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Agricoltura | 16 novembre 2022, 09:27

Nocciole, produzione media scesa del 60% e prezzo di vendita basso: è crisi

Cia Cuneo, il bilancio della stagione raccontato da Silvio Chionetti, vicedirettore e responsabile dell’area tecnica provinciale dell’organizzazione agricola, che aggiunge: “Forse è necessario iniziare a pensare a un rinnovamento degli impianti più vecchi”

Le operazioni di selezione delle nocciole

Le operazioni di selezione delle nocciole

In Piemonte sono 9.000 le aziende agricole che coltivano le piante di nocciole. La “Granda” è la prima provincia sul territorio regionale, con 4.700 imprese del settore e oltre 16.000 ettari occupati dalla coltura. La stagione produttiva a giugno prometteva bene, con i rami carichi di frutti. Poi, alcune gravi difficoltà hanno compromesso in modo disastroso l’annata. Infatti, numerose nocciole non hanno completato il ciclo di maturazione e sono state espulse naturalmente dalle piante. Il caldo e la siccità hanno provocato uno stress climatico che non ha consentito in molti casi al frutto di riempire totalmente il guscio. Perdendo, così, a livello di resa complessiva. Inoltre, i forti temporali con il vento di inizio agosto hanno spaccato tanti rami contribuendo in modo sostanziale alla mancata produzione. Sottolinea Silvio Chionetti, vicedirettore e responsabile dell’area tecnica provinciale della Cia Cuneo: “Rispetto allo scorso anno la media è del 60% in meno di prodotto: 8-9 quintali a ettaro contro i 20-22 di una stagione normale. Quindi, un calo nettissimo. Anche se la qualità di quanto è stato raccolto è comunque mediamente buona”.

Un problema, a cui si aggiunge quello del prezzo di vendita? “Purtroppo lo smercio della nocciola stenta a partire. Le aziende trasformatrici stanno comprando poco. E le contrattazioni effettuate nell’ultimo mese hanno subito ancora dei ribassi nei confronti del prezzo battuto inizialmente: dagli 8 euro a punto resa, adesso siamo sui 7 euro”.

Quindi, le spese di produzione? “Non vengono assolutamente coperte sia per la scarsa quantità di prodotto raccolta, sia per il basso prezzo di vendita”.

A questo punto, le prospettive del settore per il prossimo anno? “Al momento non sono buone. Ma c’è la voglia di andare avanti continuando a seguire il percorso della qualità portato avanti dai produttori della nocciola di Langa, che ha dato lustro all’intero comparto. Forse, però, è anche necessario iniziare a pensare a un rinnovamento dei noccioleti, perché alcuni sono stati impiantati molti anni fa e hanno bisogno di una ristrutturazione in quanto non sono più performanti”.

redazione

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