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Attualità | 29 gennaio 2023, 20:00

Carcere di Alba, il sottosegretario Delmastro delle Vedove annuncia: "Presto al via i lavori massivi" (VIDEO)

Al Montalto di località Toppino, l'esponente di Fratelli d'Italia - in visita dopo la rivolta di pochi giorni fa - interviene anche sul Tribunale: "Alba verrà particolarmente attenzionata nell'ambito della revisione della riforma della geografia giudiziaria". Il sindaco Bo: "Auspichiamo che il nuovo Governo possa chiudere le partite aperte"

il Sottosegretario di Stato alla Giustizia, Andrea Delmastro delle Vedove, in visita presso la Casa di Reclusione "Montalto" di Alba

il Sottosegretario di Stato alla Giustizia, Andrea Delmastro delle Vedove, in visita presso la Casa di Reclusione "Montalto" di Alba

"Nessuno tocchi Caino, ed è un concetto giusto, anche costituzionalmente, senza però dimenticarsi il principio che nessuno deve toccare neanche Abele: difendiamo gli uomini e le donne della Polizia Penitenziaria che sono qua dentro a soffrire per tutelare legalità e sicurezza per i cittadini". A parlare è il sottosegretario di Stato alla Giustizia, Andrea Delmastro delle Vedove, che nella mattinata di oggi, domenica 29 gennaio, si è recato in visita presso la Casa di Reclusione di Alba per portare la solidarietà e la vicinanza del Governo agli agenti della Polizia Penitenziaria vittime della recente aggressione (QUI i fatti riferiti alla rivolta dei detenuti di mercoledì scorso, con il ferimento di cinque agenti).

"Dopo l'evento critico dell'altro giorno sono qui per raccontare a tutti che è cambiata l'aria, con questo Governo - aggiunge l'esponente di Fratelli d'Italia -. Nella finanziaria abbiamo trovato risorse per 1.000 assunzioni extra di uomini e donne della Polizia Penitenziaria, oltre cioé alle assunzioni già programmate dell'organico nei tre anni. è allo studio un protocollo di sicurezza perché nelle rivolte del marzo 2020, eterodirette dalla criminalità organizzata, non c'era un protocollo che dicesse agli agenti quale fosse il gradiente di violenza che potevano esercitare per sedare le sommosse. Vogliamo arrivare a un risultato storico: un direttore e un comandante per ogni istituto penitenziario d'Italia, e non più a scavalco, perché vuol dire abbandonare uomini e donne nella catena del comando".

Ancora, sull'arresto del boss Messina Denaro: "Al posto di raccontare che lo Stato è trionfante e la serpe mafiosa è schiacciata, nel nostro Paese c'è chi fa della dietrologia. Al 'Nostradamus dell'antimafia', Baiardo, che racconta di uno trattativa tra Stato e Mafia, rispondo che iIl primo provvedimento del Governo Meloni è stato ripristinare l'ergastolo ostativo, e se Matteo Messina Denaro in carcere prova questa misura è perché l'abbiamo ripristinata noi".

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Guardando alla realtà locale, al di là dell'ultimo episodio di cronaca, la situazione del carcere Giuseppe Montalto di Alba è, da tempo, problematica, per il sovraffollamento oltre che per il mancato ripristino della totalità della struttura, atteso dal gennaio 2016, con i lavori di ristrutturazione disposti dopo un'infezione da legionella (QUI l'articolo sull'ultimo annuncio di avvio dei lavori, datato 17 maggio 2022). Fatti, questi, che hanno portato nello scorso luglio anche alle dimissioni del garante dei detenuti del carcere di Alba, Alessandro Prandi (QUI l'articolo), e nello scorso dicembre allo sciopero della fame del segretario dei Radicali cuneesi Filippo Blengino (QUI l'articolo).

"I tempi sono maturi per l'avvio dei lavori: abbiamo appaltato e sono iniziati... Nel giro di breve tempo inizieranno i lavori massivamente", chiude Delmastro, che interviene anche a proposito della revisione della riforma della geografia giudiziaria voluta nel 2012 dal Governo Monti, che portò alla chiusura del Tribunale di Alba. "Anche compulsato dal presidente della Regione Cirio, dal consigliere regionale Bongioanni e dalla collega onorevole Monica Ciaburro, Alba verrà particolarmente attenzionata nell'ambito di questa revisione".

"Cambiano i Governi, ma il problema del carcere di Alba continua a essere quello di tanti anni fa, quando venne chiuso nel gennaio del 2016 per casi di legionella: da allora sono venuti qui tanti rappresentanti del Governo, ma la situazione non si è mai sbloccata e continuano a esserci molte criticità - commenta il sindaco della Città di Alba, Carlo Bo -. L'evento di qualche giorno fa è certamente spiacevole, ma è chiaro che non potevano che esserci problemi nel momento in cui sono arrivati qui alcune decine di detenuti con delle problematiche di natura psichiatrica, perché il personale non è formato per poter gestire queste criticità. Auspichiamo che il carcere possa entrare nuovamente in funzione, con l'inizio definitivo dei lavori per tornare alla situazione antecedente ai casi di legionella, anche perché questa è una risorsa importante... Quando si perdono i servizi si rischia di non rivederli più, come è stato per il Tribunale anni fa e per la Guardia di Finanza. Auspichiamo che il nuovo Governo possa chiudere questa partita".

"Non mi voglio esprimere sul possibile ripristino del Tribunale di Alba. La politica fa tanti annunci, ma da quando ero consigliere comunale, nel 2009, di promesse ne ho viste tante, ma nel concreto non siamo riusciti a risolvere le criticità che ci affliggono riguardo i servizi che abbiamo perso... Confidiamo nella realizzazione di quanto detto dal Sottosegretario, ma aspettiamo ad annunciare finché vedremo dei risultati concreti".

L'ultima notizia riguarda infine il garante dei detenuti per la Città di Alba, con il bando che era scaduto il 31 dicembre scorso: "A inizio della prossima settimana - conclude il primo cittadino albese - ci sarà il nuovo garante".

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Pietro Ramunno

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