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Economia | 01 dicembre 2022, 13:41

Il Pos della discordia: “Costi di utilizzo delle carte azzerano i margini di guadagno su alcuni prodotti”

In sei anni anche in Granda raddoppiati i pagamenti con la moneta elettronica. Botta e dal Bono (Confesercenti): “Prima di pensare alle sanzioni, via le commissioni almeno sui piccoli importi”

Il Pos della discordia: “Costi di utilizzo delle carte azzerano i margini di guadagno su alcuni prodotti”

“Il problema della moneta elettronica non sono le sanzioni, ma le commissioni”.

È questo il commento del direttore generale Confesercenti della provincia Cuneo, Nadia dal Bono, che spiega: “Il numero di POS, in provincia Granda come a livello nazionale, è raddoppiato dal 2015 ad oggi, senza bisogno di multe. Il problema è dato dai costi di utilizzo delle carte, che azzerano i margini di guadagno su alcuni prodotti”.

Ecco due esempi: un tabaccaio che rinnova un bollo auto da 50 euro ha un margine di guadagno di 1 euro. Se il pagamento del bollo – o di qualunque altro bollettino - viene effettuato con carta di credito, di fatto le commissioni azzerano o quasi il guadagno. Un rifornimento di benzina di 50 euro, pagato con alcune carte di credito, porta addirittura al di sotto dello zero il margine del benzinaio.

“Confesercenti - sottolinea il direttore dal Bono - ritiene davvero inutile questa attenzione sulle sanzioni ai commercianti sul POS: pare siano l’argomento più importante della manovra di bilancio. Se si ritiene che la soluzione per combattere l’evasione fiscale sia rendere obbligatoria l’accettazione dei pagamenti elettronici, noi siamo d’accordo. Si azzerino però i costi di tutte le mini-transazioni con Pos e carte di credito fino a 50 euro e se si vuole, a questo punto, si mantengano pure le sanzioni”.

“Stiamo perdendo tempo a discutere di queste cose. Da sempre pensiamo che una maggiore diffusione ed utilizzo delle carte di credito e debito sia opportuna ed utile”, ribatte il vicepresidente provinciale Mauro Botta, che ricorda come: “Anche nel gestire il contante ci sono costi, anche se non immediatamente visibili: dal rischio rapine alla necessità di assicurazioni e sistemi di sicurezza e poi il problema delle banconote false. Per questo, i POS sono stati adottati dalle imprese anche senza sanzioni e il pagamento delle commissioni deve essere parametrato a quelli degli altri Paesi europei”. 

Anche in Granda, complice la pandemia, in meno di sei anni il numero di Pos sono raddoppiati, così come le transazioni in moneta elettronica che sono esplose negli ultimi due anni.

“Un boom - prosegue il direttore dal Bono - che ha dei costi notevoli per gli esercenti fra commissioni e acquisto/comodato del dispositivo. Per questo Confesercenti chiede, in particolare per alcune categorie, l’azzeramento delle commissioni sui piccoli pagamenti. Modernizziamo la rete, dotiamo tutti di POS e a lettura veloce contactless. Anche per quanto ci riguarda, riteniamo giusto che chi vuole pagare con la carta di credito lo possa fare. Ma fino a che non si saranno compensazioni con i costi delle commissioni, non si può chiedere di accettare i pagamenti via POS e rimetterci”.

Confesercenti chiede un cambio di passo soprattutto sui servizi utili per i cittadini – come i pagamenti dei bollettini, delle multe e altro – che con la riduzione di bancomat e uffici postali sul territorio, soprattutto nei piccoli comuni del Cuneese, si sono trasferiti presso negozi, edicole e tabaccai. Ma con 10 bollettini da 100 euro al giorno pagati con alcune carte, il commerciante ci rimette dieci euro.

“Rimane poi il tema della percentualizzazione delle commissioni - concludono dal Bono e Botta - direttamente proporzionali all’importo pagato, che almeno dovrebbe favorire l’azzeramento dei costi per i pagamenti minimi. Questo darebbe davvero una mano alla diffusione della moneta elettronica”.

C. S.

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