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Eventi | 23 novembre 2022, 15:09

A Cuneo una mostra unica al mondo: per la prima volta insieme cinque pale d'altare di Tiziano, Tintoretto e Veronese [VIDEO]

Stamattina l'anteprima riservata alla stampa, alla presenza dei curatori don Gianmatteo Caputo e Giovanni Carlo Federico Villa, del presidente di Fondazione CRC e del presidente di Intesa Sanpaolo

A Cuneo una mostra unica al mondo: per la prima volta insieme cinque pale d'altare di Tiziano, Tintoretto e Veronese [VIDEO]

E' difficile rendere la percezione dell'importanza del progetto espositivo allestito presso lo splendido spazio del Complesso Monumentale di San Francesco a Cuneo.

Una collaborazione che è destinata ad avere un futuro proficuo nel campo dell'arte quello tra Fondazione CRC e Intesa Sanpaolo, che hanno portato a Cuneo la mostra "I colori della fede a Venezia: Tiziano, Tintoretto, Veronese".

Da giovedì 24 novembre 2022 a domenica 5 marzo 2023 si potranno ammirare cinque pale d'altare, poste in altrettante chiese di Venezia, in un'unica sede. Un evento eccezionale e unico al mondo. Basti pensare che un'opera come L'Annunciazione di Tiziano è uscita dalla chiesa di San Salvador solo per una mostra allestita al Quirinale, ancora per una mostra a Mosca e infine a Tokyo. Ora è a Cuneo.

La mostra è a cura di don Gianmatteo Caputo e di Giovanni Carlo Federico Villa e vede il supporto organizzativo di Mondo Mostre.

Straordinario l'allestimento, curato, a livello architettonico e di illuminazione, sfruttando le più alte tecnologie a disposizione. La luce stessa narra le pale, in un percorso dinamico che coinvolge tutti i sensi facendo scaturire le emozioni nell'osservatore. A progettarla e crearla niente meno che Francesco Iannone e Serena Tellini, architetti e lighting designer di fama internazionale. L'allestimento, con le pale da ammirare dal basso verso l'alto, esattamente come capita nelle chiese, sposta il punto di vista dell'osservazione.

La mostra conclude il ciclo di iniziative realizzate nel corso del 2022 per celebrare i 30 anni della Fondazione CRC, istituzione da sempre attiva per sostenere e promuovere attività culturali di valorefinalizzate ad accrescere il ruolo e la riconoscibilità del territorio cuneesecome centro di produzione culturale. Realizzato insieme a Intesa Sanpaolonell’ambito di Progetto Cultura, piano pluriennale delle iniziative con cui la Banca esprime il proprio impegno per la promozione dell’arte e della cultura nel nostro Paese, il progetto offre al pubblico per la prima volta l’una accanto all’altra cinque grandi pale d’altare dei maestri del Rinascimento veneto Tiziano Vecellio, Jacopo Robusti detto il Tintoretto e Paolo Caliari detto il Veronese, provenienti da altrettante chiese veneziane. Ospitata in una architettura medievale ora monumento nazionale, la mostra presenta alcuni fra i più grandi capolavori che la Chiesa veneziana possiede, sia per importanza che per dimensione, opera dei suoi artisti sublimi e più rappresentativi.

La mostra si propone di restituire una precisa percezione di come il colore venezianosi sia posto al servizio della sacra narrazione. Le opere presentate, risalenti al periodo compreso tra il 1560 e il 1565, risultano in perfetto dialogo cronologico e stilistico e si confrontano con temi fondamentali nell’iconografia cristiana: l’Annunciazionee l’Incarnazione, il Battesimo di Cristo, l’Ultima Cena, la Crocifissione e la Resurrezione. 

PERCORSO ESPOSITIVO

La prima sala in apertura della mostra è dedicata alla città di Venezia e al contesto storico in cui i tre artisti si trovano a vivere e creare: una proiezionevideo e alcune riproduzioni rendono il contesto degli anni della Serenissima, la sua storia ed evoluzione. In questa Venezia, stretta fra potenti imperie però orgogliosa e potente, Tiziano, Tintoretto e Veronese definiscono nel loro operare il mito della civiltà del colore.

