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Economia | 20 gennaio 2023, 16:04

Crisi Grancasa: per i 24 dipendenti di Ceva il possibile ombrello dei contratti di solidarietà

Ancora in corso il confronto tra le banche e il gruppo lombardo dell'arredamento e articoli per la casa, che intanto ha chiuso il punto vendita di Cairo Montenotte e annunciato il fermo anche a Carmagnola

Il punto vendita cebano dei magazzini Grancasa

Il punto vendita cebano dei magazzini Grancasa

Ancora interlocutori i risultati del confronto in corso tra i vertici di Grancasa e le banche creditrici della catena dell’arredamento e articoli per la casa, gruppo lombardo che occupa circa 400 dipendenti tramite sedici grandi magazzini sparsi tra Lombardia, Piemonte, Liguria, Veneto e Umbria, e tra questi anche i 24 impiegati nel punto vendita di via Case Rosse a Ceva.

Nella giornata di ieri, giovedì 19 gennaio, i sindacati del commercio hanno tenuto un’assemblea coi dipendenti del magazzino cebano per informarli sull’esito dell’incontro del tavolo nazionale – lunedì 16 – che sta seguendo la crisi del gruppo, da tempo in difficoltà e già uscito da un’importante ristrutturazione.

Ancora da definire – hanno riferito i sindacati ai lavoratori – se una serie di immobili di proprietà Grancasa ora sottoposti a ipoteca potranno essere liberati da tale gravame per finanziarne un nuovo tentativo di rilancio. Ma per farlo servirà l’avvallo delle banche, che hanno chiesto altro tempo e alcune integrazioni alla proprietà.

"Purtroppo non siamo ancora di fronte a novità decisive – conferma Antonino Aloisio, componente della segreteria cuneese della Fisascat Cisl –. Le banche non si sono espresse, richiedendo ulteriori integrazioni, attese a partire da un vertice che era stato programmato per oggi, venerdì 20 gennaio. Si sono impegnate a sciogliere le proprie riserve sul punto entro il prossimo 7 febbraio".

Nelle scorse settimane l’azienda ha chiuso il punto vendita di Cairo Montenotte, nel Savonese, proponendo alla sua decina di dipendenti un ricollocamento a Ceva, e ora ha annunciato di voler fare altrettanto con quello di Carmagnola, nel Torinese, e di Spello, in Umbria. Nel frattempo continua a operare in regime di "composizione negoziata per la gestione di crisi d’impresa", procedura che prevede l’inserimento di un esperto chiamato a mediare tra proprietà e creditori.

Una condizione che difficilmente verrà prorogata dal tribunale fallimentare di Milano, che sta seguendo la vicenda. Nell’attesa di un suo pronunciamento la direzione del gruppo ha già anticipato che in questi giorni avanzerà richiesta per ottenere la concessione di ulteriori 12 mesi di contratti di solidarietà.

"Qualora il Ministero la concedesse – dice qui il sindacalista – tale prospettiva metterebbe i lavoratori di Ceva al riparo da eventuali chiusure di quel punto vendita almeno sino a fine anno, non essendo possibile attivare nuove procedure di licenziamento in regime di solidarietà. In questo quadro la loro attivazione sarebbe una parziale buona notizia, almeno per gli occupati della catena in provincia di Cuneo".

E. M.

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