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Agricoltura | 06 dicembre 2022, 17:58

Food Drug Free, l’innovazione è “made in Granda”: avanza la frontiera della sicurezza alimentare e della tracciabilità

Presentati al territorio questa mattina, 6 dicembre, presso l’Università degli Studi delle Scienze Gastronomiche di Pollenzo, i risultati del progetto: ecco la piattaforma portatile per l’identificazione di farmaci nei prodotti alimentari

Felice Catania, Chiara Serra e Umberto Bena nel corso della presentazione del progetto “Food Drug Free”

Felice Catania, Chiara Serra e Umberto Bena nel corso della presentazione del progetto “Food Drug Free”

Informatica System, capofila di progetto in collaborazione con altri 12 partner, ha sviluppato un nuovo strumento di misura capace di individuare la presenza di antibiotici nelle materie prime. Il progetto “Food Drug Free”, finanziato per oltre 6 milioni di euro sul bando “Piattaforma Tecnologica Bioeconomica” della Regione Piemonte, ha avuto avvio nel 2019 e si è concluso a novembre 2022, dopo 42 mesi, con la creazione di 13 posti di lavoro con contratto di Alta Formazione e l’innovativo strumento oggi presentato: una piattaforma sensoristica wireless, utilizzabile sul campo per identificare i residui di famiglie di antibiotici nelle materie prime latte, uova e miele.

I partner di ricerca sono Politecnico di Torino, Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, Università degli studi delle Scienze Gastronomiche di Pollenzo e Fondazione Bruno Kessler di Trento. Oltre a Informatica System, Cemas Elettra srl, Chemsafe srl, DGS spa, Eltek spa, Sky Technology srl sono le realtà industriali coinvolte nello sviluppo della piattaforma, destinata al momento a tre eccellenze enogastronomiche cuneesi: il pastificio Michelis (uova), l’impresa dolciaria Sebaste (miele) e i formaggi di Beppino Occelli (latte).

"Si tratta di un cambio di passo rispetto alla situazione attuale in tema di sicurezza alimentare e tracciabilità", dice Umberto Bena, responsabile del progetto per Informatica System, mentre relaziona sui numeri dell’iniziativa. Pone attenzione sulle parti innovative, che riguardano la capacità di questa tecnologia di operare con elevate sensibilità su basse concentrazioni e con tempi ridotti di analisi, aggiungendo: "La piattaforma tecnologica è miniaturizzata, per poter essere trasportata agevolmente, e portatile, in modo da essere impiegata sul campo e in contesti vari, da operatori formati che sapranno gestire il processo in larga parte automatizzato".

Sia il comparto agroindustriale sia il consumatore finale beneficiano di questa nuova tecnologia capace di abbattere i costi di stoccaggio della materia prima, prevenire gli sprechi di prodotto edibile durante la produzione e restituire un elevato livello di sicurezza alimentare, escludendo quei prodotti non conformi allo standard prima ancora che possano entrare nella filiera.

Questa soluzione nasce in primis dall’esigenza di contrastare l’abuso e l’uso scorretto degli antibiotici nelle filiere in cui si producono alimenti di origine animale.

Entro il 2050 si stima che l’antibiotico-resistenza – quel fenomeno per cui un antibiotico perde di efficacia nel trattare infezioni che originariamente era in grado di eliminare – possa diventare la prima causa di morte nel mondo. L’Italia si impegna da anni a evitare la crescita e la diffusione di microorganismi resistenti agli antibiotici attraverso il Piano Nazionale di Contrasto all’Antibiotico-Resistenza (PNCAR). "La prevenzione sposa a pieno lo spirito del progetto" ì, dice in merito la dottoressa Elena Bozzetta, responsabile SC Diagnostica Specialistica dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, ente che ha individuato le molecole di interesse e ha fornito i campioni di riferimento.

Il professor Fabrizio Pirri del Politecnico di Torino chiarisce come dal punto di vista ingegneristico si sia risposto alla sfida di rilevare la presenza di molecole in concentrazioni sufficientemente ridotte da poter dare dei messaggi preventivi rispetto al manifestarsi del problema. Al centro di questo innovativo dispositivo vi è un sensore, elettrico o ottico. Non solo sviluppo di sensori miniaturizzati: sono state impiegate anche competenze nella modifica di superfici, sviluppo di nanomateriali e stampa 3D di dispositivi polimerici low cost, customizzabili e facilmente smaltibili. "L’arricchimento tecnologico – dice Pirri – è la soluzione per introdurre nell’area agroalimentare un potenziamento della qualità e sostenibilità degli alimenti, con garanzia nella filiera, e preservare il made in Italy".

"È tutta strumentazione custom sviluppata appositamente per questo progetto: microfluidica (tubi), meccanica (motosiringhe) e poi tutta la parte di lettura di tipo elettrico e ottico", aggiunge il dottor Felice Catania, ricercatore del Politecnico di Torino che, con Cemas ed Eltek, ha curato la parte di sviluppo tecnologico per passare dal laboratorio al campo.

Massimiliano Revelli, Chief Manager Ricerca e Sviluppo di Informatica System, parla di garanzia di tracciabilità e immutabilità dei dati, attraverso l’impiego della blockchain. Inoltre descrive le possibilità per il consumatore di accedere ai dati raccolti nei vari snodi della filiera, semplicemente grazie a un bot Telegram pubblico. È sufficiente selezionare la filiera produttiva di interesse e inserire il numero del lotto del prodotto: a questo punto il bot interroga la blockchain e recupera tutte le informazioni inserite dagli operatori nei vari step della filiera, dalla materia prima al prodotto finale, ad uso del consumatore.

Conclude la presentazione il Professor Michele Filippo Fontefrancesco dell’Università degli studi di Scienze Gastronomiche, che ospita l’evento. Sempre in merito ai consumatori, il professore registra la tendenza di questi ultimi a non essere molto dinamici, mostrando fatica a relazionarsi con la tecnologia in ambito di consumi alimentari. Sebbene la pandemia abbia migliorato questa dinamica, è importante comunicare in maniera efficace che tecnologia e tradizionalità e artigianalità non contrastano, anzi si migliorano.

Questo progetto trasversale innova e migliora ogni snodo della filiera alimentare coinvolto. Semplificazione, riduzione dei tempi di analisi, salute, tracciabilità, certificazione… tutto ciò è garantito dalla tecnologia all’avanguardia e alla portata delle imprese del settore agroindustriale e del consumatore presentata oggi nell’ambito del progetto “Food Drug Free”.

Eleonora Ramunno

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