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Cronaca | 20 gennaio 2023, 18:26

Per un colpo di clacson minacciò un giovane con un'accetta: condannato a un anno

I fatti nell'ottobre scorso sull'Est-Ovest, in direzione Confreria. Chiamato a rispondere di minaccia e violenza privata un uomo che in quel periodo stava svolgendo lavori di pubblica utilità

Immagine di repertorio

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Un anno di reclusione e 2.000 euro di risarcimento alla parte civile. Questa la pena inflitta dal giudice del Tribunale di Cuneo a K.R., 38enne di origini albanesi, sotto accusa per minaccia aggravata, violenza privata e possesso ingiustificato di oggetto atto a offendere.

La vittima un venticinquenne. Nell'ottobre dell'anno scorso il giovane stava transitando sulla Est-Ovest quando venne minacciato da K.R. con un’accetta. La sua colpa? Avegli suonato un colpo di clacson dopo che il 38enne, alla guida di una station wagon grigia, lo aveva sorpassato a destra.

Avevo imboccato il tunnel che sbuca sulla rotonda di Confreria – ha raccontato il ragazzo in aula –. Ho visto dietro di me una station wagon che procedeva a zig-zag facendo manovre pericolose. Quando sono uscito dal tunnel dovevo svoltare a destra, ma quell’auto mi ha sorpassato proprio sulla destra. Ho dato un colpo di clacson, lui mi ha tagliato la strada e si è fermato davanti bloccandomi il passaggio”.

A quel punto K.R. scese, aprì lo sportello del passeggero dell’auto del ragazzo e iniziò a insultarlo e minacciarlo: “Mi ha detto che non dovevo rompergli il c… per come guidava e che mi avrebbe ammazzato. Poi ha chiuso la portiera, è andato verso la sua auto, ha preso un’accetta che teneva nello scomparto di sinistra e l’ha brandita contro di me”, ha concluso la persona offesa.

A K.R., assistito dall'avvocato Antonio Vetrone, i Carabinieri arrivarono sia attraverso il numero di targa fornito dal ragazzo che dal riconoscimento fotografico. Quando le autorità andarono sotto casa sua, trovarono la station wagon grigia parcheggiata.

Fu lo stesso imputato a consegnare spontaneamente l'arma impropria, per il cui possesso ingiustificato venne denunciato. Il difensore dell'imputato, nella sua arringa, ha sostenuto che la violenza privata non fosse consumata in quanto "non c'è prova del fatto che K.R. avesse bloccato la strada al ragazzo, in quanto non è emerso in dibattimento che alla persona offesa venne impedito il passaggio. In più, il giovane conducente avrebbe potuto allontanarsi nel lasso di tempo in cui il mio assistito si era diretto in auto per prendere l'accetta".

CharB.

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