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Taglia 14-19 | 29 gennaio 2023, 09:00

TAGLIA 14-19: RACCONTI DALL’ETA’ DEI SOGNI/ Said

"Vorrei vivere in un tempo lontano, essere un re molto giovane, ma senza uscire né di giorno né di sera. La notte mi affaccerei alla finestra, anzi no, preferirei tenermi in testa la corona d'oro per paura che i briganti me la portino via"

TAGLIA 14-19: RACCONTI DALL’ETA’ DEI SOGNI/ Said

“Taglia 14-19” è una raccolta di storie vere, riproposte sotto pseudonimo. Un progetto che nasce dopo tre anni di ricerca, tra fonti orali e scritte, tra studenti e studentesse delle superiori in età compresa, appunto, tra i 14 e i 19 anni. Amarezza, gioia ed emozioni palpabili riproposti attraverso i loro occhi, i temi scritti, i “pizzini” lasciati nell’agenda dell’insegnante, i messaggi durante i periodi di vacanza e i dialoghi sospesi tra un intervallo e l’altro. Ragazzi e ragazze che hanno una loro visione del mondo e della vita, anche se coglierle non è sempre così immediato.

L’autrice. Francesca Gerbi è un’insegnante di lettere e sostegno nelle scuole superiori, giornalista e scrittrice. Con l'editrice "La collina dei libri" ha appena dato alle stampe "La memoria di Viola", romanzo col quale affronta con delicatezza lo spinoso tema dell’Alzheimer.***

 

Said

"Mi racconti il tuo sogno?".

"Non ce l'ho. Anzi, è inattuabile".

"Raccontamelo, ti prego".

Vorrei vivere in un tempo lontano, essere un re molto giovane, ma senza uscire né di giorno né di sera. La notte mi affaccerei alla finestra, anzi no, preferirei tenermi in testa la corona d'oro per paura che i briganti me la portino via.

Il paese è molto piccolo e solo il cane Malfredo mi segue sempre, questo mi fa piacere perché ho molte paure.

So che mi direbbero che soffrirei di solitudine per tutta la vita se continuassi così, eppure, il mio scopo è più alto: voglio che la mia diventi la fortezza più grande e più sicura del mondo. So che tutti mi deriderebbero, tuttavia, io sarei impaziente di realizzare il mio progetto, costruendo una torre altissima dove nessuno potrà mai raggiungermi. Poi mi sentirò davvero al sicuro? Forse no; meglio continuare, pietra dopo pietra, per salire ancora più in alto, tanto da superare le nubi; lì mi sentirei veramente protetto.

Se mi arrampicassi fino al cielo, ma il vento soffiasse furioso e la mia torre ondeggiasse e io avessi ancora paura? E se la mia torre fosse troppo alta e sottile e cadesse?

Però c'è un risvolto positivo: certamente accorrerebbero tutti i taglialegna, i marinai e gli abitanti del mio villaggio per aiutarmi.

Allora sarei felice: la torre sarebbe distrutta e, nella caduta, probabilmente, perderei anche la corona, ma sarei circondato da persone amiche che hanno avuto il buon cuore di salvarmi; allora mi sentirei davvero al sicuro.

Francesca Gerbi

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