La prima pala d’altare che si incontra nel percorso è l’Annunciazione di Tiziano. La pala fu richiesta a Tiziano dal ricco gioielliere veneziano Antonio Cornovi della Vecchia nel 1559 per un altare nella chiesa di San Salvador. Una testimonianza del prestigio della famiglia di cittadini, fra i più stimati confratelli della ScuolaGrande di San Rocco. Vista e annotata da Giorgio Vasari nel 1566, è conforme all'ambiente funerario della cappella poiché l'Incarnazione è l'avvio di quell'umanizzazione di Dio che terminerà con il Sacrificio per l'umanità, e perciò è la promessa della vita eterna.La grandiosa scena è espressione fra le più alte delle capacità innovative di un pittore già avanzato d'età e celeberrimo, libero di creare e sperimentare nuovi raggiungimenti luministici. Il disegno scompare, il cromatismo si esalta in pennellate sempre più rapide e sicure, in una pastosità di stesura eclatante per l’assoluta modernità. Tiziano, quasi in un 'non finito' michelangiolesco, fa vibrare la superficie pittorica, adattando con brevissimi tocchi di pennello la materia oleosa alla trasparenza e vitalità della luce che esplode, non illumina; scintilla e vibra, non plasma i corpi, si frantuma in gocce di colori, in una pioggia incandescente transumanando l'episodio sacro. Per Roberto Longhi “uno dei dipinti più disperati dell’arte; dove la stanza è invasa come da un rogo semispento d’apocalisse che screzia le figure, le imbratta, le usura in un aspetto di «impressionismo magico”. Nella cappella successiva è esposto Il Battesimo di Cristodi Veronese.I donatori 'in abisso', nell'angolo e in umiltà, sono il ricco mercante veneziano Bartolomeo Stravazino, e il figlio Giovanni nel 1561, era destinata a un oratorio e sacello familiare presso la chiesetta di Santa Maria degli Angeli alla Giudecca.

Qui sarà edificata la chiesa del Redentore, progetto di Palladio, edificio promesso nel 1576 come ex voto per frenare l’epidemia di peste. Veronese conferma qui l’armonia decorativa e la serenità nella gamma chiara dei colori che lo oppongono alla ‘terribilità’ tintorettiana, apportando la monumentalità del manierismo padano, l’armoniosa classicità dei ritmi, mentre gli splendidi riflessi dell’arancio veneziano illuminano l’acqua del Giordano e rilucono anche sulla sponda dorata.

L’orchestrazione cromatica delle vesti – il rosso del mantello di Giovanni, l’azzurro cielo del perizoniumdel Battezzato, il giallo di piombo-stagno dell’angelo – è esemplare della visualità del Veronese, così come il gusto per gli scorci. Il moderno restauro realizzato nel 1992, nell’ambito della quarta edizione di Restituzioni, il programma di restauri curato e gestito da Intesa Sanpaolo, ha riportato splendore alle tinte del dipinto. La grande telache rappresenta l’Ultima Cena, più di nove metri quadri di appassionata concitazione, fu richiesta a Tintoretto dalla Scuola del Sacramento dei Santi Gervasio e Protasio per il proprio ‘Banco’ nella chiesa di San Trovaso.

In coppia con la Lavanda dei Piedi, l’Ultima Cenasottolinea i valori comunitari e l'umanità divina, propone la sapienza e l'umiltà, l'incrollabilità della fede opposta all'umana debolezza. Tintoretto propone una scena di forte gusto popolaresco con elementi di inconsueto realismo, una forma sceneggiata secondo un gusto teatrale allora ben accolto a Venezia. Nella chiesa dal 1566, l’Ultima Cena illustra il momento dell'annuncio del tradimento da parte di uno dei compagni di Cristo. L’atto sacro si svolge in un’umile locanda, su diuna tavola dimessamente apparecchiata, con sedie sgangherate. Il pavimento è sporco, non spazzato da tempo. Gli stessi apostoli hanno i volti dei veneziani che si incontrano nelle calli, i mercanti e i maestri d'ascia che lavorano negli squeri sulle fondamenta di Ognissanti.

