmente troverà risposte univoche: “Si stava meglio allora o si sta meglio oggi?”».
L’appuntamento a teatro - ad ingresso gratuito con prenotazione sul sito del centenario - avviene proprio nel giorno in cui la Fondazione Radici, presieduta da Claudio Rosso, compirà tre anni di attività. Nata il 12 febbraio 2020 Radici è la prima fondazione in Italia nata espressamente per raccogliere, salvaguardare, archiviare e rendere fruibili le memorie del territorio, dalla spinta di 15 soci fondatori di primo piano.
 
Fino al 1° marzo durante gli spettacoli teatrali e il giovedì pomeriggio dalle 15.00 alle 18.00 nel foyer del Teatro Sociale sarà ospitata la mostra collettiva “La scultura racconta Fenoglio” realizzata dai ragazzi del Liceo Artistico Pinot Gallizio di Alba dell’anno scolastico 2020-21. Il progetto didattico condotto dalla professoressa Marina Pepino e in collaborazione con la Fondazione Ferrero ha portato i giovani artisti a confrontarsi con i racconti di Beppe Fenoglio dando vita ad opere ad essi dedicate.
 
Prosegue inoltre ogni domenica l’appuntamento gratuito mattutino con “Tra le righe di Fenoglio”, un piacevole percorso e visita guidata di 11 tappe in città, nel centro storico di Alba. Si parte alle 10.30 da Piazza Rossetti 2, sede del Centro Studi e luogo ideale per iniziare il racconto della vita di Beppe Fenoglio, che si snoda tra vita privata e civile, dall’amato Liceo classico “G. Govone” al Palazzo Comunale e agli altri luoghi descritti e vissuti dallo scrittore.
 
Resta allestita per tutta la durata del centenario fenogliano, in collaborazione con il Comune di Alba, l’installazione “Piazza Rossetti 1” una struttura - pensata e realizzata dall’architetto Danilo Manassero con le fotografie di Antonio Buccolo - che svela attraverso un gioco poligonale gli interni di quella che un secolo fa era Casa Fenoglio. Anche questa iniziativa rientra nel progetto Atlas Fenoglio. Un’identità letteraria per un nuovo secolo, realizzato con il sostegno della Compagnia di San Paolo nell’ambito del bando «In luce. Valorizzare e raccontare le identità culturali dei territori» della Missione Creare attrattività dell’Obiettivo Cultura.
 
Il calendario degli appuntamenti, in continuo divenire fino al primo marzo, è come sempre aggiornato sul sito del Centenario Fenogliano www.beppefenoglio22.it

Redazione

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