Sanità - 20 gennaio 2023, 11:56

Attività ex esposti all'amianto in Piemonte, Icardi: "Si parte nel secondo trimestre dell'anno"

L'assessore regionale risponde alle istanze di AICA e ARARIS: "Attività e passi previsti sono già stati comunicati nell'incontro online del 30 novembre"

Luigi Genesio Icardi

Luigi Genesio Icardi

Riceviamo e pubblichiamo la lettera che l’assessore alla sanità regionale Luigi Genesio Icardi ha prodotto a risposta delle istanze avanzate da Armando Vanotto e Sebastiano Sampò, presidenti rispettivamente di AICA e ARARIS.

Oggetto del dibattito le attività dedicate agli ex esposti all’amianto del territorio piemontese.

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In riscontro alle vostre sollecitazioni credo sia utile e opportuno ricordare come, nel corso del 2022 e nonostante l’infezione da SARS COV 2 abbia impegnato ancora ingenti risorse, la Regione Piemonte abbia ripreso le attività per organizzare e far partire la sorveglianza sanitaria su ex-esposti all’amianto, risultando tale attività di assoluto interesse per l’assessorato.

Confermo pertanto quanto affermato nel recente incontro on-line del 30 novembre del Comitato Strategico Amianto, dove il responsabile del settore prevenzione dottor Griglio ha illustrato le attività svolte e i passi previsti per rendere operativa la sorveglianza.

I principali passaggi già effettuati sono i seguenti: il riepilogo delle informazioni già disponibili, l’analisi dei modelli di sorveglianza adottati dalle altre Regioni per individuare le migliori pratiche, la ricognizione dei soggetti e degli enti da coinvolgere, l’individuazione e lo stanziamento delle risorse economiche necessarie, la presentazione delle possibili strategie utilizzabili sul territorio della Regione nel comitato Strategico, la convocazione e la riunione del Comitato di direzione per la gestione del rischio amianto con assegnazione dei compiti ai diversi enti come il Centro sanitario amianto, il Centro ambientale amianto, l’assessorato ambiente, quello della sanità e il Registro dei mesoteliomi.

Nel corso di tale riunione, sono poi state individuate le seguenti azioni, tra cui la definizione, a integrazione degli elenchi già disponibili, di criteri omogenei di inclusione dei soggetti nelle liste esposti/ex esposti (in quanto sul territorio regionale, ad oggi, non è presente un protocollo che preveda un modello di sorveglianza omogeneo) così che l’identificazione dei soggetti non sia limitata agli elenchi disponibili ma integrata con soggetti individuati dalle aziende e soggetti individuati dagli Spresal.

Si è poi programmata la definizione dei protocolli di sorveglianza attiva e passiva e l’attribuzione delle competenze tra presidi sanitari spoke ed hub, la definizione dei criteri di inclusione nella sorveglianza per evitare situazioni di sovrastima dell’esposizione e la definizione dei criteri di uscita dal percorso di sorveglianza per casi di mancata insorgenza di patologie dopo lungo periodo (anche mediante l’utilizzo di screening oncologici). Infine, per soggetti esposti ad amianto di origine ambientale, si è pensato alla definizione delle modalità di comunicazione agli esposti mediante questionari od altre forme e al coinvolgimento MMG nell’applicazione del protocollo di sorveglianza.

Per la progettazione delle attività è stato individuato un gruppo di lavoro ristretto che definirà i protocolli entro gennaio 2023, composto da una rappresentanza dei servizi delle ASL che si occupano di sicurezza sui luoghi di lavoro, dalla responsabile del registro mesotelioni, dalla responsabile del centro amianto, dal professor Magnani, ex Università Piemonte Orientale e dal professor Bergamaschi, ordinario di medicina del lavoro dell’Università di Torino.

Non appena disponibili i protocolli saranno individuate le strutture di riferimento su due livelli, un livello base di valutazione dei soggetti con un basso rischio di esposizione che avranno una distribuzione capillare presso le ASL del territorio (si sta valutando il rilancio delle funzioni di medicina del lavoro presso ASL o ASO), un livello di valutazione specialistico per i soggetti ad elevato rischio di esposizione (una delle ipotesi è di individuare alcuni centri a maggiore specializzazione per ogni ASL).

Saranno inoltre individuate le strutture sanitarie a elevata specializzazione per la presa in carico di soggetti che manifestino sintomi riferibili a patologie correlate all’esposizione all’amianto. La partenza della sorveglianza è prevista per il secondo semestre del 2023.

redazione

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