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Attualità | 01 febbraio 2023, 16:18

Contratti di somministrazione meglio della cassa integrazione? La situazione tra Alba e Bra

«Nel territorio albese e braidese registriamo una contrazione delle attività con conseguente dismissione di lavoratori. Una situazione che non ci piace e che intacca il tessuto sociale» dichiara il sindacalista Cgil FIOM Domenico Calabrese

Contratti di somministrazione meglio della cassa integrazione? La situazione tra Alba e Bra

Contratti di somministrazione meglio della cassa integrazione? Sembra proprio di sì. Dopo i casi e le agitazioni di alcuni giorni da parte dei lavoratori di Arpa e Abet laminati di Bra dopo il mancato rinnovo per oltre cento lavoratori tra le due aziende, la tematica sembra ricadere anche nel sociale, in quanto il lavoro è strettamente legato alla società.

Ma che cosa è un contratto di somministrazione? Il lavoro somministrato è un rapporto di lavoro in base al quale l'impresa utilizzatrice può richiedere la prestazione di uno o più lavoratori ad agenzie autorizzate (somministratori interinali) iscritte in un apposito Albo informatico tenuto presso l'Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro.
Il contratto di somministrazione viene utilizzato generalmente dalle imprese che non intendono assumere direttamente del personale, e preferiscono delegare le varie mansioni all’agenzia interinale che si occupa della selezione, dell’assunzione, del versamento dello stipendio, dei contributi e di tutto quello che concerne il rapporto di lavoro.

Un modo per le aziende di avere personale sempre fresco a costo irrisorio? A questa domanda rispondiamo con la riflessione del sindacalista Cgil FIOM Domenico Calabrese che afferma: «Nel territorio albese e braidese registriamo una contrazione delle attività con conseguente dismissione di contratti di somministrazione. Un segnale che non ci piace e su cui stiamo lavorando per favorire contratti più stabili a chi, somministrato, si trova non più rinnovato nella sua mansione.  La situazione però sfiora il paradosso: le aziende in generale si lamentano per la carenza di figure professionali specializzate ma, una volta trovate, si pensa più alla parte economica che ad investire sulla risorsa umana. C’è una mentalità poco aperta nel volere investire nella formazione del personale, e così, se hai troppa esperienza sei troppo caro, se ne hai poca, finisci nella spirale del lavoro a contratto di somministrazione? Sembra proprio che si vada in questa direzione.

La mia riflessione è generale ma la tendenza in questo ultimo periodo è questa. Le aziende sono spaventate per ciò che stiamo vivendo, con i costi che sono aumentati e che, in certi settori, hanno portato ad una contrazione del mercato di riferimento. Stiamo tenendo sotto controllo alcune situazioni che possono innescare difficoltà per i lavoratori
».

Livio Oggero

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