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Attualità | 19 gennaio 2023, 11:00

Tangenziale di Alba: in un documento le richieste di Provincia e Comuni su gratuità e limitazioni ai mezzi agricoli

Sindaci e associazioni agricole scrivono a Ministero delle Infrastrutture e concessionaria. L’ipotesi di permessi annuali rinnovabili per consentire ai trattori di salire sulla futura autostrada. Il sindaco Carlo Bo: "Alba non può sopportare un ulteriore carico di mezzi sulla sua viabilità cittadina"

La bretella appena realizzata alla connessione tra la tangenziale e la futura autostrada

La bretella appena realizzata alla connessione tra la tangenziale e la futura autostrada

Un documento di sei pagine, sottoscritto dal presidente della Provincia Luca Robaldo, dai sindaci dei Comuni di Alba (Carlo Bo), Castagnito (Carlo Porro), Grinzane Cavour (Gianfranco Garau), Guarene (Simone Manzone) e Roddi (Roberto Davico) e dalle tre principali associazioni agricole provinciali (Coldiretti, Confagricoltura e Cia) per chiedere a Ministero delle Infrastrutture, Regione e società Asti Cuneo Spa di assumere precisi impegni in merito alla gratuità della tratta e alla possibilità dei mezzi pesanti di continuare a percorrere la tangenziale di Alba anche una volta che questa diverrà parte dell’autostrada A33.

E’ quanto appena partito alla volta della Capitale e del capoluogo regionale. Oggetto, uno dei principali nodi emersi in merito al completamento autostradale insieme a quello della gratuità del futuro attraversamento albese: come potrà la già sofferente viabilità locale albese sopportare anche il traffico dei mezzi agricoli se in un domani nemmeno troppo lontano a questi verrà impedito di percorrere la "quattro corsie"?

Quest’ultimo tema è da mesi al centro del confronto in corso tra i vari attori coinvolti al tavolo di Comitato di Supporto dell'Asti-Cuneo attivato in Regione dall’assessore ai Trasporti e Infrastrutture Marco Gabusi.

A sollevarlo erano state le associazioni agricole provinciali, una volta compreso che tra le conseguenze della soluzione di accomodamento intrapresa per arrivare all’ultimazione dell'opera ci sarebbe stata l’applicazione, anche sull’attuale tangenziale albese, dei limiti che il Codice della Strada prevede sulla rete autostradale, interdetta a trattori, rimorchi e altri mezzi agricoli.   

La formale richiesta firmata ora da Provincia, Comuni e associazioni riprende quella già partita un anno fa dai Municipi del territorio. Come già allora, si torna a chiedere che la tangenziale di Alba rimanga percorribile per intero senza il pagamento di pedaggi, garantendo al territorio "almeno lo stesso servizio di cui ha beneficiato fin dagli anni ’70 e non peggiorativo rispetto alla situazione pre-esistente alla costruzione dell’autostrada".

Al contempo si chiede che venga "scongiurato il passaggio dei mezzi agricoli nel centro della città di Alba e sul ponte Albertino, o attraverso misure non strutturali anche temporanee o stagionali" (si pensa a deroghe, corsie speciali o altre soluzioni) oppure tramite "opere compensative che permettano un transito alternativo al centro cittadino".

Tra le soluzioni possibili, sul punto, "la possibilità di un permesso di circolazione con idonea classificazione da riservarsi a mezzi con adeguate caratteristiche": un’autorizzazione che nell’ipotesi potrebbe avere durata annuale rinnovabile.

"Come tutti sappiamo bene – spiega in proposito il sindaco di Alba Carlo Bo – e come ribadito nel corso dei diversi incontri tenuti sul punto in Regione, la nostra tangenziale ha sempre assunto una funzione importante anche per questo tipo di traffico, che in determinati periodi dell’anno ha un impatto non secondario sulla viabilità della zona. Penso in special modo alla stagione della vendemmia, quando il transito dei mezzi adibiti al trasporto delle uve si aggiunge a quello dei turisti che iniziano ad arrivare numerosi per gli eventi dell’Autunno albese. Da qui la scelta di insistere con forza per l’individuazione di una soluzione mirata, nel presupposto che Alba non può sopportare un ulteriore carico di mezzi su una viabilità cittadina già oggi fortemente sofferente".

Ezio Massucco

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