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Cronaca | 16 novembre 2022, 07:29

Saluzzo, droga a minori in cambio di soldi: "Non sono più quella persona"

Condannato ad un anno e mezzo di reclusione l'imputato 23enne si è giustificato davanti ai giudici del Collegio dicendo che non immaginava che i suoi acquirenti fossero minori: "Ad oggi ho un lavoro stabile e sono seguito da una psicologa, sto cercando di cambiare vita"

Immagine di repertorio

Immagine di repertorio

Nel 2018, un giovane, classe ’99 di origini albanesi, era finito nel mirino degli inquirenti perchè coinvolto in un’indagine su un giro di spaccio di droga tra minori nel saluzzese.  

A seguito della perquisizione effettuata a casa sua, i Carabinieri ritrovarono alcuni grammi di sostanza stupefacente e il cellulare su cui veniva contattato dai giovanissimi consumatori. Sentiti dai Carabinieri, gli acquirenti, alcuni minori altri adulti, hanno indicato il 23enne albanese come pusher, riconoscendolo anche in fotografia.

Accusato di cessione di sostanze stupefacenti a minore davanti al Tribunale di Cuneo, la difesa, nel corso dell’udienza, ha dato il consenso all’acquisizione delle dichiarazioni rese dai minori in sede di sommarie informazioni, evitando dunque che questi venissero a testimoniare in aula e dimostrare l’assenza di condizionamento sulla loro testimonianza da parte dell’imputato. “Ho sbagliato -ha detto davanti al Collegio il 23enne-. Non sapevo che molti ragazzi fossero minorenni quando davo loro la droga. Adesso ho un lavoro e sono assunto a tempo indeterminato. Sono cambiato". 

Il legale ha altresì messo in evidenza la difficile situazione del suo assistito sia in ambito famigliare che personale, con problematiche di natura cognitiva e un percorso di assistenza psicologica: “Questo non giustifica in alcun modo l’attività di piccolo spacciatore -ha concluso-. Oggi ha dimostrato di voler affrontare la sua responsabilità. Oggi tentiamo con l’aiuto della psicologa, dei servizi a dare una svolta”.

Nella requisitoria, il pubblico ministero, sebbene abbia riconosciuto, chiedendo la concessione delle attenuanti generiche, il percorso positivo e l’impegno del giovane, ha ritenuto inverosimile il fatto che non si fosse reso conto della minore età dei suoi “clienti”. Per questo motivo è stata formulata una richiesta in punto pena di 13 mesi di reclusione, oltre al pagamento di 1.600 euro di multa.

I giudici del collegio hanno accolto la tesi formulata dalla procura e, considerata la continuazione con un reato analogo patteggiato dal giovane nel giugno scorso, l’hanno condannato a 1 anno e 6 mesi di reclusione e 1.700 euro di multa.        

CharB.

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