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Al Direttore | 19 novembre 2022, 07:11

"Sulla strada regionale 29 un incrocio apparecchiato apposta per un incidente"

Tra località Sioneri e Borbore di Vezza d’Alba un crocevia tra i più pericolosi dell’Albese. Che fine ha fatto il progetto per realizzarsi una rotatoria?

"Sulla strada regionale 29 un incrocio apparecchiato apposta per un incidente"

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

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Gentile direttore,
le scrivo per rappresentarle una situazione di cui sono testimone da dieci anni, cioè da quando ho deciso di andare a vivere in campagna e ho scelto una frazione del Comune di Corneliano d’Alba che si chiama Reala e che, probabilmente, i lettori di Alba e dintorni conoscono.

Per tornare a casa da Alba percorro la strada regionale 29 e, all’altezza della frazione Sioneri, mi preparo per svoltare a sinistra a metà di un curvone che, per me, è in salita. Dalla direzione opposta, invece, arrivano tutte le automobili che, da Borbore e Vezza d’Alba, si avvicinano alla città.

Ora: al di là di qualche disgraziato che pensa bene di superare i trattori (presenti soprattutto in periodo di vendemmia) e i camion in curva, anche sapendo che è vietato, chi è del posto sa bene che non bisogna “tagliare” la curva perché, appunto, si invade la corsia che è destinata a chi vuole svoltare in direzione Reala e Piobesi d’Alba, rischiando di fare un frontale con chi è fermo in attesa di poter girare. Peccato che – ormai ci ho fatto l’occhio – durante la Fiera arrivano da Torino e non solo parecchi turisti che, ignari della possibilità di girare a sinistra in quel punto della strada, si impossessano allegramente di quella striscia di strada percorrendola contromano.

Mi si dirà che, finora, non sono mai stati registrati incidenti gravi. Bene. Mi permetto di soggiungere che, così come è, quella situazione è apparecchiata apposta perché un incidente, prima o poi, capiti. Le dirò di più: potevo essere io, il protagonista di quell’incidente. Qualche sera fa difatti, rientrando a casa con mio figlio di 7 anni a bordo, un Tir ha tagliato la curva e soltanto la mia previsione del suo comportamento (lo avevo già scorto spuntare dalla salita e stava per invadere lo spazio riservato alla svolta) ha evitato che ci travolgesse. Il guidatore del camion non ha nemmeno capito di aver appena commesso una grave infrazione stradale, convinto come era di essere libero di usare due corsie, e mi ha pure mandato al diavolo, come se io fossi stato dove non dovevo essere.

Non sta a me decidere cosa si possa fare per rendere la percorrenza dell’incrocio più chiara e più sicura: se inserire dei dissuasori possa creare pericoli alla circolazione, per esempio. Se rendere funzionante quello scatolone blu che dovrebbe contenere l’autovelox ma che, invece, non contiene mai nulla.

Non è il mio mestiere trovare la soluzione. So soltanto che, ogni volta che devo girare verso Reala oppure che so che qualcuno sta portando a casa mio figlio e dovrà percorrere quel tratto di strada, penso sempre che possa succedere qualcosa. E non credo sia una preoccupazione eccessiva, dal momento che posso testimoniare personalmente, in un decennio, una molteplicità di episodi simili all’ultimo che ho appena raccontato.

Mi auguro che qualcuno vorrà valutare la cosa e farsene carico.
Grazie per l’ospitalità sul vostro giornale

Federico Ferrero

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