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Curiosità | 24 novembre 2022, 13:53

Al Caffè Letterario di Bra si legge “La Scuola Cattolica” di Edoardo Albinati 

Perché la Giornata contro la violenza sulle donne non è solo il 25 novembre, ma tutto l’anno 

Al Caffè Letterario di Bra si legge “La Scuola Cattolica” di Edoardo Albinati 

Più che CSI è Cold Case. Ma pure un po’ Criminal Minds. Se siete patiti di gialli, thriller e polizieschi mettetevi comodi perché stiamo per rispolverare una bad story che, purtroppo, è accaduta realmente. Una di quelle ferite nella storia della cronaca nera italiana che fanno ancora male, anche perché riguardano la violenza di genere. 

In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne che quest’anno ricorre venerdì 25 novembre, il Caffè Letterario di Bra consiglia il libro Premio Strega “La scuola cattolica” di Edoardo Albinati (Rizzoli, 2016)

Ecco la recensione del poeta braidese Bernardo Negro che l’ha letto per noi.

Parliamo di un romanzo molto arduo e intenso, che racconta i fatti avvenuti sul promontorio del Circeo alla fine di settembre del 1975. È la storia che ha contaminato parte di una generazione, ancorata a tradizioni integraliste che partono da un’errata interpretazione della moralità, intesa come naturale previlegio di una casta aberrante, quanto basata su errate concezioni filosofiche che pure coinvolgevano ambienti Cattolici. 

Tre ragazzi, Angelo Izzo, Andrea Ghira e Gianni Guidi, in un clima di esacerbato sadismo, invitano due ragazze, Rosaria Lopez e Donatella Cosalsanti in una villa non distante dal mare. Sembra un festino improntato ad una morbosità pericolosa, ma non letale ed invece in poche ore si trasforma in un inferno. 

Alle avances respinte dalle ragazze, i tre rispondono con una violenza che si trascina per due giorni in un gioco mortale. La perversa viltà dei ragazzi cessa solo quando si accorgono che le due donne sono ormai inerti cadaveri, tanto da caricarle nel portabagagli dell’auto per poi sbarazzarsene. Ma la Colasanti, aggrappata all’amica, è ancora viva e sarà la testimone delle folli efferatezze. 

Lo sfondo è quello delle famiglie “bene” che non comprendono cos’è la Scuola Cattolica. Per loro non è una palestra di principi formativi, ma è il crogiuolo di un’aristocrazia fuori dal tempo, malintesa da una “gioventù dorata”, che non saprà mai distinguere il bene dal male ed a cui tutto è permesso. 

Albinati, con una prosa particolareggiata quanto secca, ci fa capire che “altro” è il vero Cattolicesimo e prende le distanze dalle esecrabili follie del passato. Eppure non è difficile vedere nel romanzo quell’apologia del femminicidio, oggi tristemente di moda in presunti super-uomini che nulla intendono della vita. 

Dall’opera è stato tratto un film, ma per ora vi consigliamo la lettura e la meditazione del testo. Ne avrete per un po’, visto che il volume supera le mille pagine, un grosso, ma meritevole impegno. Buona tachicardia.

Silvia Gullino

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