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Attualità | 16 gennaio 2023, 17:06

Torna a Neive la celebrazione dell'Epifania macedone con il bagno nel fiume Tanaro

Una comunità che rappresenta nei nostri territori migliaia di persone, perlopiù operanti nel settore vitivinicolo. La chiesa ortodossa calcola i giorni con il calendario giuliano per cui, rispetto a noi, c'è una differenza di tredici giorni. Il 19 gennaio i credenti sono soliti cercare uno specchio d'acqua per replicare il rito del battesimo di Gesù nel Giordano

Torna a Neive la celebrazione dell'Epifania macedone con il bagno nel fiume Tanaro

Il prossimo 19 gennaio a Neive si rinnoverà la tradizionale festa dell’Epifania della comunità macedone con il 'tuffo' nelle acque del fiume Tanaro.

Sono oltre nove mila i macedoni residenti nel Sud del Piemonte, quasi la metà risiedono in provincia di Cuneo, molti degli altri nella vicina Canelli e Nizza Monferrato, nell'astigiano. Molti di loro sono operatori agricoli nelle realtà vitivinicole di Langhe, Roero e Monferrato. Un popolo di cui la maggior parte dei credenti afferiscono alla Chiesa ortodossa autocefala macedone per cui il calcolo dei giorni si basa sul calendario giuliano (le comunità ortodosse rifiutarano la variazione introdotta da Papa Gregorio XIII che portò all'istituzione del calendario gregoriano, quello che ancora oggi seguiamo) per cui anche le festività natalizie sono traslate di circa 13 giorni. Accade così che, mentre noi il 7 gennaio siamo abituati a rientrare al lavoro dopo giorni di abbuffate, gli ortodossi celebrano il loro Natale.

Motivo per cui il "loro" 6 gennaio, coincide con il "nostro" 19 gennaio. Niente calze, dolciumi, carbone e Re magi. Con Epifania nelle chiese orientali si intende la manifestazione di Gesù con il battesimo nel fiume Giordano.

Evento che i credenti celebrano con lo stesso rito del bagno nelle acque. L'evento di Neive, dove è presente la Chiesa di San Michele, portata avanti dal parroco Mihailo Matevski detto "Padre Michele", comincerà con la messa alle ore 10 per poi continuare con la processione al fiume Tanaro. Nelle acque verrà lanciato un crocifisso ed un gruppo numeroso di persone tuffandosi in acqua si cimenterà nel cercare di recuperare la croce. Chi riuscirà nell’intento, oltre che all’onore della riuscita dell’impresa, avrà diritto a girare le case dei fedeli per consegnare l’acqua santa. "Padre Matevski ci tiene a dire che la parte importante della Fede è la festa in sé e la relativa liturgia, mentre il tuffo nel fiume (da noi il Tanaro) o in altri specchi d’acqua è una tradizione popolare - spiega Roger Davico della Anolf Cisl - Solo la pandemia ha fermato questa tradizione negli ultimi due anni e quest’anno si ripropone l’iniziativa anche come ulteriore speranza sia per quanto riguarda la ripresa della normalità, ma più che tutto e specialmente per la Pace. La comunità macedone mette radici, in quanto la Parrocchia ortodossa ha comprato ultimamente la casa dalla diocesi cattolica di Alba, utilizzata già come battistero e finemente affrescata con disegni ed icone della tradizione ortodossa, e anche come sede di ritrovo della Comunità."

"La Comunità macedone - continua Davico - è anche protagonista del docufilm che ha realizzato l’Anolf di Cuneo, intitolato “Siamo qui da vent’anni” nel 2020, del regista Sandro Bozzolo, (ha vinto diversi premi nei vari festival) che ha voluto documentare la presenza sul nostro territorio di comunità di origine straniera, non tanto quelle più numerose, ma più che tutto quelle specializzate in certe produzioni eccellenti che rendono ricco e conosciuta la nostra zona, come appunto è il settore vinicolo e non solo, come anche le nocciole. Il docufilm oltre alla comunità macedone, parla anche dei Sikh con l’allevamento del bestiame da latte e la relativa filiera casearia e latte per l’industria, della lavorazione della Pietra Luserna con la comunità cinese di Barge e Bagnolo, dei raccoglitori della frutta sub-sahariani nel saluzzese e cuneese, con un accenno anche alla cura dei boschi di castagna in montagna, per finire con il mondo delle lavoratrici “badanti” ed OSS che hanno cura dei nostri anziani."

"Il momento della festa di giovedì 19 gennaio - conclude Davico - sarà un momento importante per tutta la comunità macedone, con un richiamo alle proprie tradizioni, ma in una società che cambia come quella italiana ed europea, sarà necessario sempre più una conoscenza reciproca, partendo e senza abbandonare le proprie radici (vale anche per noi italiani), per avere certezze, per sapere andare “oltre alla proprie frontiere”, incontrare l’altro, senza paure delle “differenze”, costruendo una società con l’obiettivo della pace e delle convivenza, sapendo che le diversità e la loro conoscenza possono diventare ricchezza ulteriore per tutti quanti noi. L’unica discriminante, per chi decide di vivere in Italia (di origine italiana o straniera) è l’accettazione della nostra Costituzione con i valori che ha saputo e che tuttora esprime. Di conseguenza il momento delle feste della Comunità Macedone, così come tutte le altre feste, sono anche feste per tutta la società in generale."

Daniele Caponnetto

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