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Cronaca | 21 novembre 2022, 15:55

Operaio si amputò un dito levigando una lamiera, imprenditore albese a giudizio

Settantenne titolare di un’azienda metalmeccanica chiamato a rispondere delle lesioni procurate al dipendente per il mancato rispetto della normativa sulla sicurezza del lavoro

Immagine d'archivio

Immagine d'archivio

Lesioni personali e violazione delle norme sulla sicurezza del lavoro. Sono le accuse a carico di un imprenditore albese classe 1951, rinviato a giudizio di fronte al Tribunale di Asti per gli esiti dell’incidente sul lavoro occorso il 25 giugno 2018 nella sua azienda metalmeccanica.

Vittima del sinistro fu un dipendente della stessa, un uomo classe 1973, originario del Marocco ma da tempo residente nella capitale delle Langhe, che durante l’operazione di levigatura di una piccola lamiera si procurò procurò l’amputazione parcellare della falange distale del dito pollice.

All’imprenditore viene contestato di aver messo a disposizione del suo dipendente attrezzatura non idonea e che in particolare la levigatrice verticale utilizzata da quest’ultimo fosse priva delle protezioni regolabili atte a impedire che, in caso di incidente, la stessa potesse trascinare il dito dell’operaio sino a tranciarne una parte, come accaduto.  

Avviato sotto la presidenza del giudice Marco Dovesi, poi trasferito ad altra sede, nei giorni scorsi il procedimento è ripreso sotto la titolarità del presidente di sezione, dottor Alberto Giannone.
L’ultima ha visto l’audizione di alcuni alcuni testi tra i quali il consulente medico legale della Procura, dottor Ferraroni, medico legale di Asti, che si è espresso sul fatto contestato e spiegando se vi fossero state complicanze sulla durata della conseguente malattia e sul rapporto con l’invalidità accertata dall’Inail.

Il giudice ha poi ascoltato le parole della parte offesa, costituita in giudizio come parte civile col patrocinio dell’avvocato Mauro Caliendo di Asti. L’uomo ha prima descritto la dinamica dell’infortunio, spiegando come il suo dito pollice sarebbe stato attratto dal macchinario. E aggiungendo poi come quest’ultimo non avesse il "poggia pezzo" e il necessario pulsante di sicurezza.

Quindi ha deposto in tribunale il funzionario dello Spresal, il servizio prevenzione infortuni dell’Asl, intervenuto dopo l’incidente e che ha a sua volta riferito in merito allo stesso.

Il processo è stato quindi differito al prossimo 23 febbraio per l’audizione dei testi della difesa, rappresentata dall’avvocato albese Roberto Ponzio.

Ezio Massucco

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