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Attualità | 31 gennaio 2023, 17:59

A Cuneo tira una buona aria, ma occorrerà fare di meglio

È quanto evidenzia il report Mal’aria di Legambiente. In Granda livelli di polveri sottili tra i più bassi a livello regionale, ma nell’ultimo decennio, rispetto alle altre piemontesi, abbiamo impattato meno sulle polveri sottili. Nel 2030 i parametri cambiano e si dovrà limitare lo smog anche in questa provincia

Foto dal sito www.legambiente.it

Foto dal sito www.legambiente.it

Vivere nel 'cul de sac’ della pianura padana, chiusi tra l’arco alpino e le colline, di certo non fa brillare alcune aree del Nord per la propria qualità dell'aria. E così anche quest’anno il Piemonte, nella fattispecie Torino, continua ad indossare quella pesante maglia nera riferita a smog e polveri sottili. 

Il report ‘Mal’Aria’ realizzato da Legambiente per l’anno 2022 mostra ancora una volta un trend in linea con le analisi degli anni precedenti. Nell’anno appena concluso sono state 29 le città ad aver superato il limite di 35 giorni di sforamento sui livelli di PM10. Torino ha sfiorato i 100 giorni (98 per la precisione). Segue più indietro l’altra metropoli dell’area padana Milano (84 giorni), ma al terzo posto troviamo nuovamente una piemontese. È la città di Asti dove per 79 giorni si è sforato il livello di polveri sottili.

Per quanto riguarda, invece, le 'polveri sottilissime’ (PM 2.5), ancora più dannose per la salute secondo l’Oms, ben 71 città (l’84% del campione) nel 2022 hanno registrato valori superiori a quelli previsti al 2030 dalla prossima direttiva. Tra i luoghi con i livelli più alti troviamo ancora una volta Torino, ma anche Alessandria. 

Non va meglio per quanto riguarda il biossido d’azoto (No2). Se nel 2030 le città non miglioreranno la loro qualità dell'aria il 61% dei centri presi in esame nell’ultimo anno potrebbe avere valori considerati ‘fuorilegge’ con Torino che supererebbe ampiamente il limite dei 20 μg/mc, lo standard qualitativo del prossimo decennio. 

Ma come stanno le altre realtà del Piemonte? 

Cuneo ha tra i valori più bassi della Regione. Per quanto riguarda il Pm 10 e il Pm 2.5 registrano valori migliori solo Verbania e Biella. Mentre solo Verbania e Vercelli ci superano per la minore presenza di biossido d’azoto. 

Nel dettaglio Cuneo nella media annuale 2022 ha registrato 24 μg/mc di Pm 10 (contro i 35 di Torino, i 34 di Alessandria e i 33 di Asti) 15 μg/mc di Pm 2.5 (contro i 22 di Torino e Alessandria e i 20 di Asti) e 19 μg/mc di No2 (Torino 37, Alessandria 27, Novara 25). 

Buoni numeri se rapportati a quelli di una regione per sua conformità tendente allo ristagno dell'aria. 

Ma si se valuta la percentuale di riduzione delle concentrazioni necessarie per adeguarsi ai parametri del 2030 Cuneo continua ha valori indicativamente negativi. Dovrebbe ridurre ancora del 17% la quantità di Pm10 a addirittura del 33% i valori di Pm 2.5. Meglio va per la quantità di biossido di azoto dove registriamo valori già in linea con i parametri del prossime decennio. 

Quello che si evince, però, dal report Mal’aria del 2022 è che tutto il Piemonte nel decennio 2011-2021 ha ridotto le quantità di smog, ma ancora non in maniera così significativa. 

Prendendo in esame Cuneo, per quanto riguarda il biossido di azoto, ha ridotto del 6% le emissioni e in questo senso è tra le migliori della regione. 

Mentre è ‘solo’ dell’1% la variazione decennale sulle polvere sottili (Pm10). Su questo parametro quasi tutte le altre città capoluogo piemontesi sono messe meglio.

Daniele Caponnetto

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