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Attualità | 14 gennaio 2023, 18:02

Caro carburante: "La Provincia si batta perché l'auto non diventi 'bene di lusso'"

Le richieste arrivano dai consiglieri provinciali Pietro Danna, Vincenzo Pellegrino e Annamaria Molinari: "Servono interventi finalizzati al contenimento dei costi, la vigilanza su eventuali speculazioni e la compensazione delle minori entrate di province e città metropolitane"

Il palazzo della Provincia di Cuneo

Il palazzo della Provincia di Cuneo

Il rischio concreto è che l’automobile diventi un ‘bene di lusso’. Così non può e non deve essere, specie in un territorio altamente frazionato e geograficamente esteso come quella Granda”.

A parlare, i consiglieri provinciali Pietro Danna, Vincenzo Pellegrino e Annamaria Molinari, che hanno prodotto un ordine del giorno incentrato sul caro carburante e il gettito, in calo per le Province, di IPT ed RC auto. Chiedendo “interventi finalizzati al contenimento dei costi, la vigilanza su eventuali speculazioni e la compensazione delle minori entrate di province e città metropolitane”.

"L'aumento del carburante colpisce indiscriminatamente"
A motivare la presentazione del documento la decisione del governo centrale di non prorogare oltre il 31 dicembre 2022 lo sconto sulle accise sui carburanti introdotto nel marzo dello stesso anno. La decisione – come purtroppo è ben chiaro - ha portato il prezzo dei carburanti ad aumentare in media di 20,5 centesimi al litro; secondo Codacons un pieno costerà agli italiani, in media, 8,90 euro in più rispetto a dicembre scorso.

Un aumento che, secondo gli scriventi “colpisce indiscriminatamente i bilanci di famiglie, imprese e, indirettamente, anche quelli degli enti locali, soggetti già peraltro interessati dall’aumento del costo delle materie prime e dell’energia elettrica verificatisi negli scorsi mesi, anche in conseguenza del conflitto bellico tra Russia ed Ucraina”. Coldiretti ha anche denunciato le possibili e gravi ricadute sul setto agricolo, evidenziando costi attorno a un terzo del totale per frutta e verdura, in un settore nel quale l’88% delle merci viaggia su strada.

Il calo di RC e IPT
Nell’ordine del giorno si segnala poi che, in provincia di Cuneo come in altre zone d’Italia, il gettito relativo all’RC auto e dall’IPT sia diminuito nel corso del periodo pandemico, con una perdita netta di cinque milioni di euro.

Tale fenomeno si ripercuote negativamente sulla capacità di spesa dell’ente provincia, specie con riferimento alle proprie funzioni fondamentali relative alla manutenzione viaria e dell’edilizia scolastica di propria competenza”.

Si chiede quindi al governo di attuare interventi volti alla diminuzione del prezzo dei carburanti e più serrati controlli rispetto a eventuali speculazioni, di istituire fondi compensativi delle minori entrate delle province e di valutare l’opportunità di istituire nuovi incentivi per incrementare le immatricolazioni di un maggior numero di autoveicoli.

Simone Giraudi

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