Prosegue il percorso espositivo la Crocifissione di Tintoretto proveniente della chiesa veneziana di Santa Maria del Rosario, detta dei Gesuati, realizzata intorno al 1563: l’iconografia dell’opera presentalo svenimento della Madonnaeil gruppo delle Marie ai piedi della Croce, in singolare isolamento. Cristo in croce, attorniato dalla gran luce di un'aureola, ha ai suoi piedi la Madre svenuta. La luminosità irradiata dal Crocifisso è il trionfo sulle tenebre, la vittoria di Cristo e la certezza del riscatto dell'umanità, avviata nella speranza di resurrezione, mentre l'esito patetico si riverbera ai piedi della croce.Le presenze femminili riempiono lo spazio con morbidi veli, manti dai colori accesi e ampie vesti rigonfie.

L'ansia intorno a Maria svenuta e stremata, terre a in viso, fra le braccia delle altre donne è nella concitazione delle posture, nello stupore e tensione dei volti, negli sguardi al ventre di Maria, arrotondato, carico di significati religiosi. È la lezione patristica: il dolore della Vergine è un “secondo parto”, da cui nasce il popolo cristiano redento. Nel 1991 si è proceduto al restauro grazie alla terza edizione diRestituzionia cura di Intesa Sanpaolo. Chiude il percorso espositivo la Resurrezione di Veronese, pala d’altare per la cappella Badoer in San Francesco della Vigna. L’opera è un magnifico esempio del colorire 'alla veneziana', ovvero un colore strutturale che determina la costruzione pittorica. L'immagine si definisce attraverso le tinte più chiare, portatrici della luce strutturante. Qui l'esplosione di luce centrale accompagna l'energica che fa impallidire la natura circostante. Il corpo si transuma: resta un lieve segno della ferita dei chiodi su un piede, scompaiono le altre lacerazioni. A terra il disordinato groviglio dei cinque soldati, annichiliti dalla visione. Fantasmagorici i colori che determinano l'ardita scena. Il colore ha creato i piani sfaccettati di luce, le ombre si animano, l'effetto decorativo è ottenuto da tutti i colori di Venezia: l’azzurrite, l’indaco, la lacca di cocciniglia, l’orpimento, il realgar. Bellissima è la costruzione armonica dei verdi, che a partire dal mantello su cui brilla la gran luce divina, si oscura nel gruppo di alberi e nel fitto del fogliame.

L’innovativo progetto illuminotecnico eseguito da Consuline, vede impiegati prodotti Zumtobel. Il progetto applica il “Metodo Monza”, ideato da Francesco Iannone e Serena Tellini e si basa sulla relazione tra i colori e il sistema percettivo umano. Attraverso la variazione delle fonti di illuminazione con diverse curve di distribuzione spettrale, la percezione dei pigmenti viene enfatizzata, migliorando la comprensione complessiva di una mostra e rendendo l’esperienza immersiva.

INFORMAZIONI AL PUBBLICO

Complesso Monumentale di San FrancescoVia Santa Maria, 10, 12100 Cuneo CNfondazionecrc.it

Orari e biglietti Martedì – venerdì: 15.30 –19.30(al mattino aperto su prenotazione per scuole e gruppi); Sabato – domenica: 10 – 19.30 con orario continuato.

L’ingresso è gratuito

I possessori del biglietto di ingresso alla mostra avranno diritto ad accedere con tariffa ridotta alle Gallerie d’Italia di Milano, Napoli, Torino e Vicenza, fino al 30 giugno 2023.

VISITE GUIDATE Giovedì 24 e venerdì 25 novembre: visite guidate inaugurali gratuite alle ore 18 con consegna dei cataloghi omaggio (registrazione su eventbrite)

Sabato 26 e domenica 27 novembre: visite guidate inaugurali gratuite alle ore 15.30 con consegna dei cataloghi omaggio (registrazione su eventbrite)

Visite guidate gratuite

 

Barbara Simonelli

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