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Attualità | 05 novembre 2022, 15:36

La SiSi propone soluzioni per il problema della gestione unica del sistema idrico provinciale

A oggi il consorzio Cogesi, attraverso le sue consorziate, serve un territorio molto vasto che rappresenta circa il 60% dell’intero territorio provinciale. Manca all'appello il restante 40% che comprende le zone di Fossano, Savigliano, Saluzzo e Mondovì

Acqua: la gestione idrico provinciale continua ad essere un problema spinoso

Acqua: la gestione idrico provinciale continua ad essere un problema spinoso

Sistema idrico provinciale: una tematica complessa di cui si discute da anni. Alcuni passi in avanti sono stati fatti, ma la situazione non soddisfa ancora. Perché? In base alle dichiarazioni di Leopoldo Foglino, presidente della SiSi, società intercomunale servizi idrici che gestisce la depurazione acque per 42 Comuni della zona di Alba, Bra, Langhe e Roero e l’acquedotto in cinque paesi di questa zona, i problemi sembrano essere due: «C’è un problema di carattere politico ed uno di carattere economico. Finchè non si risolvono, in CoGeSi sarà difficile far entrare il 40% del restante territorio provinciale per ora non gestito da questo consorzio pubblico, che dovrebbe essere l’unico soggetto adibito al sistema idrico, come si vorrebbe da anni»

Ricordiamo che la gestione del ciclo idrico provinciale vale 85 milioni di Euro: si tratta di un servizio che interessa 600 mila abitanti per cui lavorano società pubbliche e società private.
Attualmente la società pubblica maggiore è l'Acda (Azienda cuneese dell'acqua), con un valore di 30 milioni di Euro, e quella privata è la Tecnoedil che vale 25 milioni di Euro.

Ed con lo stesso Leopoldo Foglino abbiamo fatto il punto, dopo il suo intervento durante la III commissione consiliare tenutasi nel Comune di Alba alcuni giorni fa.

Ma qual è la situazione attuale? Facciamo un pò di ordine.

«Attualmente in CoGeSi (Consorzio Gestori Servizi Idrici) per ora sono presenti la SiSi, l'Acda, l'Alac, il Calso, l'Infernotto Acqua.
Le consorziate servono un territorio molto vasto che comprende un’ampia parte della pianura cuneese, la quasi totalità dei territori montani e parte delle Langhe e Roero, e che rappresenta ben oltre il 60% dell’intero territorio provinciale. Manca all’appello il restante 40% dei Comuni per arrivare ad affidare il sistema idrico ad un unico gestore pubblico. A livello territoriale si tratta delle zone di Fossano, Savigliano, Saluzzo e Mondovì.
La situazione è praticamente ferma perché, dopo che nel 2017 molti sindaci erano d’accordo a dare in gestione ad un unico soggetto pubblico l’intera rete idrica provinciale, non si è giunti ad un accordo totale, ed ora il problema si è complicato ulteriormente».


Quali sono i fattori che determinano questo problema?

«
Ci sono due fattori: uno politico ed uno economico. Quello politico riguarda il continuo cambio di amministratori in CoGeSi, situazione che non agevola il lavoro. Quello economico è relativo al cosiddetto “valore residuo” che ammonta a 60 milioni di Euro. Si tratta di una somma calcolata sugli investimenti fatti dalle società private che lavorano alla rete idrica e non ancora ripagati dalle bollette dei cittadini. Per rendere totalmente pubblica la gestione dell’acquedotto, la CoGeSi dovrebbe liquidare questa somma ai vari soggetti, ma il consorzio non ne è in possesso. Di fronte a questo quadro notiamo immobilismo da parte dei territori che ho citato prima, ma le proposte di soluzioni non mancano».

Ha parlato di soluzioni: che cosa propone la SiSi?

«Stiamo lavorando con un advisor per trovare la soluzione giusta. Diciamo che per noi è sempre valida la proposta di un coinvolgimento da parte dei gestori privati, così da poter dilazionare il pagamento del valore residuo per non arrivare ad un indebitamento tale da aumentare le tariffe agli utenti. Come SiSi nell’ultimo anno abbiamo fatturato 13 milioni di Euro con un utile pari al 10%, e siamo disposti a pagare il valore residuo su fognatura e depurazione, perchè siamo in grado di riscattarlo per i nostri Comuni.
Sul nostro territorio di competenza la gestione degli impianti è attualmente affidata alla TecnoEdil, società privata che sta lavorando molto bene e che sarebbe disposta a passare a noi il suo lavoro. Questo permetterebbe di potenziare la SiSi e, di conseguenza, la CoGeSi.
Sarebbe un passo per far poi entrare altri soggetti pubblici, e forse privati, nel consorzio, così da includere quel 40% del territorio che per ora manca all’appello, a causa dei due nodi, politico ed economico, di cui ho parlato prima».

Livio Oggero

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