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Cronaca | 12 novembre 2022, 17:51

"Guerriglia nelle carceri e botte agli agenti", i sindacati denunciano nuovi disordini al Cerialdo

Le organizzazioni sindacali di polizia penitenziaria: “Scene di ordinaria follia, Ciò che sta avvenendo nel distretto ha dell'assurdo... agenti e dirigenti indagati per torture e detenuti liberi di poter arrecare migliaia di euro di danni alle strutture dello Stato"

"Guerriglia nelle carceri e botte agli agenti", i sindacati denunciano nuovi disordini al Cerialdo

Nuovi disordini alla casa circondariale di Cuneo segnalati dalle organizzazioni sindacali di polizia penitenziaria SAPPE, SINAPPE, OSAPP, UIL PA P.P., USPP, FNS CISL, C.G.I.L. FP e FSA CNPP.

"Nella serata del 11 novembre - scrivono in una nota le organizzazioni sindacali - è nuovamente scattata l'emergenza presso il carcere di Cuneo dove tre detenuti extracomunitari hanno inscenato una guerriglia per il mancato trasferimento in altro carcere, mettendo letteralmente a soqquadro la propria camera detentiva, distruggendo i sanitari, i termosifoni, gli infissi, gli arredi e riuscendo addirittura a fare un buco nel muro della stanza utilizzando le gambe della branda come spranga."

"Gli stessi - prosegue la nota sindacale - hanno immediatamente iniziato ad infierire contro il personale di Polizia penitenziaria accorso in aiuto dei colleghi liberi dal servizio, barricandosi nella cella e scagliandogli contro qualsiasi oggetto ritenuto utile per fare del male e impedendo loro di accedervi all'interno. In contemporanea, durante un trasferimento urgente per motivi di ordine e sicurezza, un detenuto ha divelto la porta della celletta presente sul mezzo prendendola a calci e gli agenti di scorta sono dovuti intervenire per fermarlo."

“Scene di ordinaria follia quelle registrate a Cuneo - commentano unitamente le sigle sindacali - che si sommano alle molteplici violenze perpetrate nei giorni scorsi da detenuti facinorosi che si divertono a distruggere, ben sapendo di rimanere costantemente impuniti per le loro pericolose gesta. Ciò che sta avvenendo nel distretto ha dell'assurdo... agenti e dirigenti indagati per torture e detenuti liberi di poter arrecare migliaia di euro di danni alle strutture dello Stato, appropriandosi delle stesse con inaudita violenza a persone e cose, senza che ci sia un intervento concreto e forte da parte dell'amministrazione penitenziaria e della politica!"

"Chiediamo - conclude la comunicazione - regole di ingaggio – protocolli operativi di intervento – strumenti idonei di difesa - l'istituzione immediata di gruppi di intervento specializzati per le sommosse e il riconoscimento economico dovuto per il rientro in servizio considerato che non viene retribuita alcuna reperibilità. Rimaniamo in attesa di urgente convocazione delle Autorità."

Redazione

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